Una carrellato delle location dove è spossibile organizzare una cerimonia civile o religiosa. Dal sempreverde Palazzo Vecchio al Giardino delle rose, fino all pieve nascosta al Pian dei Giullari
Via della Piazzola o della Piazzuola? Una strada, due nomi
Si chiamerà via della Piazzola o via della Piazzuola? In poche parole, con o senza la “u”? I cartelli presenti lungo la strada, nella zona delle Cure, non aiutano: alcune delle targhe presenti lungo la strada riportano la dicitura via della Piazzola (senza la “u”), altri via della Piazzuola (con la fatidica “u”). Vedere per credere.
Torna la Notte delle streghe a Marradi
Altro che Halloween, in questo caso la festa si conclude a mezzanotte con il rogo (vero) di una fattucchiera (finta). Anche durante l'estate 2014 a Marradi, in Mugello, torna la notte delle streghe, un’intera serata in maschera, tra mostri, bambole assassine, e fantasmi.
Quando
L’appuntamento è per sabato 16 agosto a partire dalle 18.00, con l'apertura degli stand. Dalle 20 gli spettacoli itineranti e poi, allo scoccare delle 24, il rogo della strega sul greto del fiume Lamone.
Il travestimento, avvertono gli organizzatori, è caldamente consigliato, per grandi e piccini. Le migliori maschere femminili e delle baby-fattucchiere potranno partecipare al concorso “La strega del borgo”, con in palio viaggi e ingressi in parchi di divertimento . Il tema di quest’anno è Ghosts, fantasmi.
Il programma della notte delle streghe 2014
I festeggiamenti iniziano prima che cali il sole, alle 18, quando si apriranno i battenti dell’antro della strega, uno stand gastronomico in cui gustare prelibatezze e ghiottonerie. Per le strade di Marradi ci saranno poi cartomanti, indovini, mangiafuoco e trampolieri impegnati in spettacoli itineranti.

Alle 21.30 si accenderanno le torce, per lo spettacolo “Fuoco è Magia”. Infine nel parco delle piscina comunale si ballerà fino a notte fonda. La notte delle streghe è organizzata dalla Proloco di Marradi.
Rischio mareggiate, allerta meteo dalla Versilia a Follonica
Altro che Ferragosto di fuoco. La Toscana si appresta a scavalcare la metà del mese in balìa del maltempo.
Critica soprattutto la giornata di domani, specie per quanto riguarda la situazione dei mari lungo la costa. Al punto che la protezione civile regionale ha emesso un'allerta meteo per il rischio mareggiate che interessa gran parte del litorale toscano.
ALLERTA METEO
Il provvedimento sarà in vigore dalle 8 alle 24 di domani, giovedì 14 agosto, e varrà per le isole dell'Arcipelago toscano e per il tratto compreso tra la Versilia e il Golfo di Follonica. Le province coinvolte sono Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto.
LE PREVISIONI
Se dalle prime ore del mattino si prevede mare agitato a nord dell'Elba con possibili mareggiate sulla costa. Nell'interno – stando alle previsioni del Consorzio Lamma, si potranno avere rovesci e temporali sparsi. In serata si dovrebbe assistere a un miglioramento e il moto ondoso subirà una lenta attenuazione.
UN FERROGOSTO COSI' COSI'
Meteo incerto anche nel giorno di Ferragosto. I cieli saranno poco e parzialmente nuvolosi sulla costa e sulle zone interne. Nel nord della Toscana il Lamma non esclude che possano verificarsi rovesci, soprattutto sui rilievi. Anche le temperature saranno “pazzerelle”. Niente canicola, le temperature saranno gadevoli ma al di sotto della media. A Firenze la massima non andrà oltre i 26 gradi. Solo a Grosseto si toccheranno secondo il Lamma i 27gradi.
Chi era Simone Camilli, il reporter ucciso a Gaza
Sempre in prima linea. Con la sua videocamera. Dalla Palestina alla Striscia di Gaza, fino al Kosovo, ecco chi era Simone Camilli: un videoreporter di guerra che ha documentato con l’obiettivo scontri e vittime, tragedie e catastrofi umanitarie. 35 anni, più volte nella striscia di Gaza, lavorava con diverse agenzie internazionali: dal 2005 collaborava con l’Ap (Associated press), una delle più importanti agenzie di stampa a livello mondiale. Da poco era padre di una bimba.
