lunedì 24 settembre 2018

Il galateo ai tempi dei social network

Si può parlare ancora di galateo nell’epoca di Facebook e degli smartphone? Lo abbiamo chiesto a due ''super esperti'' di bon ton con un'intervista doppia
Ludovica Zarrilli
Galateo ai tempi dei social network

Ha ancora senso il Galateo nell’epoca di Facebook e degli smartphone? Se lo sono chiesto la scrittrice ed editor Silvia Columbano e i giornalisti Matteo Minà e Filippo Passananti e la risposta unanime è stata un sonoro “sì!”.

La prima ha dato alle stampe Galateo e bon ton moderno (ma non troppo) (Franco Cesati Editore), i secondi il Galateo del terzo millennio (Guido Tommasi Editore), due riletture del testo di Giovanni della Casa godibili e contemporanee che svelano come affrontare le buone maniere al giorno d’oggi.

IL GALATEO È...

S.C. Una di quelle cose che noti se manca. E, se invece c’è, avvicina le persone, dispone positivamente verso l’altro.

M.M. Un modo di vivere, basato sul rispetto degli altri. Certamente, non le regolette su come si apparecchia una tavola.

CHI ELEVERESTI A SIMBOLO DEL GALATEO CONTEMPORANEO?

S.C. Se penso al bon ton, inteso come eleganza e garbo, ma anche stile e carattere, penso a Grace Kelly, Giovanni Agnelli, Audrey Hepburne.

M.M. I dieci ambasciatori che abbiamo scelto nei vari settori della società.

SE INCONTRASSI UN MARZIANO PER LA STRADA, COME GLI SPIEGHERESTI LE BUONE MANIERE?

S.C. Mi presenterei, lo porterei a bere un caffè, direi “buongiorno” e poi “grazie”; gli farei fareun giro in bus: farei scendere i passeggeri prima di salire su. Modererei il tono della voce e gli racconterei della Terra, senza tenere lezioni. Gli direi “queste le chiamiamo buone maniere”. E lui forse direbbe che esistono anche dalle sue parti, con un altro nome.

M.M. E.T. telefono Della Casa (Giovanni). Battute a parte, cercheremo di spiegare chi siamo noi e contemporaneamente proveremo a capire chi è lui. È l’operazione preliminare dell’empatia professata da Della Casa.

QUAL È L’ABC DELLE BUONE MANIERE?

S.C. L’abc è racchiuso in tre parole - “grazie”, “buongiorno”, “scusa” -e nei cinque sensi: avere naso (e emanare un buon odore), tatto, gusto, essere un buon osservatore, saper ascoltare.

M.M. Le regole evergreen sono: non mettersi mai in mostra nell’abbigliamento, nel comportamento e nel portamento, ascoltarepiù che parlare, mai giudicare.

  

SE GIOVANNI DELLA CASA, A BORDO DI UNA MACCHINA DEL TEMPO, PIOMBASSE SENZA PREAVVISO NEL CENTRO DI FIRENZE, COME LO ACCOGLIERESTI?

S.C. Lo porterei alle Giubbe Rosse. E gli racconterei di un gruppo di intellettuali - i futuristi - che nel Novecento hanno inventato un galateo tutto loro, secondo cui coltello e forchetta andavano banditi.

M.M. Della Casa non si presenterebbe mai all’improvviso senza farsi annunciare. E poi di certo prenderebbe una bella multa per aver violato la ZTL con la macchina del tempo. Non abbiamo dubbi: lo inviteremmo all’Enoteca Pinchiorri. La chef e co-fondatrice, Annie Féolde, sarebbe capace di farlo sentire a casa anche nel Terzo Millennio.

UN CONSIGLIO AI LETTORI DEL REPORTER PER FARE BELLA FIGURA IN OCCASIONE DI 1) UN APPUNTAMENTO DI LAVORO 2) UNA SERATA DI GALA

S.C. Mai eccedere con i complimenti, essere educati non vuole dire essere accondiscendenti. Esponiamo le nostre idee con garbo, ma con decisione. 2) Seguire la stella polare di Della Casa: la moderazione. Un abito semplice e un solo accessorio.

M.M.  Comportarsi in maniera disinvolta, mostrando un bel sorriso, senza mai esagerare. In particolare, in ambito lavorativo, studiare prima l’interlocutore e il suo business per non apparire impreparati o superficiali.

20 aprile 2018
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