E’ questo il messaggio scaturito dall’incontro che si è svolto nella sala giunta di Palazzo Bastogi tra i vertici regionali (il presidente Claudio Martini accompagnato da numerosi assessori) e dai rettori degli atenei e degli istituti universitari toscani.

Un messaggio chiaro e inequivocabile, considerato il dibattito che si è aperto proprio in questi giorni sul mondo universitario nazionale, i livelli di qualità degli atenei e i relativi criteri di finanziamento.

La Toscana ha bisogno, ha affermato tra l’altro il presidente della Regione, di un forte cambiamento e soprattutto sente la necessità di dare una risposta di sistema alla discussione che si è aperta.

Arriverà quindi opportuna la nuova legge sulla ricerca il cui iter, ha continuato il presidente, si concluderà entro circa un mese di tempo.

Una legge che non si limita a registrare l’esistente ma si muove nell’ottica della semplificazione, della selezione, del riordino e del coordinamento, capace di superare incrostazioni conservatrici e di praticare una iniezione di dinamismo al sistema.

La legge prevede la costituzione di una vera e propria rete della ricerca toscana, strumenti per sostenere e promuovere il trasferimento dei risultati della ricerca nel mondo produttivo e dei servizi, introduce un sistema di valutazione e di monitoraggio in relazione al rapporto tra i finanziamenti e i risultati dei vari filoni di ricerca.

Già nel corso del dibattito di questa mattina si sono delineati, negli interventi di numerosi rappresentanti del mondo universitario, le problematiche e gli orientamenti del mondo accademico toscano. La discussione, ha proseguito il presidente, continuerà in base alla bozza che verrà presentata la prossima settimana, ampliando ulteriormente i temi. C’è il problema, ad esempio, delle difficoltà finanziarie in cui versa il sistema universitario toscano, ma anche di come affrontarlo con uno sforzo innovativo, disegnando nello stesso tempo un modello di relazioni tra istituzioni e università capace anche di far fronte alle difficoltà che si profilano all’orizzonte dell’ economia toscana almeno per i prossimi due anni. In un momento di estrema competizione in ogni settore, ha concluso il presidente, è ancora più necessaria una risposta condivisa alle questioni sul tappeto.