sabato, 25 Settembre 2021
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Vittime della strada, supporto psicologico a Careggi

Oltre 400 i casi seguiti in meno di due anni, di cui 180 nel 2009. Ecco il bilancio del servizio di supporto psicologico in seguito a incidenti stradali, attivo dall’aprile 2007 presso il Dea (reparto terapia intensiva) dell’Azienda ospedaliera di Careggi.

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Il resoconto dell’attività è stato illustrato oggi dall’assessore alle politiche sociosanitarie e presidente della Società della Salute Stefania Saccardi e dal direttore della Società della Salute Riccardo Poli. Erano presenti anche Laura Belloni, responsabile del Centro di riferimento regionale criticità relazionali dell’Azienda di Careggi, Graziano Lori in rappresentanza della Polizia Municipale, Valentina Borgogni presidente dell’Associazione Gabriele Borgogni e gli operatori impegnati nel servizio.

OLTRE 520 VITTIME DELLA STRADA ALL’ANNO. Gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte e uno dei principali motivi di invalidità per i giovani. Ogni anno in Toscana si verificano oltre 17.000 incidenti stradali con quasi 23.000 feriti e oltre 520 decessi (dati 2005 dell’Agenzia regionale di Sanità). E anche la situazione fiorentina non è rosea. Nel 2008 gli incidenti sono stati 4.559 con 14 morti e 4.175 feriti e dall’inizio dell’anno ad oggi si sono registrati 4.381 sinistri con 25 decessi e 3.940 feriti.

“Come operatori impegnati nel servizio crediamo fortemente in questo progetto – afferma Laura Belloni – che costituisce un ottimo esempio di collaborazione tra tecnici della sanità e istituzioni. Una sinergia che consente la costruzione di una rete capace di dare risposte alle persone colpite da eventi traumatici non soltanto nell’immediato ma anche nelle fasi successive”.

IL PROGETTO. Nato come sperimentazione dalla collaborazione tra la Società della Salute e il Centro di riferimento regionale criticità relazionali di Careggi, il progetto ha due obiettivi principali: prima di tutto fornire un supporto psicologico e sociale alle vittime di incidenti stradali e ai loro familiari lungo tutte le fasi post trauma, fin dal primo momento del ricovero ospedalieri; in secondo luogo offrire un servizio di consulenza e formazione rivolto a chi, a vario livello, viene coinvolto nei sinistri, dal personale dell’ospedale agli agenti di Polizia Municipale, dai volontari che prestano servizio nelle ambulanze agli operatori del 118. “Il progetto proseguirà anche l’anno prossimo” afferma la Saccardi.

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