A gestire lo spazio sarà l’Associazione Extre – Toscana Contemporanea che ha vinto il bando indetto dal servizio attività culturali e dall’assessorato alla cultura del Comune . L’annuncio è stato fatto stamani dall’assessore alla cultura Eugenio Giani insieme alla presidente della commissione cultura del quartiere 3 Cristina Noferi.

“Quella dell’auditorium di viale Giannotti – ha detto Giani – è una realtà, assieme a quelle affermate della Strozzina e del Museo Pecci di Prato, che permetterà di costruire un sistema metropolitano dell’arte contemporanea voluto anche dalla Regione, che potrà così svilupparsi su più fronti, non solo espositivo ma anche su quello della sperimentazione d’avanguardia e dell’attività didattico-formativa”.

La commissione incaricata della valutazione delle offerte è stata presieduta dalla dirigente del Servizio Attività Culturali Luana Bigi, dal Presidente della Fondazione Torino Musei Adriano Da Re, dalla curatrice del Palazzo delle Arti di Napoli Julia Dragonovic, dal curatore del Maxi di Roma Bartolomeo Pietromarchi e dal direttore del museo d’arte contemporanea di Forlì Maurizio Vanni.

“La composizione della commissione – ha detto l’assessore Giani – è stata mirata alla varietà degli aspetti che sono insiti in un’assegnazione di uno spazio culturale, cioè affrontando gli aspetti organizzativi, economici ed artistici.”.

Il lavoro dell’associazione Extre che percepirà 90mila euro l’anno dal Comune per tre anni per gestire e organizzare lo spazio, sarà affiancata da un Comitato di indirizzo composto da quattro persone in rappresentanza dell’amministrazione comunale, in particolare della cultura, del quartiere e del settore turismo. E’ ‘inoltre previsto un abbattimento del contratto d’affitto mensile alla Extre dell’80 per cento, riducendo così l’importo da 8620euro a poco meno di 2000

“La Extre, l’associazione presieduta da Andrea Tanini – ha aggiunto Giani – ha presentato un’offerta che prevede l‘esposizione di artisti di primissimo piano e promozione di artisti emergenti, instaurazione di rapporti con le istituzioni e gallerie internazionali e, non ultimo, un’interazione con la realtà contingente del Quartiere 3. L’offerta avanzata dall’Accademia delle Belle Arti, per due volte, è risultata invece inadeguata dal punto di vista formale, dato che erano assenti alcuni documenti fondamentali per la validità dell’offerta stessa.”