sabato, 13 Agosto 2022
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Come fare il voto disgiunto alle elezioni comunali 2022

Dove è previsto il voto disgiunto per le comunali e come funziona: le differenze per le città sopra e sotto i 15.000 abitanti

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Tutto pronto per le amministrative del 12 giugno che in contemporanea con il referendum interessano un migliaio comuni italiani, tra cui Genova, Lucca, Pistoia, L’Aquila, Catanzaro e Palermo: ma come funziona il voto disgiunto alle elezioni comunali 2022 e dove è previsto, ad esempio nelle grandi città sopra i 15000 abitanti? Facciamo chiarezza.

Cos’è il voto disgiunto: il significato e come funziona

Alcuni sistemi elettorali prevedono il cosiddetto “voto disgiunto”, il che significa avere la possibilità di esprimere due voti per schieramenti diversi: uno per il candidato (ad esempio alla carica di sindaco) e l’altro per indicare la preferenza per un partito (i consiglieri comunali) anche se fanno parte di coalizioni diverse.

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In parole povere il voto disgiunto funziona, così, dove è previsto: alle amministrative si può votare per un sindaco e poi scegliere i consiglieri comunali collegati a un partito diverso da quello che sostiene quel candidato primo cittadino, esprimendo una doppia preferenza. Attenzione però: non è possibile scegliere due liste o due partiti diversi per i candidati al consiglio comunale. Più sotto facciamo un esempio semplice di voto disgiunto.

Comuni sotto 5000 residenti e sotto 15000 abitanti: dove si può fare il voto disgiunto per le amministrative?

Il voto disgiunto non è previsto per le elezioni comunali nelle città sotto i 15000 abitanti, ma solo in quelle con più di 15000 residenti, in tutto 194 comuni per questa tornata elettorale. Per questi ultimi scatta anche il ballottaggio nel caso nessuno dei candidati sindaco ottenga il 50% più uno dei voti. Dunque nelle grandi realtà come Genova, Lucca, Pistoia, L’Aquila, Catanzaro, Palermo è previsto il voto disgiunto, mentre nelle città con meno di 15.000 residenti non c’è questa possibilità.

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Altra differenza tra piccole e grandi città riguarda come si vota e quante preferenze si possono dare: nei comuni con meno di 5.000 abitanti, oltre a non essere previsto il voto disgiunto, è possibile dare una sola preferenza per un candidato all’elezione del Consiglio comunale. Per le città con più di 5.000 abitanti si possono invece esprimere al massimo due preferenze, della stessa lista, necessariamente un uomo e una donna secondo la regola dell’alternanza di genere. Se si indicano due nomi dello stesso genere (due uomini o due donne), il voto per la seconda preferenza è nullo.

Elezioni comunali 2022: come si fa il voto disgiunto e a chi va, un esempio semplice

Dunque domenica 12 giugno, dalle ore 7 alle 23, nei comuni con più di 15000 abitanti l’elettore ha la possibilità di esprimere il voto disgiunto per le elezioni amministrative 2022: ecco un esempio su come si vota con questa modalità. Prendiamo una situazione semplice: sulla scheda ci sono due candidati per la poltrona di sindaco, il signor Bianchi e il signor Verdi, ognuno è sostenuto da un partito. Bianchi è sostenuto dal partito Bianco, Verdi è appoggiato dal partito Verde.

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Ecco come funziona il voto disgiunto in questo esempio. L’elettore può tracciare una X sul nome del signor Bianchi, per farlo diventare sindaco, ma fare un secondo segno sul simbolo del partito Verde, che sostiene l’altro candidato (il signor Verdi), con la possibilità di esprimere due preferenze (un uomo e una donna). In questo modo l’elettore esprime la sua volontà di eleggere sindaco il signor Bianchi e di indicare per il Consiglio comunale i consiglieri della parte politica avversaria, il partito Verde.

Ricordiamo che le amministrative 2022 si svolgono in contemporanea al referendum sulla giustizia (qui la spiegazione dei quesiti). Informazioni e aggiornamenti sullo speciale elezioni del Ministero dell’Interno.

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