sabato, 8 Maggio 2021
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Apre il Salone del Mobile 2009

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Perché, come dimostrano i dati dell’ultimo Osservatorio di Findomestic Banca, nonostante la crisi, anche nel 2008 le famiglie toscane non hanno rinunciato all’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Complessivamente, la spesa per i beni dedicati alla casa ha superato nella regione i 1.800 milioni. In crescita sul 2007 i piccoli elettrodomestici e gli elettrodomestici bianchi (+0,8%), mentre calano del 7,7% gli acquisti degli elettrodomestici bruni, ovvero, tv, telecamere e stereo. Tiene, invece, nel complesso, la spesa per i mobili. La flessione è infatti dello 0,7%, con una spesa complessiva di 1.246 milioni. Un dato in linea con la media nazionale, dove la contrazione dei consumi per questo tipo di beni durevoli è di circa lo 0,2% rispetto al 2007.
A livello provinciale, per quanto riguarda l’arredamento, è Firenze prima per consumi di mobili nel 2008, con 327 milioni di euro, seguita, a distanza, da Pisa (142 milioni), Lucca (132), Arezzo e Livorno (entrambe a 114 milioni). Rispetto al 2007, però è Massa Carrara la provincia in cui gli acquisti sono andati meglio. La spesa per mobili, infatti, è cresciuta dell’1%, seguita da Pistoia (+0,4%) e Grosseto (+0,2%), le uniche province che sono su terreno positivo. Per quanto riguarda, invece, la spesa per famiglia, prima in Toscana è Prato, con 833 euro, seguita da Pisa, con 814 euro e Pistoia, con 811 euro. Ultima Livorno, con 745 euro di spesa a famiglia.
La crisi economica non rende però immune il settore dell’arredamento dalla flessione della domanda e dalla incertezza dei consumatori, che oggi ponderano bene le loro decisioni d’acquisto. Quello che sembra profilarsi è che chi deve acquistare lo fa in tempi più lunghi, ma manifestando preferenze su acquisti di ‘qualità’; per essere più espliciti, non si cerca il prezzo più basso in assoluto ma la qualità al prezzo più competitivo unita anche a servizi e garanzie sul prodotto. Ad esempio, si fa strada nei consumatori la coscienza che i prodotti a basso costo provenienti da paesi esteri, in particolare Cina e paesi dell’est, contengono spesso anche sostanze nocive, come la formaldeide, in quantità appena sotto la norma, mentre in quelli prodotti in Italia sono pressoché assenti. Inoltre avanza anche un’etica quasi ‘antica’, che si sostanzia in una scelta di arredamento non effimera o modaiola, ma di prodotti destinati a durare per qualità estetica e costruttiva. In questo scenario, svolge la sua funzione positiva il Salone del Mobile di Firenze: da una parte sostiene i punti vendita tradizionali e le marche abbinate che hanno recepito con grande flessibilità le esigenze del mercato, ovvero prezzi, qualità e servizi, e dall’altra fornisce ai consumatori l’opportunità di informarsi efficacemente avendo una completa panoramica delle tendenze estetiche e delle politiche commerciali. Ugualmente permette ai rivenditori di intercettare e capire meglio i loro possibili clienti e dall’altra fornisce ai consumatori delle opportunità di acquisto irripetibili sui prodotti.
Quindi, il Salone del Mobile, proprio per tutte queste sue caratteristiche è un segnale degli operatori, forte di ottimismo e sorretto dalla voglia e dalla passione di chi crede nel proprio lavoro e nella sua capacità di soddisfare il proprio mercato. E’ anche testimonianza che la nostra imprenditoria toscana non molla con la sua capacità di tenuta e innovazione.
«Per passione e per ragione» è lo slogan della manifestazione, a evidenziare il binomio sul quale si fonda il Salone: il bello e la funzionalità dei prodotti, la curiosità e la possibilità di fare acquisti irripetibili durante la Fiera.
Orario: 15,00-22,00; domenica 10,30-21.
Ingresso: dal lunedì al venerdì €4; sabato e domenica €5
Sul sito www.salonedelmobile.com è possibile stampare il biglietto a un prezzo speciale.

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