sabato, 5 Dicembre 2020
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Un treno in più per i pendolari

A partire da lunedì 16 febbraio, i pendolari toscani avranno a disposizione un convoglio in più che, da Arezzo, raggiungerà la stazione di Firenze Campo di Marte e proseguire lungo la direttrice pistoiese. Quasi 600 i posti a sedere.

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Il nuovo Vivalto, con cinque carrozze e 594 posti a sedere, garantirà ai pendolari aretini un migliore servizio per raggiungere la stazione di Firenze Campo di Marte e proseguire lungo la direttrice pistoiese. Il treno partirà, per la prima volta, lunedì 16 febbraio alle 6,42 dalla stazione di Arezzo.

Per il treno 6604 sulla linea Arezzo-Pistoia – spiega una nota della Regione – l’entrata in vigore del nuovo orario, il 14 dicembre scorso, ha reso necessario il potenziamento del servizio, specialmente dopo le numerose segnalazioni di sovraffollamento pervenute al numero verde (800-570530) istituito dalla Regione Toscana per reclami e proteste sui servizi di trasporto pubblico. Dopo i controlli del servizio ispettivo regionale, il Governo toscano si è attivato per accellerare i tempi con Trenitalia e sopperire alle esigenze dei cittadini pedolari, con l’inserimento del primo di 4 nuovi treni Vivalto che dovrebbero arrivare entro il 2009 ed avere come destinazione la linea aretina.

Da lunedì, intanto, il nuovo treno, che da Arezzo arriverà a Pistoia alle 8,38, e che rimarrarà a far servizio sulla linea Firenze-Arezzo-Chiusi per l’intera giornata. Finora, la Regione aveva inserito i primi sei treni Vivalto impiegati in Toscana soltanto sulla linea Firenze-Viareggio, per risolvere problemi di sovraffollamento.

“Questi nuovi treni – spiega l’assessore regionale ai trasporti Riccardo Conti – rappresentano una tappa importante nel processo di rinnovo del materiale. I 6 già arrivati sulla linea Firenze-Viareggio, questo sulla linea Arezzo-Pistoia e gli altri 3 che entro l’anno entreranno a fare parte della ‘squadra toscana’ rappresentano un altro sforzo della Regione Toscana nella costante battaglia per rendere il servizio migliore e più efficiente: il 60% delle soppressioni è provocato proprio da guasti ai treni. Resta il problema che comunque le risorse della sola Regione non bastano a coprire il reale fabbisogno e che ad oggi, nonostante le tante promesse, non sono previsti nuovi stanziamenti del Governo per il trasporto pubblico pendolare nella nostra regione”.

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