domenica, 31 Maggio 2020
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Stragi naziste, Regione parte civile

La Regione Toscana si è costituita parte civile nel processo contro nove cittadini tedeschi accusati di varie azione criminali commesse nell’agosto 1944 in Toscana, allorché combatterono in Italia con la divisa delle SS.

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È quanto ha reso noto il vicepresidente della Regione Toscana, firmando oggi l’atto di costituzione con cui, tra l’altro, viene nominato il procuratore speciale che rappresenterà la Regione nella sede giudiziaria competente, ovvero il Tribunale militare di La Spezia, dove si sono già celebrati altri processi importanti sulle stragi naziste che insanguinarono la Toscana.

Questa volta il procedimento riguarda in particolare gli eccidi avvenuti in provincia di Massa Carrara tra il 19 e il 27 agosto 1944, in varie località quali Bardine San Terenzo, San Terenzo Monti, Tendolo, Valla, Gragnola, Monzone, Equi Terme, Tenerano, Gallogna, Viano, Cecina, Vezzanello, Corsano, Guadine, Vinca.

Una costituzione di parte civile, spiega il vicepresidente della Regione Toscana, Federico Gelli, che anche a distanza di tanti anni intende ribadire che certi crimini non possono mai cadere in prescrizione, e questo non per dare sfogo a sentimenti di vendetta, ma perché la giustizia è una condizione necessaria della memoria, è un modo per fissare una volta per tutte nella memoria quello che è successo perché non si debba più ripetere.

In questo senso la presenza della Regione ai processi per le stragi non ha un valore diverso dalle altre iniziative che da tempo sono promosse perché tutti, e soprattutto i giovani, possano ricordare. Penso, conclude il vicepresidente, alle tante nostre iniziative per la Giornata della Memoria, agli itinerari e ai materiale didattici che stiamo proponendo, agli impegni che abbiamo assunto anche attraverso una legge specifica, in vigore dal 2002, per tramandare il significato di avvenimenti che sono la radice della democrazia italiana.

Per quanto riguarda il procedimento oggetto dell’iniziativa giudiziaria, tutte e nove gli imputati sono stati rinviati a giudizio per “concorso in violenza con omicidio contro privati nemici”.

All’epoca dei fatti erano tutti militari delle SS, appartenenti alla sedicesima Divisione Granatieri Corazzata e al sedicesimo Reparto Ricognitori Corazzati, corpi che nell’estate 1944 si macchiarono di delitti particolarmente efferati, compreso il massacro di Sant’Anna. Oggi sono persone di età compresa tra gli 83 e gli 88 anni, residenti in varie città della Germania, a parte una che da molto tempo risiede in Australia.

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