lettera di Diego Della Valle

C’è tutta l’irritazione di Diego Della Valle nella lettera pubblicata oggi da La Nazione indirizzata a tifosi, contestatori, Comune e sindaco. “Urlate di plusvalenze, braccini corti, fratelli freddi calcolatori… ma quale film avete visto?”. E, aggiunge senza mezzi termini: “Svegliatevi, usate il cervello se possibile”.

Della Valle definisce “assurda” la situazione che si è creata intorno alla società, “ingigantita da chi vuole sfasciare tutto creando un clima che non serve a niente”. Un clima, aggiunge il patron viola, creato da chi “vuole alimentare il caos e la confusione senza proporre niente di serio o realizzabile”.

I Della Valle, ricorda Diego nella lettera, avevano messo la società a disposizione di chiunque si fosse presentato con un progetto serio. “Ma, come sapete, non si è visto nessuno, ripeto nessuno neanche lo scemo del villaggio”.

Lettera di Diego Della Valle: “Lo stadio? Contenti se lo fa il Comune”

Poi il capitolo più delicato, quello che riguarda il nuovo stadio, che i Della Valle avrebbero voluto “per dare forza alla Società e per aiutarne la crescita” e che tuttavia, sostiene Diego, “pur dovendo investire una cifra enorme a noi personalmente non avrebbe portato nessun vantaggio economico”.

Invece, i Della Valle sarebbero rimasti coinvolti in “beghe locali dove tutti si azzuffano sui terreni”. “Io credo – dice Diego – che se viene considerato un così grande affare lo stadio dovrebbe farlo il Comune, noi saremmo più contenti. Andate voi a chiederlo al Sindaco”.

La replica del sindaco Nardella

Non si è fatta attendere la replica alla lettera di Della Valle del sindaco stesso, Dario Nardella, che ha commentato: “Mi sembra ragionevole l’esigenza di arrivare alla fine del campionato. Ora finiamo il campionato visto che ancora la Fiorentina deve salvarsi. Poi noi siamo pronti per un confronto aperto, pubblico, su tutto. A cominciare dallo stadio: tutti sanno, compresa la società, che il Comune ha fatto tutto ciò che è di sua competenza perché venga realizzato. Non userò la Fiorentina per fare polemica in un momento di difficoltà della squadra e in piena campagna elettorale. Quello che dobbiamo dire lo diremo alla fine del campionato e dopo il voto”.