domenica, 1 Novembre 2026
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Loggia dei Lanzi, staccato un dito al ”Ratto di Polissena”

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Danneggiata la statua di Pio Fedi nella Loggia dei Lanzi.

LA SCOPERTA. Stamattina, intorno alle 8, un incaricato della sorveglianza diurna nella Loggia dei Lanzi ha scoperto che la falange di un dito della mano sinistra della scultura di Pio Fedi raffigurante “Il ratto di Polissena” era stata staccata. Tutte le dita di quella mano – viene spiegato – sono prodotto di integrazioni, rese necessarie da ripetuti atti vandalici (l’ultimo nel marzo 2009).

IL DITO. Il restauratore Alberto Casciani, che in questi giorni svolge l’incarico della spolveratura delle statue nella Loggia, ha comunicato che il dito era al suo posto nel pomeriggio di martedì 9, quando il ponteggio era nei pressi della scultura. Le telecamere, pur funzionanti e attive, non hanno fornito elementi utili a ricostruire l’accaduto.

IL LAVORO. La direzione degli Uffizi, da cui dipende la Loggia dei Lanzi, ha disposto che il frammento sia reintegrato dalla stessa ditta Casciani, che si è dimostrata disponibile a concludere il lavoro al massimo in due giorni e senza costi. Dell’accaduto è stato informato il Comandante dei Carabinieri della Stazione degli Uffizi.

D’Alema: ”Anche Renzi usa il jet”. Il sindaco: ”Pagato di tasca mia”

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Ancora un botta e risposta tra D’Alema e Renzi.

D’ALEMA. Tutto parte da un’affermazione fatta da D’Alema a La Stampa: ”Anche Renzi usa il jet”. Non solo camper, dunque, per il sindaco di Firenze, quel camper utilizzato per spostarsi nel tour elettorale che sta portando avanti in Italia in vista delle primarie del centrosinistra.

RENZI. Affermazione cui Renzi ha voluto subito rispondere, attraverso il videoforum di Repubblica Tv. ”Ho pagato un volo di tasca mia per andare al funerale di Piero Luigi Vigna, che è un pezzo di storia di Firenze, e non avevo altra possibilità che fare quaranta minuti di volo”.

Coppia di anziani trovata senza vita in casa

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Sono stati trovati senza vita all’interno della loro abitazione, e ora sul caso indagano i carabinieri.

LA SCOPERTA. L’episodio è avvenuto a a Piano del Quercione, nel comune di Massarosa, in Versilia. Qui la coppia di anziani coniugi è stata trovata senza vita in casa.

INDAGINI. E subito sono scattati accertamenti e indagini – portate avanti dai carabinieri – per fare luce sulla vicenda.

L’IPOTESI. Secondo quanto emerso, potrebbero esserci un incidente e un malore alla base del doppio decesso. L’ipotesi è che l’uomo possa essersi sentito male, e che possa essere morto dopo essere caduto. A quel punto la moglie avrebbe avuto un malore fatale.

GIORNI SCORSI. Il decesso dei due – secondo quanto emerso – risalirebbe ai giorni scorsi.

Novoli, tre ragazze arrestate per tentato furto in abitazione

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Arrestate tre ragazze rom per tentato furto in abitazione.

A NOVOLI. E’ stata la polizia ad arrestare a Novoli ieri mattina, con l’accusa di tentato furto aggravato in abitazione, tre donne di etnia rom. Senza fissa dimora, le giovani, di età compresa tra i 23 e i 26 anni, erano già conosciute alle forze dell’ordine per i loro precedenti di polizia per furti commessi in diversi città italiane.

IN VIA BARACCHINI. Le volanti le hanno trovate all’interno di un condominio in via Baracchini dove, poco prima, alcuni residenti le avevano sorprese per i piani. Quando sono rimaste bloccate all’interno dello stabile, con la polizia alle porte del palazzo, le tre hanno nascosto i “ferri del mestiere” sotto gli zerbini delle abitazioni e nel cestino dell’immondizia.

GLI “STRUMENTI DEL MESTIERE”. Gli agenti hanno ritrovato due lastre di plastica, solitamente utilizzate per forzare le porte delle abitazioni senza mandate, e un cucchiaino scheggiato e compatibile con lo strumento utilizzato in giornata per forzare il portone d’ingresso del condominio.

”Truffa dello specchietto” ai danni di un anziano, arrestati due siciliani

Scoperto a rubare, offre hashish al vigilantes per ”corromperlo”

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Sorpreso a rubare merce offre hashish al vigilantes per chiudere un occhio: arrestato un marocchino.

