“Siamo vicini alle famiglie delle vittime degli incidenti sul lavoro che si sono verificati in queste ultime ore”. Con queste parole di cordoglio Alberto Monaci, capogruppo Pd consiglio regionale, ha aperto la conferenza stampa di presentazione della proposta di nuova legge elettorale per la Toscana.

“Questa proposta di legge – ha spiegato Monaci – si basa su un principio che è il cardine del nostro partito: la partecipazione estesa e democratica”. Dello stesso parere anche Caterina Bini, vicesegretaria regionale del Partito democratico: “La proposta tiene conto di due aspetti fondamentali, il rapporto con la popolazione e la necessità di tagliare i costi della politica”.

La proposta di legge prevede una riduzione del numero di consiglieri da eleggere , dai 65 attuali si passerà a 50, di conseguenza diminuirà anche il numero dei membri della giunta. Riduzione anche del numero degli assessori che andranno da un minimo di 8 ad un massimo di 10. Il 58% dei seggi (cioè 29 consiglieri) sarà attribuito con sistema maggioritario a turno unico in collegi uninominali, coincidenti con quelli in uso per l’elezione alla Camera dei Deputati nelle elezioni politiche 1994, 1996 e 2001. Il restante 42% (21 consiglieri) sarà attribuito con sistema proporzionale in un collegio unico regionale plurinominale coincidente con la circoscrizione regionale toscana, con ripartizione fra le liste composte da un minimo di 7 candidati ad un massimo di 21.

Premio di maggioranza e conseguenti meccanismi di tutela delle minoranze resterebbero invariati rispetto alla legge elettorale vigente. Confermata anche l’elezione diretta del Governatore, con possibilità di voto disgiunto fra candidato presidente e candidato di collegio. Rimarrà in vigore anche il divieto di ricoprire contemporaneamente il ruolo di assessore e quello di consigliere.

Per garantire la governabilità, ha spiegato Caterina Bini, è stata introdotta la soglia di sbarramento al 4%. “Questa proposta – ha sottolineato Fabrizio Mattei, vice capogruppo Pd consiglio regionale, riprende in larga parte i sistemi elettorali diffusi in tutta Europa”.

“Noi vorremmo condividere questa proposta con il partito anche a livello territoriale” ha aggiunto Caterina Bini, annunciando che si terranno delle assemblee su tutto il territorio per discutere della proposta a cui prenderanno parte non solo i vertici del Pd, ma che saranno aperte a tutta la cittadinanza per raccogliere critiche e consigli.

“Questa è una proposta di legge, non un decreto legge – ha dichiarato Monaci – è quindi aperta ad ogni tipo di apporto, siamo aperti a suggerimenti ed indicazioni”.

Ad una modifica della legge elettorale non può che far seguito una modifica statutaria, necessaria per adeguare lo Statuto all’eventuale nuovo sistema di elezione. Il Pd si sta appunto muovendo in questa direzione e presto presenterà le sue proposte di modifica dello statuto.