domenica, 23 Agosto 2026
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L’ambone del Duomo non si fa (per ora). Bocciati i progetti di Paladino e Botta

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C’erano anche Mimmo Paladino, Mario Botta e Paolo Zermani, ma l’Opera del Duomo ha detto no e rimandato al mittente tutti i ptogetti presentati.

IL NO. L’Opera ha reso noto questa mattina che la Commissione chiamata a giudicare i progetti per la realizzazione di un ambone nella Cattedrale ”dopo un’accurata analisi degli elaborati presentati dagli artisti invitati, ha deciso di non accettare nessuna delle proposte pervenute”. “Trattandosi di un’opera storicamente e culturalmente così importante per la Cattedrale di Santa Maria del Fiore – recita il verbale redatto a conclusione dei lavori – la Commissione ha ritenuto, non avendo raggiunto una ragionevole unanimità di giudizio, che nessuno dei progetti presentati sia meritevole di realizzazione, pur apprezzando lo sforzo e le intenzioni dei partecipanti”.

RIFLESSIONE ANCORA APERTA. “Ringraziamo gli artisti e la commissione per il lavoro svolto – ha detto il presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore Franco Lucchesi – che ha prodotto opere pregevoli, apprezzate dalla commissione pur non avendo trovato su alcune di esser quel largo consenso che ne avrebbe consentito la realizzazione. Per la nostra istituzione, però, la realizzazione dell’ambone è una questione ancora aperta su cui intendiamo proseguire una riflessione”. Questa decisione conclude un percorso iniziato nel 2009 quando, in occasione di una giornata di studi promossa dal precedente cda dell’Opera, fu avviata una riflessione circa la possibilità di realizzare un ambone per la Cattedrale di Santa Maria del Fiore attuando così “un progetto antico quanto è la storia della cattedrale di Firenze”.

UN’IDEA CHE PARTE DAL 1366. L’intenzione di creare specifiche strutture per la proclamazione delle omelie nello spazio liturgico risale, infatti, al periodo costruttivo del Duomo, il 22 settembre 1366, quando gli operai dell’Opera deliberarono: “Che…ne le quarte cholonne si faccia a ciaschuna un perghamo bello e onorevole”: un progetto rimasto irrealizzato. Nel 2010, sotto gli auspici dell’Arcivescovo Giuseppe Betori, l’Opera di Santa Maria del Fiore ha così indetto un concorso ad inviti per la realizzazione di un ambone nella Cattedrale, nello spirito degli ordinamenti scaturiti dalla riforma liturgica promossa dal Concilio Vaticano II e precisati da successivi documenti della Conferenza Episcopale Italiana, come ricordato dallo stesso Cardinale Betori nell’intervento pronunciato nel 2009.

IL CONCORSO. Al concorso, il cui termine era previsto il 31 dicembre 2010, sono stati invitati a partecipare alcuni artisti o architetti italiani “secondo il criterio della qualità, della comprovata e documentata proposta culturale, in attenzione alle fasce generazionali, rispetto ad una geografia del territorio che comunque richiamasse l’attenzione sul genius loci fiorentino e toscano”. Vi hanno partecipato: Mario Botta, Massimo Lippi, Mimmo Paladino, Filippo Rossi, Enrico Savelli  e Paolo Zermani.

I PROGETTO. I progetti presentati sono stati giudicati da un’apposita Commissione istituita dall’Opera di Santa Maria del Fiore e composta da un gruppo di studiosi ed ecclesiastici di altissimo profilo accademico ed istituzionale. Vi hanno fatto parte: S. Em. Card. Raffaele Farina, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa (nella veste di Presidente); S.E. Mons. Alceste Catella, Vescovo di Casale Monferrato e Presidente della Commissione Episcopale per la liturgia; Prof. Pio Baldi, presidente della Fondazione MAXXI di Roma; prof.ssa Gabriella Belli, direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia; prof. Giovanni Carbonara, ordinario di restauro dei monumenti all’Università di Roma; prof.ssa Cecilia De Carli Sciumè, titolare della cattedra di Storia dell’arte contemporanea all’Università Cattolica di Milano; prof. Francesco Gurrieri, ordinario di Restauro dei monumenti all’Università di Firenze.

