Hortus Festival Isolotto Cantieri Culturali performance

Il Festival Isolotto si evolve e diventa Hortus Festival: da un’idea di Virgilio Sieni, celebre danzatore e coreografo, nasce questo cartellone di eventi gratuiti che mette insieme performance, musica, esperienze artistiche itineranti e azioni coreografiche, coinvolgendo anche i comuni cittadini. Dal 20 al 23 giugno 2019  il teatro delle iniziative è un intero rione, l’Isolotto alla periferia di Firenze, con i suoi spazi all’aperto, dalle piazze ai giardini.

Hortus Festival Cantieri Culturali Isolotto, organizzato dal Centro Nazionale di Produzione Virgilio Sieni, parte il 20 giugno alle ore 19.00 in piazza dei Tigli con il progetto La Barca Bianca, una performance – sfilata che coinvolge i più piccoli in una riflessione sul simbolo dell’accoglienza e dell’attraversamento delle frontiere.

Nei giorni precedenti è prevista un’anteprima degli eventi, con percorsi nel quartiere e performance itineranti. Qui il programma in pdf di Hortus Festival.

Virgilio Sieni e Hortus festival, l’intervista

Virgilio Sieni è un danzatore del mondo: salta da Buenos Aires, per un progetto sui boulevard cittadini, a Dublino e Parigi. Alla fine, però, torna sempre a casa, all’Isolotto: qui è nato, qui vive e sempre qui ha deciso di tenere un festival, coinvolgendo chi danza per professione, ma anche i comuni cittadini. Lo abbiamo intervistato.

Cosa ha di tanto forte l’Isolotto per riportarla sempre qui?

Un rapporto affettivo. È un ambiente accogliente, che risale alle mie origini. Penso sia fondamentale in un momento in cui si assiste a una disgregazione totale del sistema sociale, sentire che il territorio accoglie ancora degli elementi legati al senso di comunità: offre la possibilità di mettersi a sedere, di parlare con la gente. L’Isolotto è una grande risorsa.

Virgilio Sieni Hortus Festival Isolotto

Com’è nato il Festival Isolotto?

Giro il mondo per lavorare con la compagnia e molte municipalità, come Buenos Aires, Marsiglia e Barcellona, mi chiedono un lavoro di tessitura, ossia cercare una congiunzione tra il tessuto urbano e l’elemento culturale. Ho scelto l’Isolotto perché rappresenta per me una palestra ideale.

Non solo danzatori professionisti, lei coinvolge anche persone comuni.

Mi interessa molto lavorare con i cittadini, portarli a fare delle esperienze perché diventino davvero dei “partecipatori” che riscoprono alcuni dettagli del loro quartiere, anche attraverso una consapevolezza rivolta al corpo. È un lavoro nell’ambito dei linguaggi della danza e del corpo, ma anche per la cura del territorio e di se stessi.

Dopo il Festival Isolotto, ora arriva Hortus Festival, cosa dobbiamo aspettarci?

Hortus Festival Cantieri Culturali Isolotto propone tanti laboratori all’aperto, come se non esistessero più muri, coinvolgendo addirittura dei danzatori non vedenti. Nel corso di questi anni abbiamo fatto tanta strada, le persone si sono abituate alla nostra presenza e c’è una bella partecipazione.

Eventi da non perdere a Firenze nel weekend (21-22-23 giugno)

Tutte le informazioni su Hortus Festival Cantieri Culturali Isolotto sono disponibili sul sito della compagnia Virgilio Sieni.