lunedì, 6 Dicembre 2021
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Piero Pelù compie cinquant’anni. E festeggia con il nuovo tour

Il cantante fiorentino festeggia cinquan'anni: ecco la sua storia. E da marzo il rocker avrà modo di festeggiare il mezzo secolo con un giro di concerti nei palasport delle principali città italiane: si parte proprio da Firenze.

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Piero Pelù compie 50 anni. Succederà domani, venerdì 10 febbraio. E da marzo il rocker purosangue fiorentino avrà modo di festeggiare il mezzo secolo con un giro di concerti nei palasport delle principali città italiane, insieme all’amico-sodale Ghigo Renzulli.

IL TOUR. Dopo la reunion del 2010 e sulla scia del successo dell’ultimo album di inediti “Grande Nazione” (uscito il 13 gennaio per Sony Music), i Litfiba tornano infatti sulle scene live a partire da marzo: a Firenze (2 marzo), Milano (6 marzo) e Roma (10 marzo) le tre grandi anteprime, poi dal 13 aprile in tour nei principali palasport d’Italia e ultima tappa, il 1° maggio, nella prestigiosa cornice dell’Arena di Verona, per la prima volta nella loro carriera. A maggio, invece, Piero & Ghigo voleranno all’estero per suonare nelle principali capitali europee.

LA BIOGRAFIA. Ma chi è Piero Pelù? E qual è la sua storia? Ecco la biografia del rocker, alla vigilia del suo cinquantesimo compleanno.

L’INFANZIA. Venuto al mondo alle sei e mezzo del mattino, in un gelido 10 febbraio 1962, Piero è Acquario ascendente Acquario. A otto anni ha investito parecchie paghette settimanali per comprare la sua prima chitarra: una Eco “Eldorado Folk”. Ribelle in famiglia, nel suo periodo punk aveva adottato i nomi di battaglia Pierotten, anche in onore di Johnny Rotten, e Peter Punk. Suonava con i Mugnions e viveva il punk come una fede. Nel 1979 ha vissuto un mese a Parigi: giorno e notte al Beabourg assieme a punk, saltimbanchi e artisti di strada. Le arti di strada saranno protagoniste, nel 2000, del Circo Pelù nel primo tour da solista. A sei anni ha ascoltato il quarantacinque giri “Vengo anch’io (no tu no)” di Enzo Jannacci e Fo, che Piero ritiene ancora oggi un capolavoro di teatralità  e d’ironia. Anche i libri lo appassionavano. In seconda media ha cominciato a radunare idee e spunti per fare musica. Ha preso lezioni di chitarra classica, ma si è stufato alla terza lezione: cercava l’hard rock di Tony Iommi, ma trovò solo estenuanti lezioni di solfeggio. Al liceo scoppiò l’amore per i Genesis di Peter Gabriel e per gli scantinati, perfetta espressione del suo animo underground: in quello sotto casa ha fondato la sua prima band, i Mugnions. I Mugnions non miravano al successo: “Io suonavo per trovare uno sfogo alla mia inquietudine, al disagio, alla certezza di non appartenere a nulla di quel che mi circondava ma solo alla musica!”.Il primo concerto dei Mugnions, l’8 marzo 1980, attirò solo pochi compagni di scuola; al secondo, il primo maggio, c’era una “folla” di trecento curiosi. Un amico del padre del bassista li fece partecipare al festival Versilia Rock ’80 con Gianna Nannini e gli Skiantos. “Fu un’esibizione imbarazzante”. Decisero di dedicare più tempo alle prove nello scantinato, ma questo provocò la rivolta di tutti i condomini. I Mugnions chiusero la loro breve e poco gloriosa carriera il 19 ottobre del 1980, con il proprietario del locale dove si erano appena esibiti che si rifiutò di pagarli perché gli spettatori erano troppo pochi. Piero e Ringo si sarebbero ritrovati più avanti nei Litfiba.

