In principio fu la prima “puntata”, ora ne sono spuntate altre. Ci eravamo lasciati, alla fine dello scorso dicembre, con una storia appesa alla fermata del bus, un racconto-confessione di una giovane ”nata per far battere il cuore delle donne”, una pagina che si apriva con una poesia e continuava con una storia, forse autobiografica, messa a disposizione degli occhi dei passanti. Il tutto succedeva in piazza Dalmazia, con la pensilina Ataf trasformata in una sorta di sala di lettura all’aria aperta, e con i passeggeri che, in attesa del bus, ingannavano il tempo leggendo una storia che trattava di argomenti certo non facili: l’omossessualità, l’amore, le prime ”esperienze” tra ragazzine, il divorzio dei genitori.

LA PRIMA STORIA. “Sono nata per far battere il cuore delle donne – esordiva così, subito dopo una breve poesia, il componimento spuntato a dicembre in piazza Dalmazia – non so ancora cosa le spinge a me. […] Chi mi ha amato, sa sicuramente di cosa sto parlando. Sa cosa ho dovuto affrontare. E sa altrettanto quanto sia emozionante vivere un amore segreto, nascosto dagli altri, chiuso in una campana di vetro”.

IL SEGUITO. E ora, a distanza di circa un mese, alla stessa fermata è spuntato il seguito della storia. Anzi, i seguiti. Due pagine in cui è stampata, nero su bianco, la storia (autobiografica?) del primo amore dell’autrice. Per Laura, conosciuta a 17 anni. “Prima di lei – racconta la nuova storia lasciata alla fermata – avevo avuto altre piccole storie. Storie estive vissute intensamente, ma con molta incoscienza. Laura mi fece aprire gli occhi”. Una storia non facile, come mostra il seguito del racconto. “Forse – continua infatti l’anonima autrice – la passione ci travolse, lasciando così in un angolo la paura di amare. La paura di dover affrontare circa tre anni di sotterfugi per poter passare del tempo assieme. Non sapevamo che prima o dopo sarebbe finito. Non sapevamo quanto la morale della società può schiacciare due anime libere come le nostre”. E infatti, la storia con Laura finisce. “E fu dilaniante”, conclude il racconto, prima di lasciare spazio a una breve poesia.

IN ATTESA DELLA “FINE”. Ma poi c’è anche il seguito del seguito. C’è infatti anche un altro foglio, sempre alla stessa fermata di piazza Dalmazia, in cui l’autrice racconta cosa successe dopo Laura. Altri incontri, altri amori, altre esperienze. Che non portano a una “fine” vera e propria, ma che lasciano nel dubbio, e sicuramente con la curiosità di scoprire come il racconto finirà, le tante persone che, in attesa del bus, si raccolgono attorno ai fogli attaccati alla pensilina per leggere queste storie anonime. Per quello che – almeno in piazza Dalmazia – sembra ormai diventato a tutti gli effetti un “fenomeno”. In attesa, ovviamente, della prossima puntata.

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LA PRIMA “PUNTATA”: Vi lascio la mia storia, alla fermata dell’autobus