SELEZIONE. Tra tutti i progetti pervenuti sono stati selezionati quelli di Mario Botta, Mimmo Paladino e Paolo Zermani che sono stati invitati dalla Commissione ad un ulteriore approfondimento “in riferimento alla natura dell’ambone secondo le finalità previste dall’azione liturgica e nella sua relazione con l’importanza della cattedrale”.  Gli artisti si sono così impegnanti a far pervenire altri elaborati entro il mese di gennaio. Lo scorso febbraio la Commissione si è riunita e, dopo un’accurata valutazione e un’ampia discussione,  ha deciso di non accettare nessuna delle proposte pervenute.

Torna la Mostra dell’artigianato. Ma prima arrivano due ”anticipazioni”

Si avvicina la 76esima edizione della Mostra internazionale dell’artigianato (in programma dal 21 al 29 aprile alla Fortezza da Basso), ma prima nel menù ci sono due antipasti: due ”preview” in programma dal 30 marzo al 1° aprile nei centri commerciali Unicoop di Empoli e Prato. Un weekend – viene spiegato – all’insegna dell’arte del “fatto a mano”, reso possibile grazie a un progetto di collaborazione fra Firenze Fiera e Unicoop Firenze, nel corso del quale i visitatori potranno non solo ammirare lavorazioni in diretta e comprare manufatti di qualità, ma anche acquistare un biglietto scontato alla mostra, riservato ai Soci Coop (acquisto solo presso il Box Office a € 2,50 esibendo la tessera Socio).

IL PROGRAMMA. Protagonisti saranno ancora una volta gli artigiani, una dozzina per centro, messi in campo con la collaborazione di CNA e Confartigianato di Prato, CNA di Empoli e Confartigianato di Firenze. Complementi d’arredo, oggettistica per la casa ma anche proposte-regalo e accessori moda: questo quello che attende i visitatori.

FIRENZE FIERA. “Siamo molto contenti dell’accordo raggiunto con Unicoop Firenze che rientra nell’intento strategico della nostra società volto ad instaurare un rapporto più stretto e di proficua collaborazione  con le varie realtà imprenditoriali fiorentine e della Toscana – dichiara Antonio Brotini, presidente di Firenze Fiera – in un momento come quello che stiamo vivendo in cui l’artigianalità fa tendenza e detta le sue leggi nel multiforme pianeta della moda e del lusso, le due Preview di Prato e Empoli rappresentano un’occasione importante per approfondire e concretizzare percorsi di crescita e di business del comparto artigiano, patrimonio secolare della nostra città”.

UNICOOP. “Unicoop Firenze – dichiara Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne di Unicoop – ha aderito con entusiasmo e piena condivisione al nuovo progetto per l’edizione 2012 della Mostra Internazionale dell’Artigianato e queste due Preview stanno a dimostrarlo. Abbiamo trovato una visione comune nel contenuto che i promotori hanno messo al centro dell’edizione di questo anno: l’idea di ridare centralità al lavoro manuale, alle mani, che promuove qualità, bellezza ma anche tradizione e cultura enogastronomica e soprattutto ci ricorda le nostre radici, il nostro territorio in un periodo in cui la febbre da globalizzazione ha teso a rendere marginali valori come il lavoro manuale, trasferendo un’idea ‘culturale’ in cui il pensiero va nella direzione dei profitti ‘facili’, quelli per esempio al centro il lavoro e con esso l’artigianato è a nostro parere. Questo – conclude Vanni – è quello che abbiamo scorto nella volontà dei promotori e questo è quello che anche la nostra cooperativa pensa e auspica per il nostro futuro”.

Eunomia: tutti in classe con Moretti

 

È un ricco ventaglio di temi quello affrontato dal prossimo weekend di lezione di Eunomia Master 2012, il corso di alta formazione politico istituzionale promosso dall’Associazione Eunomia che torna venerdì 30 e sabato 31 marzo a Villa Morghen a Settignano (Firenze). ‘Prof per un giorno’, stavolta, saranno tra gli altri l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, il sottosegretario ai Beni culturali Roberto Cecchi, il presidente di Renault Italia Jacques Bousquet.

