In risposta arriverà loro un sms con un codice: utilizzando questo codice avranno un parcheggio garantito vicino alla discoteca, potranno entrare gratis e avranno diritto a una consumazione (ovviamente analcolica). In cambio i giovani si fanno carico della responsabilità di rimanere sobri per portare a casa gli amici senza rischi e accettano di sottoporsi, a campione, ad eventuali controlli.

La Confesercenti provinciale di Arezzo ha chiamato questo programma per contrastare le stragi del sabato sera “Sms no Sos”.

E lo ha lanciato con un video, in cui si vede Giorgio Panariello che, con toni scherzosi, racconta la serata tipo di un giovane in discoteca, quel bicchiere o due in più, l’euforia e la sensazione di essere padrone del mondo, il ritorno a casa in auto. E poi arrivano le immagini, terribili, di decine di auto ritratte dopo gli incidenti mortali avvenuti in quei rientri “senza freni” del sabato sera. Auto letteralmente scomparse sotto le ruote di un Tir, ridotte a cartocci informi, spezzate in due.  

“In questo modo vogliamo premiare– ha spiegato Alberto Papini, presidente della Confesercenti aretina – i giovani che si prendono l’onere di garantire l’incolumità propria e degli amici, e responsabilizzarli in maniera tutt’altro che punitiva”.

Il progetto sarà sperimentato coinvolgendo cinque grandi discoteche del territorio aretino e circa cinquecento guidatori: in totale, dunque, circa duemila giovani.

Alla presentazione del progetto in commissione Sanità era presente anche il presidente dell’Agenzia regionale di sanità Giovanni Barbagli, il quale ha ricordato che in Toscana sono stati effettuati studi che dimostrano gli effetti prodotti dall’alcool sui giovani fra i 14 e 19 anni, effetti differenti rispetto a quelli prodotti sugli adulti, e sulle malattie alcool-correlate. Barbagli ha garantito la disponibilità dell’Agenzia a monitorare gli effetti positivi, se ce ne saranno, della campagna aretina.