lunedì, 30 Gennaio 2023
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Quarta dose: dopo quanto tempo farla e chi sono i soggetti fragili

Pubblicata la circolare del Ministero della Salute che fissa i tempi per la quarta dose di vaccino nei confronti delle persone più a rischio per il Covid

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L’Italia va avanti sul vaccino anti-Covid e sulla quarta dose: quando sarà passato il “periodo cuscinetto” dopo la terza somministrazione, scatterà il richiamo booster per le persone ultra-fragili e immunodepresse. È quanto prevede la nuova circolare del Ministero della Salute, che arriva dopo il via libera dell’Aifa, l’Agenzia nazionale del farmaco. Vediamo allora dopo quanto tempo fare la quarta dose e chi sono i soggetti fragili, fortemente immunocompromessi, che devono sottoporsi di nuovo al vaccino (resta da valutare se e quando prevederlo per tutti i cittadini).

Dopo quanto tempo bisogna fare la quarta dose di vaccino anti-Covid

Al momento la quarta dose di vaccino anti-Covid non è per tutti i soggetti fragili, ma solo per chi ha una forte compromissione del sistema immunitario, a causa di patologie importanti o per terapie. I tipi di preparato indicati per questa fascia di popolazione sono sempre quelli a mRna e il dosaggio autorizzato è di 30 mcg in 0,3 mL per Pfizer (Comirnaty) per chi ha più di 12 anni e di 50 mcg in 0,25 mL per Moderna (Spikevax) per gli over 18.

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Ecco quando e dopo quanto tempo è possibile fare la quarta dose secondo la circolare del Ministero della Salute: dopo almeno 120 giorni (circa 4 mesi) dalla terza somministrazione. Il commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo ha dichiarato che è al lavoro per dare indicazioni alle Regioni in tempi brevi, con la partenza delle quarte dosi già dal 1° marzo 2022.

Chi sono i soggetti fragili immunocompromessi che devono fare la quarta dose

Stando alla circolare firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, la quarta dose è prevista “nel rispetto del principio di massima precauzione”, per le persone con marcata compromissione della risposta immunitaria, a causa di patologie preesistenti o per trattamenti farmacologici, e per chi è stato sottoposto a trapianto di organo solido. In sostanza si tratta delle stesse categorie indicate come prioritarie per la terza dose.

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Secondo il direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini, questa nuova fase della campagna vaccinale deriva “dall’esigenza di coprire il 30-40 per cento di fragili che ha avuto una risposta parziale e di recuperare il 15% che non ha risposto al vaccino”. Per questi soggetti la terza dose era stata considerata una “dose addizionale” (da fare almeno 28 giorni dopo la seconda), a cui si aggiunge adesso la “dose booster” rappresentata dalla quarta dose di vaccino, per garantire elevati livelli di efficacia e sicurezza nel prevenire forme sintomatiche, ricoveri ospedalieri e decessi legati al Covid, specifica la circolare del Ministeeo della Salute (qui il pdf).

La platea interessata è di circa 900mila persone in Italia. Con l’ok nazionale, le Regioni potranno poi decidere le modalità di prenotazione della quarta dose: su portali online o se i soggetti fragili saranno contatti direttamente dalle Asl e dai centri medici di riferimento.

Vaccino Covid, quando la quarta dose per tutti?

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Per i soggetti fragili immunodepressi la strada è già tracciata, ma al momento non ci sono indicazioni certe dopo quanto tempo sarà necessaria una quarta dose di vaccino anti-Covid per tutti. Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, ha dichiarato di recente in un’intervista a La Stampa che la quarta dose probabilmente “in autunno sarà utile a tutti“. Dopo 4 mesi “l’immunità anticorpale cala, ma quella cellulare potrebbe durare più a lungo”, ha chiarito.

Cruciali saranno i prossimi mesi, per valutare l’andamento della pandemia. Ne è convinto il direttore generale dell’Aifa Magrini, secondo cui sarà essenziale capire quali varianti circoleranno “e sulla base di quello decidere se avere un’altra campagna di vaccinazione di massa o concentrarsi a restringere la raccomandazione a vaccinarsi come per l’influenza solo su soggetti a partire da una certa età“.

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