SABATO. Sabato 30, alle 15, il direttore della Fondazione Eni Enrico Mattei Giuseppe Sammarco e il presidente della Fondazione universitaria CEIS – Economia – Tor Vergata Luigi Paganetto parlano di Energie alternative. Alle 17.30, l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, e il presidente di Renault Italia e di Unrae Jacques Bousquet parlano di Trasporti e mobilità.

DOMENICA. Il giorno successivo, alle 9, il sottosegretario ai Beni culturali Roberto Cecchi e il docente di Istituzioni di Diritto pubblico all’università di Firenze Duccio Maria Traina si occupano di Paesaggio, patrimonio culturale e urbanistica. Alle 11.30 sarà poi la volta dell’assessore ai Beni comuni del Comune di Napoli Alberto Lucarelli e dell’amministratore delegato di Quadrifoglio spa Livio Giannotti che si occuperanno di Acqua e rifiuti.

”Mai vista una siccità così”: l’allarme degli agricoltori toscani

Cresce la preoccupazione per la siccità: a lanciare l’allarme, questa volta, sono gli agricoltori toscani. “Mai vista una siccità così’”, assicurano questi ultimi osservando il cielo, inseguendo le nuvole e facendo zapping sul televisore tra un bollettino meteo e l’altro, per capire quando, e soprattutto se, pioverà. E’ allarme in tutta la regione: a confermarlo è Coldiretti. Anche in Toscana si è registrato, un po’ come in tutto il centro nord del paese, un dimezzamento delle precipitazioni invernali.

GRANO E CEREALI. A risentirne, già nelle prossime settimane, saranno la produzione di grano (tenero e duro) e cereali (mais e orzo in particolare), che stanno per entrare in una fase cruciale. Un settore che in Toscana significa 12mila aziende, migliaia di addetti tra lavoratori diretti e indotto, 115mila ettari e una produzione, solo di grano, intorno ai 4,5 milioni di quintali. La crescente preoccupazione per le mancate piogge va così di pari passo con il bel tempo e temperature decisamente fuori stagione che, secondo Coldiretti, avranno un drastico effetto sulla resa ad ettaro con un abbattimento del 50% della produzione. La mancanza di piogge potrebbe costare, in termini di produzione, oltre due milioni di quintali di grano per un valore tra 50 e 60 milioni di euro.

PRODUZIONE COMPROMESSA. “Il deficit idrico accumulato è già pesante – analizza Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana – se entro 15 giorni non piove la produzione di grano rischia di venire compromessa seriamente. I cereali autunno-vernini, come il grano appunto, la cui produzione in Toscana è molto importante in particolare nel pisano, grossetano, livornese, sta entrando nella fase decisiva: senza acqua la fioritura e la maturazione sono in forte dubbio. Siamo preoccupati anche per mais, girasole ed orzo: abbiamo ancora alcune settimane per affrontare il nodo della semina. La situazione non è facile”. In difficoltà ci sono anche il settore orticolo, la tabacchicoltura e l’olivicoltura. Poca acqua, poco prodotto: “Ed anche i prezzi potrebbero risentirne – spiega ancora Marcelli”.

SICCITA’ INVERNALE. In trent’anni Paolo Nacci, imprenditore di San Miniato, 550 ettari di cereali tra Castelfiorentino, Fucecchio, Santa Maria a Monte e zone limitrofe, non avrebbe mai pensato di trovarsi ad affrontare una siccità invernale: “Ho visto e vissuto più di una siccità estiva – racconta Nacci – ma venivamo da un inverno piovoso. Questa volta veniamo da un inverno con piogge molto scarse e ci stiamo dirigendo verso un’estate molto calda e con scarsissime piogge. E’ un quadro che fa paura. Il clima è cambiato”. Eppure, in Toscana, la neve di questo inverno, solo alcune settimane fa, avrebbe dovuto portare qualche beneficio. Ma non è stato così: “La neve è caduta copiosa ma il vento l’ha spazzata via – spiega ancora Nacci – E’ come se non fosse nevicato. In Toscana c’è un proverbio: ‘Sotto la neve pane, sotto la pioggia fame’, che gli agricoltori conoscono bene e che spiega, con fare semplice, i ritmi secolari a cui siamo abituati. Se piove troppo il seme affonda e marcisce, se nevica al contrario, il seme germoglia bene con la primavera. Quest’anno è successo tutto ed il contrario: ha piovuto molto poco e la neve è stata spazzata via dal vento. I presupposti non sono a nostro favore. Proveremo con la danza della pioggia”.