È stato ucciso nel nord della striscia di Gaza a seguito dell’esplosione di un razzo israeliano, rimasto inesploso e che gli artificieri palestinesi stavno tentando di disinnescare. Con lui hanno perso la vita altre 4 persone.
Chi era Simone Camilli
Originario di Pitigliano, una vita passata a Roma, Simone è figlio di Pierluigi Camilli, attuale sindaco di Pitigliano (Grosseto). Nel 2005 si è laureato in Storia e studi religiosi islamici all’Università La Sapienza di Roma e da allora ha girato mezzo mondo come videoreporter.
Un “curriculum” pieno di esperienze in teatri di conflitto. In Palestina e nella striscia di Gaza ha documentato l’operazione israeliana “Pilastro di difesa” del 2012, ma anche “Piombo” fuso tra il 2007 e il 2008. E poi ancora la guerra in Georgia nel 2008, il Libano nel 2006 e 2008, gli scontri tra i guerriglieri del Pkk e l’esercito turco nel novembre del 2007.
Il documentario
Per l'Ifad, il fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, dal 2010 ha coordinato le produzioni video in paesi in via di sviluppo. Ha realizzato anche documentari come “About Gaza”, che Simone Camilli ha girato insieme al collega Pietro Bellorini (qui sotto).
In Italia aveva seguito la morte e i funerali di Giovanni Paolo II, con il conseguente conclave per l’elezione di Papa Benedetto XVI e il naufragio della Costa Concordia davanti all’Isola del Giglio.
In tanti oggi ricordano il videoreporter, anche sui social netowrk. Su Twitter tanti i messaggi “marchiati” con l’hashtag #SimoneCamilli
Picasso a Firenze, 3 opere da non perdere
È lei la madrina della mostra fiorentina (vedi foto in basso), Dora Maar, amante e musa di Pablo Picasso, che si vede spuntare dalle locandine dell'esposizione di Palazzo Pitti, dal 20 settembre al 25 gennaio al piano nobile di Palazzo Strozzi.
È in ogni angolo della città, nelle gigantografie e sulle piccole targhe che penzolano nei bus. Per lei, per Dora, che come tutte le amanti del grande artista ha vissuto di un fortissimo amore-odio nei suoi confronti, questo è una sorta di riscatto essere la protagonista, il simbolo, dell'appuntamento fiorentino.
La mostra
Picasso e la modernità spagnola. Opere della collezione del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, curata da Eugenio Carmona, contiene 90 opere in totale di cui circa 35 del maestro, tutte di altissima qualità e tutte in arrivo dal museo madrileno. Ma quali sono i tre fiori all'occhiello?
Il Reporter ha selezionato i suoi preferiti. E ha deciso di raccontarveli un po'.
L'amante intellettuale e i guanti insanguinati
Pablo Picasso (Malaga 1881‐Mougins 1973) Ritratto di Dora Maar 27 marzo 1939, olio su tavola, cm 60 x 45. Collezione del Museo Reina Sofía, Madrid, DE01840, immagine soggetta a diritto d’autore
Il primo è, inutile dirlo, il Ritratto di Dora Maar del 1939. Chi non conosce bene la loro storia, deve sapere che il pittore e la fotografa francese – che avevano 26 anni di differenza – si incontrarono a Parigi grazie ad un amico comune, il poeta Paul Eluard.
Una delle prime volte in cui si videro Dora, che indossava dei guanti bianchi, era intenta a colpire con un coltello lo spazio tra un dito e l'altro, senza apparentemente prestare troppa attenzione alle ferite che si procurava e alle macchie ai suoi guanti candidi. Picasso ne rimase talmente colpito che conservò a lungo quei guanti su una mensola nel suo studio.
Di lì a poco cominciarono a frequentarsi e la loro relazione – molto turbolenta – andò avanti per nove anni. La Maar veniva continuamente umiliata dal pittore, anche se lui la considerò per molto tempo la sua musa, ritraendola in tantissimi dipinti.
Nel 1943 (dopo nove anni dal loro incontro) Picasso la lasciò e lei cadde in una profonda depressione, tanto che fu ricoverata e subì numerosi elettroshock. Nonostante questo, viene ricordata come una delle pochissime amanti del pittore che non morì suicida (se si può considerare una consolazione).
