Scatta l’88esima edizione di Pitti Immagine Uomo. La manifestazione è stata inaugurata oggi con una cerimonia di apertura che si è tenuta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. “Negli ultimi anni Firenze è cambiata ed è cresciuta – ha detto nell’occasione il sindaco Dario Nardella – e con Firenze è cambiato ed è cresciuto anche Pitti, perché Firenze e Pitti sono la stessa cosa, sono qualcosa di inscindibile, condividono lo stesso destino. La storia, l’oggi e il domani della nostra città sono intrinsecamente legati a quello straordinario patrimonio di creatività, tradizione e innovazione che è rappresentato dalla nostra industria creativa della moda”.

“sempre più internazionali”

“Firenze e Pitti sono sempre più internazionali. Quest’anno tocchiamo il record di espositori internazionali che sono il 42% del totale, quasi un espositore su 2 viene dall’estero – ha spiegato il sindaco – e questo è il segno di una città e di un sistema della moda che si aprono al mondo con maggiore coraggio e intraprendenza. Dal 2007 al 2013, il periodo in assoluto più pesante per la crisi economica italiana oltre che europea, Firenze ha visto crescere l’esportazione manifatturiera del 20% e l’Italia del 7%, una percentuale comunque rilevante se consideriamo la difficile congiuntura economica che ha vissuto in quegli anni il Paese”. “Firenze e Pitti – ha aggiunto – sono cresciuti anche nel modo di estendere i confini oltre la moda maschile: penso al life style, un settore che rappresenta una straordinaria opportunità per far crescere il sistema moda. Non possiamo prescindere dalla sfida del digitale se vogliamo abbracciare la grande sfida del life style e negli ultimi anni Firenze e Pitti hanno saputo fare anche questo, penso ai fashion bloggers e ai fashion influencers”.

giovani e innovazione

“Firenze è una città sempre più legata ai giovani e all’innovazione – ha proseguito ancora Nardella – dall’anno prossimo sorgerà una nuova esperienza di formazione internazionale, l’Istituto Marangoni, con giovani che verranno da 106 Paesi e grazie al quale molti giovani avranno ulteriori opportunità di alta formazione a livello internazionale”. “Inoltre, stiamo rafforzando una collaborazione forte, unica in Europa, con Shangai per il campus del design della moda, che ha unito queste due città e allo stesso tempo i due Paesi, l’Italia e la Cina. Firenze e tutta l’Italia devono essere orgogliose del fatto che la seconda più grande università cinese abbia scelto l’Italia e Firenze come base per costruire un campus dedicato alla creatività e al design della moda. A tutto questo si sommano poi altre realtà locali importanti come ad esempio la bella esperienza del Polimoda e la Scuola di pelletteria di Scandicci, perché la moda e l’innovazione del settore vanno alimentate con una strategia e una visione che parte dalla formazione”, ha detto sempre il dindaco.

tradizione

Che poi ha concluso: “La qualità ha bisogno del saper fare, ha bisogno di giovani che riscoprano la passione di imparare un mestiere antico ma che oggi torna ad essere un mestiere presente e di grande innovazione, che rende il nostro Paese sempre più competitivo. Una strategia che guarda alla moda come uno dei cuori di un sistema economico che riprende non può non partire dalla formazione e da quel legame profondo che c’è tra la formazione, l’ingresso nel mondo del lavoro e la qualità. Per questo penso che il contributo della nostra città e della nostra esperienza può essere decisivo affinché il made in Italy sia legato non solo alla produzione ma anche alla formazione di chi produce. In questi anni, grazie anche all’attività e alla sensibilità di Stefano Ricci alla presidenza del Centro per la moda italiana, Firenze ha recuperato la forza della sua tradizione e ha riscoperto quel patto che cinque secoli di storia non hanno mai tradito tra cultura, arte e creatività”.