giovedì, 21 Ottobre 2021
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Voto ai sedicenni, la giunta approva. L’ultima parola spetta al Consiglio

La possibilità che i sedicenni siano chiamati alle urne, si fa sempre più concreta. La giunta regionale ha infatti approvato ieri la proposta di legge che ora sarà inviata in Consiglio regionale. Se la proposta diventa legge, nei comuni con meno di 250mila abitanti si potrà votare a sedici anni.

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La possibilità che i sedicenni siano chiamati alle urne, si fa sempre più concreta. La giunta regionale ha infatti approvato ieri la proposta di legge che ora sarà inviata in Consiglio regionale.

IL VOTO. Chiamare alle urne dei Comuni con meno di 250mila abitanti, anche i sedicenni, potrebbe essere l’antidoto al distacco di molti giovani dalla politica, fenomeno in continua crescita. E la possibilità che il voto sia anticipato a sedici anni, si fa sempre più concreta. La proposta di legge è stata infatti approvata ieri dalla giunta regionale. Adesso, l’ultima parola, spetta al Consiglio regionale.

”NON SARA’ UN OBBLIGO”. Interessati sono soprattutto i Comuni capoluogo della Toscana, ma non solo: anche città più piccole e dove prima non c’erano consigli di quartiere, potranno farsi avanti. “Non è un obbligo, sia chiaro – spiega l’assessore alla partecipazione e al rapporto con gli enti locali, Riccardo Nencini – Saranno i Comuni a decidere autonomamente se percorrere o meno questa strada. Né con questa proposta si vogliono ricalcare e ricreare le abolite circoscrizioni comunali. E’ un progetto innovativo. Ma si tratta di un’occasione importante per educare e far partecipare i cittadini alle scelte che li riguardano direttamente, in modo continuativo e a partire dai più giovani. E’ un’opportunità per coltivare ed accrescere il senso civico di molti cittadini in un momento anche in cui gli elettori chiedono più partecipazione alla vita pubblica e nuove forme di partecipazione. E’ un possibile antidoto all’antipolitica e all’astensionismo che è cresciuto e che continua a crescere”.

ESPERIMENTI. Dopo che la finanziaria nazionale del 2010 aveva abolito i consigli di quartiere in tutti i Comuni tranne in quelli con più di 250 mila abitanti (in Toscana sono sopravvissuti solo a Firenze), molte amministrazioni hanno iniziato a sperimentare nuove formule o strutture per garantire ed innovare le proprie esperienze di decentramento, non più amministrativo, vietato per legge, ma partecipativo. La Regione Toscana, che per prima in Italia nel 2007 ha approvato una legge sulla partecipazione dei cittadini alla vita e le decisioni delle istituzioni, ha deciso così di finanziare e sostenere le esperienze più interessanti.

I CONTRIBUTI. “I contributi – precisa Nencini – riguarderanno solo i Comuni che per le elezioni di nuovi organismi avranno previsto il diritto di voto – attivo e passivo – per i sedicenni”. Le forme e gli organismi scelti dovranno coinvolgere i cittadini nelle scelte amministrative che riguardano specificatamente quelle parti di territorio comunale in cui vivono: in particolare su temi ambientali, governo del territorio e servizi pubblici. La proposta di legge prevede che i contributi siano erogati attraverso un bando annuale e per il primo anno potranno essere finanziati anche programmi già avviati. La Regione coprirà parte dei costi, i Comuni aggiungeranno il resto e le spese dovranno essere naturalmente rendicontate. La proposta di legge prevede al momento uno stanziamento per il 2012 di 150 mila euro per tutta la Toscana.

IN EUROPA. Del voto ai giovani si parla ormai da tempo e nel resto d’Europa, c’è già chi lo ha introdotto. L’Austria è stata la prima, nel 2007, a far votare i sedicenni anche per le elezioni nazionali. In alcune regioni tedesche, limitatamente alle elezioni regionali, lo si poteva fare già da una decina di anni prima: l’ultimo caso riguarda il parlamento della città-stato di Brema.

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