venerdì, 22 Ottobre 2021
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Storia d’amore alla fermata del bus, la settima puntata

Vi eravante dimenticati di lei? Della misteriosa scrittrice che racconta la sua vita e il suo amore omosessuale su fogli lasciati alle fermate degli autobus? Eccola torntata, con la settima puntata. ''Mia sorella maggiore. Le parole mi uscivano a raffica...''.

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Vi eravante dimenticati di lei? Della misteriosa scrittrice che racconta la sua vita e il suo amore omosessuale su fogli lasciati alle fermate degli autobus? Eccola tornata, con la settima puntata.

Mia sorella maggiore. Le parole mi uscivano a raffica, senza controllo. In un picosecondo sapeva di me. Cercò di consolarmi e la mia assurda paura si trasformò in solidarietà e unità. Il suo sorriso non mi fece più sentire sola. Avevo aspettato tanti anni prima di fare il classico outing. Tanti anni per sensibilizzarla alla diversità.

Ma la vita è ironica e a volte magica. Ogni santo giorno mi trovavo Giulia davanti.  Due stati d’animo: felicità in quell’ incontro e una rabbia irrefrenabile. L’amavo. Dopo un mese da quell’ addio sofferto, Giulia tornò alla carica. Mi raccontò che non amava Lapo e che era stata spinta da un desiderio di vendetta per un mio probabile tradimento consumato con Barbara la sera prima. Ma di quale infedeltà parlava? Ripensavo alla mia sconosciuta, sedute sul divano, occhi negli occhi, pronte a cogliere il desiderio dell’una nell’altra. E invece, niente. Una storia in cui credevo era molto più importante di un’attrazione fisica.

Un giorno, non troppo lontano dalla data del “fattaccio”, Giulia, venne da me e mi rivelò di essere incinta. I miei pensieri volarono talmente in alto che mi vedevo “mamma” di un neonato con i miei riccioli. Decidemmo di tenerlo insieme. Ma Lapo si oppose fermamente, dicendo che avrebbe fatto di tutto per non rendere possibile il nostro sogno. Abortì. Ricordo quel giorno quando, subito dopo l’interruzione di gravidanza, Lapo arrivò all’Ospedale con un fumetto di Lupo Alberto con su scritto “W la Mamma”. Lo fulminai. Ma io dico: Meglio così caro Lapo se questa è la tua reazione, puoi tranquillamente continuare a parlare con gli alberi, puoi vestirti con quella tuta da operaio quando sei pieno di soldi… per essere notato… Con quel gesto ti sei giocato l’ultima carta. Giulia non passò con leggerezza l’accaduto. L’atteggiamento di Lapo aveva creato una barriera dentro Giulia, insormontabile. Lapo fu definitivamente cancellato. Il 17 Maggio, giorno di celebrazione del mio compleanno, Giulia si presentò con un amico, conosciuto all’Università, dal quale era attratta fisicamente chiedendomi di tornare con lei. Non accettai. A fine Luglio tornammo insieme per una settimana. Ma era troppo il rancore che ci divideva. Fu spinta ancora tra le sue braccia.

Agosto. E come sempre il mio lavoro da bagnina. Questa figura, si può dire istituzionale, all’interno delle Pavoniere, offriva l’occasione di conoscere nuove persone.  C’era un gruppo di Brasiliani che veniva sempre e che non passava inosservato. Dai quali Brasiliani, venivi travolta, risucchiata in baldorie.

Beatrice. Bionda, brasiliana, lentigginosa e particolarmente attraente…. Una ragazza minuta e timida che mi sorrideva sempre. Una notte mi chiese di rimanere a dormire da lei. Le mie mani accarezzarono tutto il tempo i suoi capelli soffici. Con il gruppo di brasiliani, decidemmo di festeggiare il giorno di Ferragosto da me, in terrazza. Si presentarono anche Roberta e Claudia, due ragazze conosciute in piscina. Fu una serata imbarazzante… Eravamo sdraiate sotto un cielo di stelle, io nel mezzo tra Claudia e Beatrice. Claudia si trovava appoggiata con la testa dal lato sinistro del mio corpo ad altezza seno. Beatrice, invece dalla parte opposta del mio petto. Quest’ultima, prese la mia mano, la chiuse in un pugno e con il suo dito medio delicatamente penetrava tra le mie cinque dita…il cuore iniziò a battermi all’impazzata tanto da far preoccupare Claudia che mi chiese: “Ma soffri di tachicardia?”. Mi aveva beccato, nel completo imbarazzo.

Anche Beatrice come Angela ripartì per il Brasile. Dopo qualche anno seppi da un amico in comune che si era sposata ed era felice.

Settembre. Barbara. Non saprei come descriverla o meglio, sarebbe complesso. Era la primavera. Spensierata, allegra e soprattutto provocante. Il cuore mi batteva forte quando la vedevo e quando mi cercava.

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