A NOVOLI. E’ successo ieri pomeriggio a Novoli, dove la polizia ha arrestato un cittadino marocchino di 23 anni per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Già sorpreso in diverse occasioni a rubare merce in un centro commerciale di via Baracca, l’uomo aveva pensato di ingraziarsi il vigilantes con dell’hashish.

HASHISH. Quando dopo l’ora di pranzo il dipendente, che proprio in mattinata aveva scoperto lo straniero con una bottiglia di whiskey nascosta dentro i pantaloni, se lo è ritrovato ancora una volta di fronte, lo ha accompagnato alle casse invitandolo a pagare la merce che aveva prelevato dagli scaffali. Arrivati alle casse, il magrebino ha tirato fuori un pezzo di hashish (12 grammi) e lo ha offerto all’addetto alla sicurezza che, senza perdere tempo, ha allertato il 113.

L’ARRESTO. Il marocchino è uscito dall’esercizio dirigendosi verso i giardini di via Allori. Quando è stato rintracciato dalla volante, prima si è disfatto della droga gettandola a terra, poi ha minacciato gli agenti con una bottiglia di vetro lanciando anche due lattine piene di birra contro i poliziotti. Recuperato lo stupefacente, il giovane è finito in manette anche per il reato di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

Sorpresi a rubare 125 litri di gasolio: arrestati

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Arrestati due rumeni sorpresi a rubare 125 litri di gasolio.

LE SEGNALAZIONI. Era da qualche tempo che i responsabili del cantiere per la costruzione della terza corsia dell’autostrada A1, lotto 4 e 5, ubicato a Scandicci in via di Triozzi, segnalavano ai carabinieri di Scandicci di aver subito, di notte, alcuni furti di gasolio. E’ iniziata così una serie di servizi perlustrativi da parte dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile.

L’APPOSTAMENTO. In seguito di questi servizi – viene spiegato – la scorsa notte i militari dell’arma hanno notato un furgone bianco parcheggiato nei pressi del cantiere che, alla vista dei carabinieri, si è allontanato a tutta velocità. I militari si sono messi all’inseguimento del furgone e, dopo poche centinaia di metri, sono riusciti a bloccarlo in via delle Prata.

TANICHE NASCOSTE. Qui i carabinieri hanno identificato i due occupanti in C.V. e A.M., rispettivamente di 28 e 29 anni, entrambi operai rumeni residenti nell’area fiorentina con alle spalle piccoli precedenti penali. Da un successivo controllo del furgone sono state ritrovate cinque grosse taniche di plastica da 25 litri ciascuna, contenti complessivamente 125 litri di gasolio, nascoste nel vano di carico.

L’ARRESTO. Fatte alcune verifiche, i militari del Radiomobile hanno accertato che il gasolio era stato appena rubato da alcuni mezzi pesanti parcheggiati all’interno del cantiere per i lavori della terza corsia. I due rumeni sono stati dunque arrestati per il reato di furto aggravato in concorso, mentre i 125 litri di gasolio sono stati restituiti al direttore del cantiere. Su disposizione del P.M. di turno dott. De Gregorio, gli arrestati sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della Compagnia di Scandicci in attesa della celebrazione del giudizio direttissimo disposto per la giornata di oggi.

Costa Crociere licenzia Schettino. Ma il comandante fa causa all’azienda

La compagnia lo licenzia e Schettino non ci sta.

IL LICENZIAMENTO. Lo ha confermato oggi Costa Crociere: come già disposto nei primi giorni di luglio, il comandante Francesco Schettino è stato licenziato. “Costa Crociere – precisa la società – conferma di aver concluso il procedimento disciplinare iniziato nei confronti di Schettino, a seguito del naufragio di Costa Concordia, disponendone il licenziamento. La compagnia ha ritenuto di applicare la sanzione del licenziamento in conformità con le norme di legge e contrattuali applicabili”.

LA CAUSA. Come ha riportato oggi il quotidiano La Repubblica, Schettino adesso avrebbe intenzione di fare causa alla compagnia. Il comandante infatti “ritiene di essersi comportato correttamente” e non accetta il licenziamento. Per questo motivo “attraverso i suoi legali, ha già impugnato il provvedimento davanti al giudice del lavoro contestando la motivazione per giusta causa e chiedendo reintegro e stipendi arretrati”. Certo è che prima di tutto è necessario che si stabiliscano, all’interno della principale vicenda giudiziaria, cause e responsabilità di quanto è accaduto la notte del 13 gennaio.

”Truffa dello specchietto” ai danni di un anziano, arrestati due siciliani

 

Simulano un incidente ai danni di un anziano, ma la polizia assiste all’intera vicenda e li arresta.

