mercoledì, 14 Ottobre 2020
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Viaggio tra i mercati fiorentini

Per qualcuno fare la spesa tra i banchi è quasi un rito, un appuntamento settimanale irrinunciabile. Tanti i clienti affezionati che, a spasso tra i banchi di sabato mattina, mugugnano perché il costo dei prodotti è aumentato: lo scontrino è diventato talmente lungo che in molti per pagare le proprie spese utilizzano i buoni pasto. “Ma rispetto a qualche anno fa è vero anche che c'è molta più scelta”.

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Bello il mercato, ma si risparmia ancora?

Tra la pasta delicata come il velluto, la carne speziata al pepe rosa, gli ortaggi brillanti e i fiori profumati, il mercato si presenta allo sguardo come un quadro dipinto da mille colori. Un rito quotidiano popolare e straordinariamente chiassoso, che da secoli oramai non conosce crisi. Infatti, a differenza di qualunque altra attività commerciale, il mercato possiede un’attitudine del tutto inedita: quella di cambiare ogni giorno, pur rimanendo immutato nel tempo. Una perfetta miscela tra innovazione e tradizione, che attrae clienti di tutte le età. Ritratti fiabeschi a parte, oggi chi va al mercato si aspetta di vedere tutelate almeno due prerogative: la qualità ed il risparmio. Con un occhio rivolto al passato, siamo andati a verificare “in loco” se le nostre speranze trovano, di questi tempi, risposte soddisfacenti.

Sabato mattina: inizia un giro di ricognizione in Sant’Ambrogio, dove, a detta dei signori Franco e Anna, si compra ancora bene, ma non come qualche tempo fa: “Se la qualità dei prodotti è rimasta invariata – dicono – senza dubbio i prezzi sono lievitati notevolmente. Certo va detto che c’è molto più assortimento rispetto a 15 o 20 anni fa: basta solo imparare a scegliere”. Non sbagliano: per fare buoni acquisti, è necessario conoscere a dovere il mercato ed i suoi venditori, evitando così di vagare per ore, sperduti ed indecisi, fra il banco del pesce e quello della frutta fresca. Sì, perché arrabattarsi nella varietà gastronomica non è affatto semplice, a maggior ragione quando accanto ai prodotti “noti” iniziano a comparire frutti esotici, ortaggi mai visti e fuori stagione, magari di provenienza tutt’altro che locale o quantomeno nazionale. L’economia si è allargata, si sa, proprio come la clientela, che oramai vede in prima fila al bancone sempre più giovani e uomini di mezza età: se i primi infatti hanno scoperto il piacere della spesa alternativa a quella della grande distribuzione, i secondi hanno trovato nel mercato un momento di svago, soprattutto raggiunta la pensione.

Il sabato diventa così quasi un appuntamento settimanale irrinunciabile e, proprio quando in genere sono tutti liberi dalle incombenze del lavoro, il mercato diventa una sorta di porto di mare: la merce va subito a ruba nelle prime ore del mattino e  verso mezzogiorno i “pezzi migliori” sono già stati presi, tanto che alcuni, per sicurezza, li prenotano. Sono in molti poi i lavoratori ad acquistare la spesa con i buoni pasto accumulati nei giorni precedenti, anche perché, tra carne e pesce, si fa presto a spendere cifre consistenti. Infatti, secondo i clienti abituali, la qualità lascia tutti soddisfatti ma i prezzi sono talmente lievitati che il risparmio effettivo sembra essere solo una chimera. Le scorte gastronomiche più gettonate sembrano essere i prodotti già cucinati o pronti da cuocere, dall’arista speziata alle lasagne fumanti. Per i ghiotti, non mancano i manicaretti da gustare sul momento, ancora caldi: insomma, quel che si cerca, si trova. Accanto alle novità culinarie, un ulteriore ingresso inatteso tra i banchini del mercato è quello dei venditori stranieri.

Se fino a qualche tempo fa, il produttore ed “negoziante” si riassumevano in una figura unica, oggi ai banchini troviamo sempre più spesso giovani ragazzi africani messi a dirigere il “traffico” degli acquisti. Altra innovazione è anche quella delle piccole cooperative, diventate numerose, che offrono alle tavole dei fiorentini un ampio ventaglio di prodotti: dal pane, ai salumi, ai sottaceti. La qualità resiste, i prezzi sono aumentati e i clienti sembrano non essere più gli stessi, ma il fascino del mercato non accenna a tramontare.

Una babele di colori tra le bancarelle

Sono anche i colori, gli odori, i sapori e i profumi a rendere unica una città. E il luogo per eccellenza dove tutti questi elementi si contaminano e si intrecciano è il mercato, la casa della gente, il cuore pulsante di una città. Nel petto di Firenze battono molti antichi mercati, primo fra tutti quello di San Lorenzo che dallo storico rione arriva fino a via dell’Ariento, correndo tutto attorno alla Basilica e alle Cappelle Medicee, dominato dall’alto dalla statua di Giovanni delle Bande Nere. Un battito di fiorentinità per alcuni, una babele di lingue e di culture diverse per altri. L’odore dei prodotti in pelle, i colori vivaci dei souvenir esposti sui banchi, le scritte ironiche sulle t-shirt per portare a casa un pezzo di Firenze, il profumo di un panino con il lampredotto, le miniature della cupola del Brunelleschi e il giglio riproposto in tutte le forme: sono solo alcune delle mille facce del mercato di San Lorenzo, il più celebre della città.

Altro squarcio di Firenze, altri colori e altri odori si respirano al mercato di Sant’Ambrogio. Frutta fresca, verdura, carne, pesce e formaggi spiccano sulle bancarelle degli storici commercianti. Ma passeggiando si trovano anche vestiti, scarpe ed elettrodomestici proposti con vivacità dai venditori che animano la zona. Il più grande e forse il più conveniente mercato della città è invece quello delle Cascine, con i suoi banchi che corrono lungo l’Arno, aperto ogni martedì dalle 7 alle 14. Dai prodotti di genere alimentare all’abbigliamento, dall’antiquariato ai prodotti etnici, dagli oggetti per la casa a quelli per il giardinaggio, sulle bancarelle che colorano il parco delle Cascine c’è davvero qualsiasi cosa. Sempre all’insegna della fiorentinità. Ma per gli amanti degli oggetti antichi il mercato per eccellenza è sicuramente quello delle “Pulci” in piazza dei Ciompi, aperto ogni giorno dalle 9 alle 19.30. Sui banchi è possibile trovare mobili e oggetti vecchi, dipinti, antiche collezioni, monete e gioielli. I più fortunati possono anche trovare tesori abbordabili confusi tra articoli d’antiquariato e libri impolverati. Vale davvero la pena fare una passeggiata.

Non molto distante dal Ponte Vecchio, si accendono i colori del mercato Nuovo (proprio sotto la Loggia del Porcellino risalente al XVI secolo) aperto ogni giorno dalle 8 alle 19. I commercianti propongono stoffe, articoli in paglia fiorentina, stampe e dipinti della città, ricami fatti a mano con sapiente maestria, merce in pelle e oggetti in legno realizzati artigianalmente. Il viaggio trasversale tra i più rilevanti mercati fiorentini termina sotto i maestosi portici di Piazza della Repubblica dove, ogni giovedì mattina,l’intenso profumo dei fiori inebria i passanti. Rose, girasoli, camelie, orchidee, papaveri e tulipani riescono così a strappare un sorriso anche a distratti passanti.

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