mercoledì, 22 Settembre 2021
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Tendopoli a Pisa, subito i lavori. I primi profughi già in settimana

Partiranno quanto prima i lavori preparatori per la realizzazione della tendopoli di Coltano, vicino a Pisa. I primi immigrati potrebbero essere trasferiti qui da Lampedusa già sul finire di questa settimana. E tra governo e amministrazioni locali ormai è scontro aperto.

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Partiranno quanto prima i lavori preparatori per la realizzazione della tendopoli di Coltano, vicino a Pisa. I primi immigrati potrebbero essere trasferiti qui da Lampedusa già sul finire di questa settimana. E tra governo e amministrazioni locali lo scontro si fa sempre più duro.

LAVORI. I lavori consistono nell’impermeabilizzazione del terreno, un tempo paludoso. Non c’è ancora una data certa per l’entrata in funzione del campo, individuato dal governo per contribuire all’emergenza profughi, “ma noi dobbiamo procedere immediatamente con i lavori di messa in sicurezza – ha dichiarato stamattina il prefetto di Pisa, Antonio De Bonis – e già in queste ore stiamo ultimando le procedure necessarie”. I primi arrivi (il campo dovrebbe ospitare circa 500 persone) potrebbero arrivare già nel weekend. La gestione dell’accampamento sarà poi affidata alla Croce Rossa.

SIT-IN. Fermamente contrari alla tendopoli sia il governatore Rossi, che ha più volte ribadito la necessità di ospitare i migranti in piccole strutture distribuite sul territorio, sia il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi (Pd).  Questo pomeriggio alle 17.30 i partiti di centrosinistra che appoggiano la Giunta Filippeschi daranno vita a un sit-in di protesta davanti a Coltano.

SCONTRO. “La scelta di Coltano – sottolinea Filippeschi – è stata rifiutata da tutte le istituzioni locali non solo perché imposta dall’alto, ma soprattutto perché più che rispondente ad un’emergenza è sembrata precostituire una struttura permanente di contenimento per gli immigrati senza permesso di soggiorno”. Una ipotesi, quella di una sorta di Cie, a cui gli enti locali toscani, Rossi in primis si sono sempre opposti.

MISCELA ESPLOSIVA. Il problema della tenuta idraulica però non è l’unico e sicuramente non il più grave. A poca distanza dal luogo scelto per la tendopoli, infatti, c’è già un accampamento dove vivono circa 500 rom. Una situazione che rischia di diventare una miscela esplosiva. Ieri Filippeschi ha scritto al ministro dell’interno Maroni, ma per ora, fa sapere il sindaco, non ha ricevuto nessuna risposta.

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