mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Università, chiuso per sciopero. Dei portieri

Da lunedì gli studenti dell'ateneo fiorentino potrebbero trovare sbarrata la porta della loro facoltà: per un mese gli uscieri incroceranno le braccia ad oltranza per non aver ricevuto l'ultimo stipendio.

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Università chiusa per sciopero. Gli studenti fiorentini da lunedì potrebbero trovare sbarrata la porta della loro facoltà. Gli uscieri dell’ateneo hanno proclamato uno sciopero a oltranza dal 16 gennaio fino al 15 febbraio: la società che ha in appalto il servizio non gli ha pagato lo stipendio di dicembre e la tredicesima. La loro richiesta è che l’università saldi il conto al posto della società inadempiente, come prevede un decreto ministeriale. Ma intanto, chi aprirà il portone dell’università senza di loro?

PORTA CHIUSA. La protesta riguarda 65 portinai tra il polo universitario di Novoli e quello del centro storico. Lo sciopero sarà effettuato a macchia di leopardo, non tutti i giorni e non in tutte le facoltà: il luogo in cui le porte resteranno chiuse sarà deciso di mattina in mattina, per accentuare l’effetto sorpresa. Chi aprirà i cancelli dell’università mentre i portieri saranno impegnati a scioperare? “I dipendenti dell’università non possono per contratto – spiega Sergio Tarchi della Rsa, Filcams Cgil -. Al nostro posto l’ateneo potrebbe chiamare le guardie giurate, ma è sicuro che senza di noi i disagi saranno molti”.

SENZA STIPENDIO. Fino a dicembre i portinai dell’università erano in forze alla Esi Plus di Roma e alla Sgs di Napoli. “Le due aziende – continua Tarchi – non hanno versato ai lavoratori le mensilità di novembre e dicembre e la tredicesima”. Lo stipendio di novembre è stato coperto dall’università, come prevede un decreto ministeriale. E adesso i lavoratori chiedono che l’ateneo faccia lo stesso anche per la mensilità successiva e la tredicesima. La durata dello sciopero, un mese, è volutamente provocatoria. “Il 15 febbraio riceveremo il prossimo stipendio dalla nuova società che da inizio anno ha in appalto il servizio- aggiunge Tarchi – ma vorremmo sapere che fine faranno le paghe passate, sudate ma mai arrivate, che ci spettano di diritto”.

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