venerdì, 3 Dicembre 2021
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Storia alla fermata del bus, ecco la quarta puntata

Ieri la quarta puntata della storia d'amore alla fermata del bus era stata avvistate in diverse pensiline cittadine. Ecco il testo.

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Ieri la quarta puntata della storia d’amore alla fermata del bus era stata avvistate in diverse pensiline cittadine. Ecco il testo:

Ho sempre tenuto alla mia indipendenza. Lavoravo in piscina. Volevo avere qualche soldo da parte per poter finalmente, alla fine dell’estate, viaggiare. E’ la mia passione. Quell’ anno, a Giugno, prima della mia partenza, fu organizzata una festa in un vecchio eremo in campagna. Ricordo che ero di uno strano umore. Cercavo di non pensare a Giulia, ma lei era sempre lì, mi cercava. Quella notte sentii il bisogno di isolarmi dalla massa uniforme che si scatenava in pista. Camminai per un po’, finché scelsi un pezzo di verde ove riposare le mie membra. Amavo guardare il cielo, le stelle. Starmene così in silenzio. Improvvisamente, non ero più sola. Giulia. Sentii il suo corpo adagiarsi accanto al mio. Non so quanto tempo il silenzio fece da padrone. Finché non le dissi: “Non credi che i sentimenti sono la cosa più bella che possiamo provare ed è poi così difficile parlarne?” Giulia non fiatò. Avevo fatto centro. Il suo imbarazzo mi spinse a cambiare discorso. Tornai alla festa. Ero un’anima inquieta. Non dormii. Giulia, invece, mi sognò…

Agosto. Le prime partenze. Compreso lei. Ci salutammo molto calorosamente. Mi disse: “Senti vado in Scozia, ma il 15 di Agosto, pensami, anch’io lo farò”. Mi emozionai anche se in me c’era una piccola delusione e pensavo “ma come, mi vuoi e non reagisci?”. Così cambiai obiettivo. Angela. Una ragazza brasiliana, la mia prima storia d’amore straniera. Solo un mese. Una storia  per non pensare. Una storia da vivere con spensieratezza. Era bella, alta, carnagione olivastra, lentiggini, un bel sorriso ma soprattutto vitale. Quel mese fu animato da questo gruppo di brasiliani che erano venuti a studiare l’italiano a Firenze. Continuamente feste, alcool e sesso. Arrivò però alla fine di Agosto la partenza di Angela e il  ritorno di Giulia. La sera stessa mi telefonò.

Quando la rividi, cercai qualsiasi scusa per convincermi di lasciarla perdere. Stai lontana mi ripetevo, inutilmente. Il 25 Ottobre, venne da me. Avevo un’ aspetto orrendo. Influenza. La temperatura del mio corpo che già era alta, arrivò ai massimi storici quando le nostre bocche si unirono frementi. Tremava ed era dolcissimo. Il tempo, gli altri amori non ci avevano allontanate. Le bocche sigillavano i sentimenti reciproci.

Non credevo a quello che mi stava capitando, ero per come dire, ubriaca. Ed anche ansiosa. Alle ore 8.30 del mattino dopo arrivò la sua telefonata. Andai a casa sua. Mi accolse in vestaglia, mettendomi le mani al collo, disse: “Guarda un po’ cosa c’è sotto…” Credevo di svenire. La sua mano afferrò la mia. Sfiorai il suo corpo nudo, delicatamente. E così la baciavo, la mordevo. Amavo l’odore della sua pelle, ormai confuso con il mio.

 

Involucro di vetro

Attorno a noi…

Isolate

Lontane dagli altri

E quando ti stringo a me

È come se noi non esistessimo.

 

IL TESTO DEL RACCONTO: prima puntataseconda puntataterza puntata

SEGNALAZIONI. Ora, dunque, è arrivata la quarta puntata. E voi avete scoperto altre “storie” alla fermata dell’autobus? Segnalaltee alla nostra redazione scrivendo a [email protected]

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