I LITFIBA. L’avventura Litfiba iniziò così: il tastierista Antonio Aiazzi suonava in un gruppo a cui mancava il cantante. Piero lo conosceva, ma sperava che si fosse dimenticato di lui perché… “Nel 1979 ero andato a una sua festa punk e gli avevo distrutto la casa. Ripensando a quell’episodio, ridiamo ancora”. L’incontro avvenne nella storica cantina di via Bardi 32, a Ponte Vecchio: oltre ad Aiazzi c’erano il batterista Francesco Calamai, il bassista Gianni Maroccolo e il chitarrista Ghigo Renzulli. “L’atmosfera era bellissima. Tutti mi accolsero bene, perfino Aiazzi”. I Litfiba hanno esordito dal vivo l’8 dicembre 1980, il giorno in cui moriva John Lennon. Piero si dimostrò subito un animale da palcoscenico e improvvisando, si lanciò più volte sul pubblico come aveva visto fare a Iggy Pop: “La gente sotto palco, impreparata, per due volte si prese il mio corpo in faccia. La terza si aprì come le acque davanti a Mosé e io rischiai la vita e le costole”. Firenze stava diventando la capitale del nuovo rock italiano, ma Piero non avvertiva questo fermento: la sera di Natale partì per Londra, dove sognava di vivere gli aspetti più creativi ma anche distruttivi del punk. Il risveglio fu traumatico: “I punk che incontravo nei locali erano sempre meno, tutti leccatini da salotto”. Rientrò a Firenze più confuso di quando era partito. Tutti erano all’oscuro che Piero intendeva trasferirsi a Londra per sempre, così non fecero caso al suo fallimento e l’avventura con i Litfiba continuò senza traumi o spiegazioni. Riprese gli studi: un anno di Giurisprudenza e uno di Scienze politiche. Abbandonata l’università, rifiutò anche l’uniforme: “Ero e sono pacifista convinto: ho svolto il servizio sociale all’Arci di Firenze nel biennio 1984/1985 un’esperienza ricca di forti cariche umane”..  Nel 1982, Piero & Litfiba vinsero il secondo Festival Rock di Bologna e incisero il loro primo singolo con front cover di Irvin Penn. Le canzoni erano “Luna” e “La preda”, il cui testo venne frainteso. Sempre nell’82, uscì l’ep “Guerra”: il master costò un milione e centomila lire, un vero capitale per le finanze della band.

ALBUM. Nel 1985 arrivò finalmente il primo album di canzoni di Piero & Litfiba: “Desaparecido” vendette la bellezza di cinquemila copie, un risultato strabiliante per il circuito underground, infiammando d’entusiasmo la critica. Era il primo album della trilogia dedicata alle vittime del potere, di qualsiasi forma di potere: dopo la parentesi di “Transea” (con una cover che ritrae Pelù come un icona del dark coperto di rosari e croci), la trilogia si è completata con “17 RE” (1986) e “Litfiba 3” (1988), anticipato nel 1987 dal live “Aprite i vostri occhi”. Fra tutti i dischi pubblicati da Piero & Litfiba negli Anni 80, “17 RE” era, e rimane ancora oggi, quello preferito di Pelù. L’album dal vivo “Pirata”, pubblicato nel novembre del 1989, segnò la fine dei vecchi Litfiba e l’inizio del periodo più rock. Il primo giugno 1990 arrivò la notizia della scomparsa di Ringo: “Il mio grande rimorso è non avergli rotto abbastanza le scatole per farlo smettere con l’eroina, magari parlandone con la sua famiglia. Ho pianto molto per Ringo. E per Tony, per Candelo, per Ronzani. Per tutti gli amici che mi hanno lasciato”.