15 GIORNI CRUCIALI. L’agricoltura toscana ha ora 15 giorni di fronte importantissimi per capire che estate e che raccolto sarà: “Tutto si gioca nelle prossime settimane che saranno determinanti – ammette ancora Marcelli – e se non piove sarà dura per l’agricoltura. E’ evidente che serve, alla nostra regione, un piano idrico pluriennale per affrontare il cambiamento climatico che è diventato ormai la regola e con cui dovremo probabilmente convivere nei prossimi anni”. Coldiretti chiede la realizzazione di pozzi e piccoli laghetti privati nelle campagne, e pensa al recupero delle acque, pratica che è destinata a tornare di moda, e all’impiego di strumenti moderni e tecnologici per meglio distribuire ed ottimizzare la distribuzione e l’utilizzo dell’acqua per l’irrigazione dei campi: “L’acqua è l’emergenza del futuro – conclude Marcelli – dobbiamo prepararci ad affrontarla”.

Il punto: Emergenza acqua: la situazione? ”Come alla fine di un’estate di siccità”

Le previsioni: Meteo, è primavera. Attese punte di 25 gradi

Cala il sipario sulle Mulina: addio ippodromo, ma il trotto è salvo

E’ calato il sipario sul celebre ippodromo fiorentino delle Mulina, dove ieri è andata in scela l’ultima corsa.

L’ULTIMA CORSA. Una data storica quella del 27 marzo 2012, quando per l’ultima volta i cavalli si sono dati battaglia pr arrivare primi al traguardo. L’ippodromo, infatti, ha definitivamente chiuso i battenti. Nato 121 anni fa, sono state moltissime le corse epiche che qui hanno avuto luogo. Alle Mulina, tra gli altri, hanno corso (e vinto) autentiche leggende dell’ippica come Tornese e, più recentemente, Varenne.

IL TRASLOCO. Una brutta notizia, insomma, per gli amanti del trotto, che però potranno continuare ad assistere alle corse anche a Firenze: il trotto, infatti, sarà trasferito all’interno dell’altro ippodromo presente in città, quello del Visarno, finora riservato soltanto al galoppo. Qui verrà realizzata una nuova pista, che dovrebbe esordire il prossimo 3 ottobre.

La Juventus ha scelto: è Jovetic il dopo-Del Piero

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Piace a mezzo mondo (del calcio), squadre inglesi in primis, ma la candidata principale per accaparrarsi il gioiellino viola Stevan Jovetic è un’italiana: la Juventus.

SEMPRE PIU’ RUMORS. I rumors di calciomercato si vanno intensificando su quello che potrebbe essere il colpo dell’estate: il trasferimento a Torino del montenegrino. Fantamercato? Sembra proprio di no. Dopo la brillante stagione che sta vivendo, la società bianconera vuol rafforzare la squadra per il prossimo anno, con acquisti mirati e di qualità. E con un obiettivo per niente semplice: trovare il sostituto di Del Piero.

L’IDENTIKIT DELLA JUVENTUS. E sarebbe stato proprio Jovetic il giocatore individuato come quello giusto allo scopo. Giovane, talentuoso, un “bravo ragazzo” che corrisponde in pieno all’identikit che la Juventus ha tracciato. L’assalto al giocatore partirà alla fine del campionato, per non destabilizzare una squadra ancora in corsa per scudetto e Coppa Italia.

LE MOSSE VIOLA. Ma la Fiorentina venderà veramente il suo gioiellino? Più volte, anche nel recente passato, è stata annunciata la sua incedibilità. Ma le leggi e le strade del calciomercato, si sa, sono imprevedibili. Tanto più che che la “rivoluzione” in casa viola, con il divorzio annunciato da Corvino, potrebbe cambiare le carte in tavola. Una preoccupazione in più, insomma, per i tifosi. Da rimandare però a fine campionato: ora c’è da conquistare, e al più presto, la salvezza.