La modella giovanissima

Pablo Picasso (Malaga 1881‐Mougins 1973) Donna seduta appoggiata sui gomiti (Marie –Thérèse) 8 gennaio 1939, olio su tela, cm 92 x 73. Collezione del Museo Reina Sofía, Madrid, DE01162, immagine soggetta a diritto d’autore
Il secondo dipinto che abbiamo scelto ritrae un'altra delle sue amanti (che niente avevano a che vedere con la moglie, con la quale rimase sposato fino alla morte nonostante i pessimi rapporti), Marie-Thérèse Walter e si intitola “Donna seduta appoggiata sui gomiti (Marie –Thérèse)”.
Il rapporto con Marie-Thérèse, dalla quale il maestro ebbe anche un figlio e che fu lasciata per Dora Maar, era molto diverso da quello che avrà in futuro con la fotografa. Mentre Picasso considerava la Maar un'intellettuale, per la Walter nutriva soprattutto un'attrazione fisica.
La maniera differente in cui l'artista percepiva le due donne si capisce anche dal modo in cui le ha dipinte nel corso degli anni. Maria-Thérèse era sempre colorata e raggiante, mentre la Maar, cupa e melanconica. Anche lei visse un rapporto controverso col pittore e finì per uccidersi, qualche anno dopo la morte di Picasso.
Guernica: L'inno antifascista di Picasso

Pablo Picasso (Malaga 1881‐Mougins 1973) Testa di cavallo. Schizzo per Guernica 2 maggio 1937, olio su tela, cm 65 x 92. Collezione del Museo Reina Sofía, Madrid, Legato Picasso, 1981, DE00119, immagine soggetta a diritto d’autore
L'ultimo dipinto selezionato è il particolare dello studio preparatorio di uno dei più impattanti dipinti mai realizzati dall'artista. Si tratta della “Testa di cavallo” realizzato mentre stava studiando come comporre Guernica, il mastodontico capolavoro creato dopo il bombardamento aereo della città omonima, durante la guerra civile spagnola.
Il quadro fu creato per decorare il padiglione spagnolo durante l'Esposizione mondiale di Parigi del 1937 e su ordine dell'artista non sarebbe dovuto tornare in Spagna fino alla fine del fascismo.
E Picasso fu accontentato, perché per un periodo fu ospitato al Moma di New York e rientrò in patria (al Reina Sofia) otto anni dopo la morte dell'artista e sei dopo la scomparsa del dittatore Francisco Franco.
Certo, la Testa di cavallo – come gli altri disegni preparatori esposti a Firenze in una sezione speciale – non sono magniloquenti come l'enorme tela (oltre 7 metri per 3) custodita a Madrid, ma ognuno di essi contiene tutta la forza e il dolore che il pittore voleva esprimere il quel momento.
Reporter ucciso a Gaza: è il figlio del sindaco di Pitigliano / VIDEO
E’ il figlio del sindaco di Pitigliano il videoreporter morto nella Striscia di Gaza. Simone Camilli, 35 anni, stando a quanto emerge, ha perso la vita in seguito all’esplosione di un missile insieme ad altre sei persone.
IL LUTTO
E nel comune in provincia di Grosseto è subito scattato il lutto: “Tutte le manifestazioni in programma sono sospese fino a data da definire in conseguenza del grave lutto che ha colpito la famiglia del sindaco Pier Luigi Camilli”, si legge in una nota del Comune.
GIORNALISTI
Anche l’attuale sindaco di Pitigliano è un giornalista, così come il figlio, che ha perso la vita proprio mentre stava svolgendo il suo lavoro a Gaza (qui un videoreportage realizzato da Camilli ripreso da Youtube).
IL MINISTRO
Appresa la notizia, il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha espresso il suo cordoglio per la morte di Simone Camilli a Gaza. “La morte di Simone Camilli è una tragedia, per la famiglia e per il nostro Paese”, ha detto. “Ancora una volta è un giornalista a pagare il prezzo di una guerra che dura da troppi anni e per la seconda volta in pochi mesi piangiamo la morte di ragazzi impegnati con coraggio nel lavoro di reporter”, ha ricordato Mogherini.” E se ve ne fosse stato bisogno, l'uccisione di Simone dimostra ancora una volta quanto urgente sia arrivare a una soluzione finalmente definitiva del conflitto in Medio Oriente”, ha aggiunto. “Ai famigliari e agli amici di Simone voglio esprimere a nome mio e di tutto il governo le condoglianze per questa perdita così dolorosa”, ha concluso il ministro.
