Promuovere l’innovazione e sostenere i giovani nelle professioni intellettuali, con l’istituzione di un fondo di rotazione per favorire l’accesso e l’esercizio delle attività professionali e l’identificazione di nuove forme di raccordo a livello regionale che puntino alla semplificazione e alla qualità dei servizi.
 
Questi gli obiettivi della proposta di legge regionale in materia di professioni, che ha ottenuto il via libera a maggioranza (col voto favorevole di Pd e gruppo misto e contrario di Fi-PdL) della commissione Attività produttive del Consiglio regionale toscano, e che sarà in Aula per l’approvazione definitiva entro la fine dell’anno. La legge ha una dotazione di 1.400.000 euro.

“Approviamo un provvedimento concreto e utile innanzi tutto ai giovani professionisti, che spesso per aprire uno studio professionale devono sostenere costi troppo elevati – è il commento del presidente della commissione, Vittorio Bugli (Pd) – Attraverso questa legge la Regione “parla” in modo più strutturato al mondo delle professioni, un mondo essenziale per la vita delle imprese, e spinge verso una sempre maggiore innovazione”.

Diversa l’opinione del vicepresidente, Alberto Magnolfi (Fi-PdL): “Così si creano ulteriori carrozzoni per l’invadenza della politica e delle istituzioni pubbliche in uno dei pochi settori che ne erano rimasti immuni – ha detto – E’ un testo contraddittorio e inutile. Se davvero si volesse promuovere l’innovazione, gli strumenti sarebbero altri”. Magnolfi ha proposto una modifica alla legge, per introdurvi la previsione di nuove forme di giustizia di tipo arbitrale, che vengano incontro ai professionisti nelle controversie di carattere europeo. Una proposta accolta anche dai consiglieri di maggioranza – oltre al presidente Bugli, erano presenti Gino Nunes, Andrea Manciulli e Anna Annunziata del Pd e Marco Montemagni del gruppo misto – che prenderà la forma di un emendamento o di un ordine del giorno da approvare in Aula. “In base a come procederà la discussione su questo punto – ha annunciato Magnolfi – potremmo valutare se passare dal voto contrario all’astensione”.

La proposta di legge non vuole entrare nelle competenze statali in materia di professioni e di ordini, ma interviene in modo fattivo con l’istituzione di un fondo di rotazione di 1 milione di euro, sotto forma di garanzie per prestiti d’onore per l’acquisto di beni informatici per giovani sotto i trent’anni, e per altre forme di prestito volte a sostenere le spese per i nuovi studi professionali per i giovani sotto i quarant’anni.

La legge inoltre istituisce la “Commissione regionale delle professioni” quale sede di raccordo tra la Regione e le professioni, con la partecipazione di un membro per ogni associazione riconosciuta a livello regionale come rappresentativa delle professioni ordinistiche e di professioni associate a prestatori d’opera intellettuali.

La Regione inoltre sosterrà tramite un finanziamento di 400 mila euro la costituzione di un “soggetto consortile multidisciplinare” con la partecipazione di tutti i soggetti professionali interessati, per lo svolgimento di attività formative, informative e operative; per l’erogazione del contributo, la Regione emanerà un bando e selezionerà la migliore proposta progettuale.