LA SIMULAZIONE. Protagonisti della vicenda sono due siciliani di trentuno e trentasei anni. I due stavano mettendo in scena la “truffa dello specchietto”: hanno affiancato sul lato destro l’auto di un anziano signore e il conducente siciliano ha colpito lo specchietto della macchina dell’anziano mentre con un gommino nero ha passato la mano lungo lo sportello della vittima, simulando una strisciata sulla fiancata.

IL RIMBORSO. Scesi dall’auto, i due siciliani hanno ovviamente attribuito tutta la responsabilità del fatto all’anziano signore che, pressato e intimorito dal modo di fare dei due, li ha accompagnati al più vicino bancomat e gli ha consegnato centocinquanta euro in contanti come risarcimento.

I TESTIMONI. Per i due siciliani però non è filato tutto liscio come avrebbero sperato: spettatori di tutto il finto incidente, infatti, sono stati proprio i poliziotti della squadra mobile. Gli agenti avevano notato un’auto sorpassare una lunga fila di macchine incolonnate in via Maragliano e avevano seguito con attenzione l’intera scena. Una volta davanti al bancomat e dopo la consegna dei soldi da parte dell’anziano, i poliziotti sono intervenuti a bloccare i due truffatori. L’accusa per i siciliani adesso è di truffa aggravata, danneggiamento e violenza privata.

Pieraccioni diventa serio su Facebook. Per aiutare chi ha bisogno

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Leonardo Pieraccioni diventa “serio” su Facebook. E lo diventa pubblicando una foto che ritrae dua bambini del Guatemala dopo una strage.

LA FOTOGRAFIA. “Ci sono fotografie che ti fanno sempre pensare ‘ma cosa potrei fare per aiutarli?’. Questa foto è sul Corriere della sera di oggi. Un bambino di sei anni sta cercando di consolare la sorellina di tre dopo una strage in Guatemala che gli ha sterminato la famiglia. Mi sono davvero chiesto se in questo mio spazio di facebook che riempio con totali bischerate ci potesse stare una foto del genere”, scrive il comico sulla sua pagina.

LA RISPOSTA. “Poi – continua – subito dopo sono andato a guardare su Google la situazione del Guatemala, dopodichè sono approdato al sito di AMNESTY INTERNATIONAL, http://www.amnesty.it/index.html che da sempre è vicina a situazioni anche come queste. Dunque la risposta alla mia domanda di prima è: ‘sì, se anche una paginetta di relax come la mia può servire ad andare a vedere i siti di certe organizzazioni, allora questa foto straziante ha ragione di essere qui'”.

APPREZZAMENTI. E i suoi tanti “amici” virtuali hanno dimostrato di apprezzare. Eccome. In poche ore, infatti, i “mi piace” erano già ben più di tremila.

Menarini, ”mille esuberi” dopo il decreto sui farmaci generici

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Menarini, annunciati mille esuberi.

L’ANNUNCIO. E’ avvenuto ieri, con un annuncio fatto ai sindacati dal direttore generale dell’azienda farmaceutica fiorentina, Domenico Simone. Il tutto sarebbe dovuto alle conseguenze del decreto Balduzzi, ovvero quello secondo cui i medici devono scrivere nella ricetta il nome del principio attivo invece di quello commerciale del prodotto.

LE REAZIONI. E le reazioni all’annuncio dell’azienda non si sono fatte attendere. “Durante l’incontro di verifica sulle prospettive aziendali – spiegano in una nota Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem del gruppo Menarini – la Direzione Generale ha annunciato un esubero di oltre mille addetti legandolo alle ripercussioni dei provvedimenti sulla Revisione della Spesa in materia di Sanità (c.d. Spending Review). Le OO.SS. a fronte di queste dichiarazioni hanno fortemente respinto la proposta aziendale ritenendola strumentale e avventata, oltretutto in assenza di un progetto industriale di sviluppo, chiedendone l’immediato ritiro e l’apertura di un tavolo sindacale”.

MOBILITAZIONE. “La dimensione degli esuberi annunciata – continuano i sindacati – è la più alta nel settore farmaceutico e nel panorama dell’industria italiana. Le OO.SS. già da domani (oggi, ndr) si attiveranno per richiedere un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) affinché la direzione aziendale rappresenti nella più alta sede istituzionale la sua proposta di politica industriale rappresentando Menarini, la prima multinazionale italiana del settore. Le OO.SS. annunciano immediatamente la mobilitazione di tutti i lavoratori attraverso il blocco degli straordinari, la cessazione di ogni forma di flessibilità, cui seguiranno assemblee con i lavoratori e iniziative di lotta dell’intero Gruppo coordinate a livello nazionale unitamente alle tre Confederazioni”.