CORNOCUORE. Con l’amico fotografo Alex Majoli ha realizzato, sempre nel ’93, il libretto delle novantanovefoto di “Colpo di coda” e nel ’95 la videostoria di novanta minuti allegata al cd live “Lacio Drom” (“buon viaggio” in lingua Rom). Nello stesso anno Pelù ha partecipato con altri artisti allo spot per la prevenzione dell’Aids promosso dal Ministero della Sanità. Piero ha anche ideato il cuore rosso con le corna: il CORNUCUORE, simbolo della convivenza fra gli opposti. Nel 1996 ha cantato con Luciano Pavarotti per “War Child” e ha scritto l’introduzione a un libro di poesie di Jacques Prévert (“Questo amore”, Ed. Salani), leggendole poi in teatro. Nel 1998 ha duettato con la grande Mina nel brano “Stay” del suo cd “Olio”, intitolato così dopo che Piero le aveva regalato, appunto, olio della sua terra. Negli Anni 90 Piero & Litfiba pubblicarono i dischi che compongono la “tetralogia degli elementi”: “El Diablo” 1991 (il fuoco), “Terremoto” 1993 (la terra), “Spirito” 1995 (l’aria) e “Mondi sommersi” 1997 (l’acqua). Il quinto elemento (il tempo) fu anche quello decisivo nella storia di Piero con i Litfiba: “Infinito” uscì nel gennaio 1999. Piero inizia la sua carriera da solista portandosi con sé i musicisti dei Litfiba: Daniele “Barni” Bagni (basso), Frank Caforio (batteria) e Roberto Terzani (tastiere) lasciarono i Litfiba per seguirlo nella sua avventura solista. Ai tre musicisti si è aggiunto subito il chitarrista Cristiano Maramotti, formando il gruppo chiamato SUPERCOMBO. Il 21 aprile 2000 è uscito il suo primo album da solista: “Né buoni né cattivi”, che ha debuttato dal vivo nella festosa cornice dell’Heineken Jammin’ Festival 2000 di Imola con Pelù nel prestigioso ruolo di headliner principale. Nel lungo tour successivo, più di cinquanta concerti, Piero ha condiviso il palco con trampolieri, mangiafuoco e giocolieri, allargando il Circo Pelù alle arti di strada. Altra esibizione memorabile è stata quella del 2001 al Concerto del Primo Maggio di Roma, davanti a una folla di oltre 800 mila persone. Sempre nel 2001 è stato invitato al “Festival di Sanremo” come superospite: Piero ha affrontato il tema delle mine antiuomo, una barbarie che continua a causare migliaia di vittime innocenti.

REUNION. Dopo “NE’ BUONI NE’ CATTIVI “(2000) e “UDS L’UOMO DELLA STRADA” (2002), il terzo album di PIERO PELU’ s’intitola “SOGGETTI SMARRITI” , ed esce il 30 aprile 2004 (per la Wea Records del gruppo Warner Music Italia). L’album è anticipato dalla diffusione del primo singolo, “Prendimi così”, in tutte le radio dal 9 aprile. Il 21 ottobre 2005 esce in tutti i negozi una raccolta dei suoi brani dal titolo “PRESENTE” (Warner Music Italia) con due canzoni inedite “Nel mio mondo” e “Presente”. Il 18 Aprile 2008 esce il nuovo album intitolato “Fenomeni”. Nell’estate del 2009 insieme al gruppo “Acquaragia Drom”  Piero sale sui palchi di tutta Italia con gli “Acqusantissima” un progetto assolutamente originale ed unico nel panorama musicale italiano che vede sul palco un cantante e un chitarrista rock con una formazione di chiaro stampo tzigano. L’11 dicembre 2009 viene annunciata la Reunion tra Piero e Ghigo e riparte così la sua avventura con i Litfiba.

Litfiba, via al tour. Si parte da FirenzeEsce il nuovo album di inediti e i Litfiba vanno dritti al primo postoTutti in coda per Pelù e Renzulli. Arriva il nuovo disco dei Litfiba / FOTO

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