domenica, 27 Settembre 2020
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Tutte le incognite del “progetto viola”

Cinquantamila posti a sedere, un museo, negozi e alberghi: questo prevede il piano dei Della Valle, che però incontra degli ostacoli nel piano urbanistico

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Non è soltanto uno stadio. Il progetto dei della Valle, firmato dall’architetto Fuksas, è molto di più. Perché intorno ai 50 mila posti a sedere per i tifosi, c’è anche un museo di arte contemporanea, una via con le botteghe più prestigiose di Firenze, alcuni alberghi. Un’intera cittadella separata da canali d’acqua. Per un totale di 70-90 ettari. Ma il progetto già sembra ridimensionarsi. Firenze, senza guardare oltre i suoi confini, non ha un’area così grande, se non quella di Castello.

 

La giunta Domenici ha così stabilito di inserire la presenza dello stadio proprio su quell’area. Peccato che, a partire dalla giunta Primicerio, per Castello sia già stato definito un preciso piano urbanistico che riempie tutta l’area. Prevede la sede della Regione (ed è in fase di inserimento anche quella della Provincia), un parco di 80 ettari,uffici, residenze e spazi commerciali per un milione e 200 mila metri cubi. Una delle possibilità per realizzare la cittadella viola poteva essere quella di costruirla all’interno del parco, di proprietà del Comune.

Una possibilità di fatto scartata, poiché ad opporsi fortemente è stata proprio la maggioranza di Palazzo Vecchio. Il parco era stato infatti inserito nel piano di Castello come una sorta di “risarcimento” dal cemento, un polmone verde che compensasse le costruzioni. Inserire la cittadella significherebbe venire meno a questo compromesso. La maggioranza è però d’accordo a sacrificare una parte del verde (al massimo 20 ettari) solo per la realizzazione dell’impianto sportivo.

Per dare spazio a tutto il progetto viola bisognerà dunque ridiscutere il resto dell’area di Castello con la proprietà, la Fondiaria Sai di Salvatore Ligresti.

Secondo il sindaco Domenici l’arrivo dello stadio all’interno del parco sarebbe un elemento positivo: “Ho sempre avuto perplessità su cosa potrebbe accadere se quell’area non avesse un’identità precisa. Il problema per quell’area è farla vivere perché c’è il rischio che possa crearsi degrado e malavita. L’idea è di mettere alcune funzioni di tipo ricreativo e culturale può essere un modo per dare una vita alla zona”.E queste funzioni sono state inserite nel piano strutturale.

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