Il lavoro non va: si toglie la vita pugnalandosi alla gola

Il lavoro andava male e si è tolto la vita. E’ successo ad un uomo di sessant’anni, agente di commercio, residente a Figline Valdarno.

L’ACCADUTO. Ha aspettato che la sua famiglia si allontanasse di casa per entrare in bagno e pugnalarsi alla gola, davanti allo specchio, accasciandosi per terra e morendo per emorragia.

I PROBLEMI AL LAVORO. Secondo quanto appreso da fonti vicine all’uomo, in famiglia lavoravano tutti e non c’erano particolari problemi economici, ma nell’ultimo periodo il suo lavoro era andato a calare drasticamente e non riusciva a più vendere le stesse quantità di prodotti nelle farmacie e nei negozi specializzati, faccenda che lo aveva fatto piombare in una forte depressione.

L’ARMA. L’arma con cui si è inferto il colpo mortale è un coltello trovato in casa. In un primo momento si era pensato ad un omicidio ma la casa era in rodine e non mancava nessun oggetto. La procura ha disposto l’autopsia.

Rui Costa fa 40: auguri ”O maestro”

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Tanti auguri “O maestro”. Rui Manuel César Costa, da tutti conosciuto semplicemente come Rui Costa, domani spegne 40 candeline. Il portoghese è nato a Lisbona il 29 marzo 1972.

GLI ANNI IN VIOLA. In viola ha vissuto sette stagioni (tra il 1994 e il 2001, quando passò al Milan), collezionando in tutto 215 partite e realizzando 38 gol. Ma facendone fare tanti, tantissimi altri. A un certo Batistuta, ma non solo.

IDOLO. Era appunto il 1994 quando il portoghese arrivò a Firenze dal Benfica. E ci mise poco, Rui, a farsi amare. In campo e fuori. Indimenticabili, per i tifosi, quegli anni: la Coppa Italia vinta nel 1996, la qualificazione e le notti magiche di Champions League. Una leadership divisa con un altro grandissimo campione, il Re Leone: poi, quando Bati venne ceduto, la fascia di capitano passò proprio sul braccio del portoghese.

L’ADDIO. Toccò anche a Rui Costa essere venduto: successe nel 2001, anno in cui la società versava in cattive acque. Passò al Milan (lo stesso anno Toldo fu ceduto all’Inter): indimenticabile il saluto con Firenze, in uno stadio pieno solo per dire addio a Rui Costa. La Fiorentina resta la squadra in cui il portoghese ha segnato più reti.

Il ”record” di un trans: 138 multe per divieto di sosta

E’ stata fatale, per un trans brasiliano di 47 anni, la 139esima multa per divieto di sosta. Fino a quel momento, infatti, era riuscito a non pagare le precedenti 138 contravvenzioni.

LA “COLLEZIONE”. Tutto è successo a Montecatini Terme, che in meno di un anno, da aprile 2011 a oggi, era riuscito nella non facile impresa di collezionate ben 138 multe, tutte per divieto di sosta. E tutte regolarmente non pagate.

L’ULTIMA MULTA. Ma, come detto, per il trans è stata fatale la 139esima multa: la sua auto era stata portata via con il carro attrezzi e, quando è andata a riprenderla al comando di polizia municipale, si è visto contestare gli arretrati e “presentare il conto”.

Festino a luci rosse, arrivano i carabinieri

E’ stato scoperto (e interrotto) dai carabinieri un festino a luci rosse che stava andando in scena in un podere abbandonato ad Aulla.

IL FESTINO. Protagonisti dell’episodio due uomini di 35 anni e una ragazza di 18: lei aveva raccontato ai genitori che sarebbe andata alla Festa della Nocciola. Invece aveva scelto di partecipare a una festa più “piccante”, che però potrebbe avere degli strascichi: i tre, infatti, rischiano ora una denuncia per violazione di domicilio.

“E’ UN SET FOTOGRAFICO”. All’arrivo dei carabinieri, i tre hanno provato a giustificarsi sostenendo che si trattasse di “un set fotografico, stiamo realizzando un book, questa è la nostra modella”, come hanno detto i due uomini ai militari indicando la ragazza. Ma per i carabinieri non era andata proprio così.