Sabato 10 gennaio infatti verranno celebrati i funerali delle due ragazze rimaste uccise nello scontro, e durante la cerimonia la bandiera della città di Firenze verrà esposta abbrunata o a mezz’asta. Il sindaco invita quindi ad osservare un minuto di silenzio all’inizio di ogni turno nei luoghi di lavoro, ad abbassare le saracinesche degli esercizi commerciali per 10 minuti, dalle 10,30 alle 10,40, e le discoteche, i pub e i bar ad interrompere le attività dall’una alle 1,10 nella notte tra sabato e domenica.

Nelle scuole invece verranno fatti momenti di riflessione e approfondimento sui temi sollevati da queste morti e le società sportive, in accordo con il Coni e gli Enti di promozione sportiva organizzeranno nel fine settimana iniziative autonome in ricordo delle vittime. Il sindaco richiama anche la cittadinanza a esprimere, ognuno a proprio modo, il proprio cordoglio ed essere vicina alle famiglie.

Questo il messaggio del sindaco alla città, con cui ne spiega le motivazioni:

“L’incidente della notte dell’Epifania è una tragedia per i genitori, i parenti, gli amici delle giovani vittime e un colpo duro all’anima di tutta la città. Sabato, il giorno dei funerali di Francesca e Margaux, sarà lutto cittadino: un momento di raccoglimento e un’occasione per riflettere e assumere l’impegno comune a fare ancora di più per impedire queste morti assurde e per creare una coscienza collettiva a difesa della vita dei nostri ragazzi e ragazze. E’ un discorso che coinvolge tutti: istituzioni, famiglie, scuola, associazioni, locali pubblici. E’ un problema che non riguarda soltanto la sicurezza stradale, ma va più in profondità e chiama in causa comportamenti, stili di vita, rapporti umani, senso di responsabilità sociale. Sono tanti i giovani che hanno passato, in questi due giorni, ore ed ore negli ospedali in attesa di notizie sulle condizioni dei loro amici. Insieme ai familiari, intorno ai quali ci stringiamo, hanno provato un dolore intenso e profondo, cercando di confortarsi a vicenda. Questi ragazzi non devono sentirsi soli: dobbiamo condividere ciò che essi provano. E al tempo stesso dobbiamo chiedere loro di non smarrirsi e di far nascere da questo dolore un impegno nuovo. In difesa della vita“.