IL TELEGRAMMA DI ROSSI
Un messaggio di cordoglio arriva anche dal presidente della Regione Enrico Rossi, che a nome dell'intera giunta ha inviato un telegramma al padre del videoreporter. “La perdita di un figlio – scirve Rossi – è la prova più difficile che la vita possa metterci davanti. Confido che il calore e l'affetto degli amici e della famiglia possano spingerti a guardare avanti perché a noi che restiamo è data la possibilità di onorare il ricordo dei nostri cari rinnovando il nostro impegno per la pace e il bene comune. Sono certo che è questo quello che Simone ti chiederebbe”.
Aereo atterra a Firenze, principio di incendio
Fumo e fiamme sulla pista dell’aeroporto di Firenze, dopo che un aereo della compagnia Vueling è atterrato questa mattina allo scalo di Peretola. Subito dopo che il velivolo, proveniente da Parigi, ha toccato terra si è alzato una nuvola di fumo e alcuni addetti hanno visto una fiammata. Un “principio di incendio” viene spiegato.
I passeggeri, 120 circa, sono stati fatti scendere dall’aereo. Non ci sarebbero feriti, secondo quanto conferma la compagnia area anche tramite il suo account ufficiale su Twitter. Sul web circolano alcune foto in cui si vede l’aereo circondato da una nuova grigia, con i vigili del fuoco in azione.
A seguito al principio di incendio, all’aeroporto di Firenze si sono registrati ritardi nei voli in partenza e in arrivo. Il volo Vueling da Parigi era previsto in arrivo alle 10.55.
Bici in preferenziale, no dagli autisti Ataf: ”Troppi rischi”
Biciclette in corsia preferenziale, insorgono gli autisti dei bus. Gli abituali frequentatori delle linee gialle dicono no alla decisione di Palazzo Vecchio di aprire alle due ruote alcune preferenziali in città. Sei, per la precisione, tutte collocate al di fuori del centro storico, molto trafficate e prive di percorsi ciclabili sicuri. Da qui la richiesta al Comune di Firenze di fare marcia indietro, ritirando al più presto il provvedimento.
“TROPPI RISCHI”
La questione sicurezza – che la misura dell'amministrazione avrebbe voluto risolvere – è paradossalmente nel mirino dei conducenti dell'Ataf. I pericoli per le bici e non solo, è il loro parere, lasciando liberi i ciclisti di pedalare al fianco dei bus, anziché diminuire aumenteranno.
L'allarme arriva dai rappresentanti della Fit-Cisl: “I problemi di sicurezza legati alla circolazione delle biciclette nelle corsie preferenziali, che di fatto avviene già anche senza alcun provvedimento del Comune, sono stati pesantemente sottovalutati dagli uffici competenti”, attaccano.
PROBLEMI PER FRENATA E SORPASSO
Uno degli aspetti che più preoccupa gli autisti è la frenata. “Un autobus – dicono – pesa parecchie tonnellate e pur andando a velocità ridotta ha spazi di frenata molti lunghi avendo a bordo persone in piedi. La bicicletta invece può frenare in un metro e il fatto più pericoloso è che non ha una luce di stop, quindi in caso di frenata improvvisa sta allo sguardo dell’autista e alla sua prontezza frenare senza fare male a nessuno”.
Altra grana, il sorpasso. “La bici – dicono perplessi i conducenti dell'Ataf – dovrebbe viaggiare vicina al marcipiede, dovrebbe rimanere uno spazio sufficiente senza riga continua per sorpassare in piena sicurezza, passando ad almeno un metro e mezzo alla sinistra della bicicletta. Tutto ciò non è così scontato in una città come Firenze”.
RITIRARE IL PROVVEDIMENTO
I conducenti della Cisl infine puntano il dito contro i ciclisti indisciplinati, chiedendo maggiori controlli. “C'è chi percorre le preferenziali nei modi più impensabili e rischiosi – dicono -: contromano, distanti dal marciapiede, con il telefonino in mano, con gli auricolari nelle orecchie, facendo manovre improvvise”. Viene presa ad esempio via La Marmora, una strada molto trafficata dai mezzi di trasporto pubblico e che pur avendo nelle vicinanze una pista ciclabile “viene letteralmente invasa dai ciclisti, che mettendosi davanti ai bus non danno loro nessuna possibilità di sorpasso”.
In una parola, per gli autisti dell'Ataf, il provvedimento del Comune comporterà “troppi rischi”. Tanti da spingerli a chiedere a Palazzo Vecchio di ripensarci e fare marcia indietro: “Non si aspetti che si verifichino eventi spiacevoli” dicono.

