mercoledì, 28 Ottobre 2020
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I supermercati “Il Centro” cercano un futuro

Presidio dei lavoratori e altri 800 colleghi rischiano di perdere il posto per la chiusura di Cadla (Despar)

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I 160 lavoratori dei supermercati “Il Centro” cercano un futuro dopo il fallimento della catena. Una settantina di dipendenti si sono dati appuntamento davanti la sede della Regione Toscana in via Pico della Mirandola a Firenze per un presidio e per incontrare l’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini. Con loro anche i colleghi di Cadla, associato Despar, altra azienda della media distribuzione in crisi.

I dipendenti de “Il Centro” sono in attesa che sia concessa loro la cassa integrazione: la questione arriverà sul tavolo del Ministero del Lavoro a metà agosto, mentre a settembre è prevista l’asta fallimentare con cui si potrebbe aprire per i lavoratori una speranza, se qualche soggetto comprerà i supermecatini di quartiere, 18 tra Firenze, Arezzo e la Liguria, riassorbendo il personale.

Le richieste dei sindacati

“Quello che chiediamo è la velocizzazione nel pagamento della cassa integrazione straordinaria – spiegano i rappresentanti sindacali di base – perché i lavoratori e le loro famiglie in questi mesi di attesa devono pur campare”. Altra richiesta: procedere all’asta dei negozi in blocco, con garanzie sul mantenimento dei posti di lavoro.

Da parte sua l’assessore Simoncini ha scritto una lettera al Ministero del Lavoro per sollecitare la definizione rapida delle procedure per la cassa integrazione, mentre nei prossimi giorni contatterà il curatore fallimentare dei supermercati “Il Centro”, chiusi da circa una settimana, per fare il punto della situazione. 

Presidio lavoratori il Centro supermercati

Un momento del presidio

Cadla (Despar) in crisi

Altro gruppo in crisi Cadla, azienda di logistica di Arezzo che gestisce la rete di supermercati DueGi, affiliati Despar: 200 dipendenti ad Arezzo e  altri 600 in 36 punti distribuiti su più regioni sono a rischio. Per i lavoratori, dopo i contratti di solidarietà, è stata chiesta la cassa integrazione straordinaria.  “Chiederemo un incontro urgente con i rappresentanti dell'azienda – ha detto Simoncini  – per capire le prospettive e sollecitare garanzie a tutela dei livelli occupazionali”.

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