lunedì, 10 Maggio 2021
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Il granduca “cornuto” e il Perseo bifronte – FOTOGALLERY

Continua la nostra passeggiata per le strade di Firenze alla ricerca di segreti e leggende. Per sentirsi un po' più fiorentini e, perché no, stupire amici e parenti con aneddoti curiosi.

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Continua la nostra camminata per le strade fiorentine alla ricerca di segreti e leggende. Per sentirsi un po’ più fiorentini e, perché no, stupire amici e parenti con aneddoti curiosi. Eccone alcuni:

IL PERSEO… BIFRONTE. Si dice che in ogni opera d’arte vi sia una parte dell’artista che l’ha ideata. Ma per alcune opere questo è doppiamente vero. La statua del Perseo di Benvenuto Cellini, in Piazza della Signoria, nasconde una curiosità inaspettata. La nuca dell’eroe greco, coperta dal copricapo alato e dai riccioli, svela un altro volto: l’autoritratto dell’artista.

LA RUOTA DEGLI INNOCENTI. Sotto le logge dello Spedale degli Innocenti si trovava la cosiddetta “ruota degli Innocenti”, un tamburo ligneo sul quale le madri che non potevano o non volevano mantenere i propri figli poggiavano i propri neonati lasciandoli alle cure delle suore. Spesso le madri legavano al collo del figlioletto piccoli oggetti apparentemente insignificanti come medagliette o bottoni. Esse servivano a rendere riconoscibile il bambino nel caso in cui la madre si fosse presentata a riprendere con sé la creatura. Oggi questi oggetti sono visibili presso il museo dello Spedale.

IL GRANDUCA “CORNUTO”. Sopra alla finestra della ruota degli Innocenti si trova un busto di Francesco I de’ Medici. Alle sue spalle, in epoca precedente, era stata aperta una fessura a forma di mezza luna, poi murata. La fessura ha però lasciato una chiazza chiara ben distinguibile tra gli affreschi del Poccetti che abbelliscono la parete. Se si osserva attentamente e si trova la posizione giusta la macchia pare proprio essere un paio di corna che escono dalla testa del Granduca!

QUI CADDE LA PALLA DEL CUPOLONE. La notte del 17 gennaio del 1600 un violento temporale si abbatté sulla città di Firenze. Fu una fortuna che l’acquazzone costringesse chiusi in casa i fiorentini quando improvvisamente, colpita da una serie di fulmini, la palla situata sulla cima della lanterna che sovrasta il cupolone si sradicò, rotolò giù dalla cupola e infine piombò sul selciato della piazza sottostante. Oggi, nel punto in cui cadde, si trova una lastra circolare di marmo bianco.

L’INCUBO PREMONITORE. Un curioso episodio è poi narrato da Giovanni Cavalcanti nelle sue “Istorie fiorentine”. Un cittadino fiorentino di nome Anselmo soffriva di un incubo ricorrente: ogni notte sognava di essere inseguito e sbranato da un leone. Il fatto gli procurava un vero e proprio terrore per leoni, gatti e ogni altro felino. Parenti e amici avevano inutilmente tentato di convincerlo ad esorcizzare la propria paura andando a visitare i leoni che, simbolo della Repubblica, venivano tenuti nella gabbia dietro Palazzo Vecchio, finché un giorno un cerusiaco (il moderno psicanalista) gli consigliò di vincere la propria paura affrontando un felino ben più innocuo: quello di marmo a guardia di una delle porte laterali del Duomo, la cosiddetta “Porta dei leoni”. Ma nel momento in cui Anselmo infilò la mano nelle fauci marmoree del falso leone uno scorpione che vi era nascosto lo punse ed Anselmo morì all’istante.

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