Passo avanti, dunque, nella lunga questione dei cattivi odori in via del Pesciolino. “L’Arpat ha eseguito un’accurata un’indagine per rilevare la natura delle immissioni odorose in via del Pesciolino e grazie ai risultati della ricerca, la ditta Conglobit si è attivata per contenere il problema e la ditta Silo lo farà a breve, però resta un problema di fondo. In Italia, a differenza di altri Paesi, non esiste una normativa specifica che regolamenta, con esattezza, le immissioni, gli odori diffusi nell’aria per cui sono ulteriormente grata per la disponibilità mostrata dalle due ditte interessate”: queste le parole della presidente del Quartiere 5 Stefania Collesei (nella foto), al termine della vicenda che ha interessato gli odori sgradevoli diffusi in via del Pesciolino, percepiti dagli abitanti e che sono stati oggetto di interrogazioni consiliari nel Quartiere 5, in Consiglio Comunale e in Consiglio Provinciale.

“Non è possibile individuare una sorgente unica del problema e quindi è estremamente difficile attribuire eventuali responsabilità dirette alle ditte indicate dagli abitanti di via del Pesciolino – prosegue la presidente Collesei -. Un altro aspetto importante da sottolineare è che il percorso intrapreso da A.R.P.A.T. attraverso l’impegno del Quartiere 5 e degli abitanti della zona di via del Pesciolino è il primo esempio partecipato su media scala finalizzato ad individuare la soluzione di un problema che ha visto coinvolta la popolazione, gli enti e le istituzioni in modo coordinato”.

Gli “odori di via del Pesciolino”, segnalati dagli abitanti, per mesi sono stati oggetto dell’indagine olfattiva sociale dell’Arpat effettuata nella zona tra via di Peretola e l’Arno. Lo studio è stato realizzato anche grazie alle schede di rilevamento consegnate ad un gruppo di cittadini residenti nella zona di Peretola, Quaracchi, Petriolo e Le Piagge. Il consiglio di Quartiere 5, in collaborazione con il Servizio Sub-provinciale Firenze Sud-Est di ARPAT ha promosso una campagna di osservazione e raccolta di informazioni sul fenomeno denunciato affidata a soggetti volontari. Il documento conclusivo è stato inviato dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Toscana che ha reso noti i risultati delle analisi effettuate.

La zona è stata interessata a più riprese da fenomeni olfattivi di origine quasi sicuramente diversa che hanno mobilitato ASL 10, Provincia e le Forze dell’ordine. La ricerca è stata approfondita anche con l’ausilio dei dati meteorologici di tre stazioni poste in zona e di numerosi sopralluoghi effettuati dal personale di vigilanza ed ispezione di ARPAT. Inoltre, nel tempo intercorso fra lo svolgimento dell’indagine sociale ad oggi, sono state attivate altre iniziative miranti a ridurre il contributo all’emissione di odori a due delle possibili sorgenti di odori che si trovano in riva sinistra dell’Arno. In particolare la ditta Conglobit ha completato gli interventi finalizzati a captare le emissioni diffuse che si liberavano durante le fasi di manipolazione del conglomerato appena lavorato e durante le fasi di carico dei mezzi di trasporto, prescritti dal servizio PISLL della ASL. Anche la ditta SILO si è impegnata a mettere in atto una soluzione simile in maniera da trattare termicamente le correnti di aria più cariche di sostanze odorose.