martedì, 25 Agosto 2026
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Rubava grandi elettrodomestici dai supermercati, arrestato

Lo scorso 21 ottobre, un fiorentino di 44 anni, era riuscito a svignarsela indisturbato da un supermercato con un televisore rubato sottobraccio.

IL SECONDO COLPO. Pochi giorni dopo il primo furto, il 29 ottobre fu riconosciuto dal personale dello stesso esercizio commerciale e finì nei guai con due denunce a suo carico: una per il furto consumato qualche giorno prima e una per truffa, smascherata quella stessa mattina.

LA TATTICA. Il modus operandi con il quale ha agito l’uomo in almeno 3 occasioni, l’ultima ieri, fatta eccezione per qualche piccolo dettaglio, è quasi sempre lo stesso. Entra a mani vuote nello store prescelto attraversando le casse per non incrociare in questo modo la vigilanza privata, impegnata al varco d’ingresso e all’uscita “senza acquisti”. Poi, solitamente visita il reparto elettrodomestici dove arraffa un oggetto voluminoso: uno stereo come in quest’ultimo caso o ad esempio un televisore, come nelle volte precedenti, e ne apre l’imballo per farlo sembrare usato. Con il pacco in mano, va dritto al punto informazioni dove recita sempre la stessa filastrocca chiedendo di poter effettuare il reso dell’oggetto “acquistato” ma del quale al momento non riesce a trovare lo scontrino, o magari “ricevuto in dono”. Infine, quando il personale spiega la necessità di presentarsi con lo scontrino fiscale per dar seguito all’operazione richiesta dal “cliente”, mette in atto l’ultima fase del piano: con la scusa di ripassare in seguito, porta indisturbato il bottino fuori dal negozio.

L’ARRESTO. Così ieri, pizzicato ancora una volta, la volante lo ha nuovamente denunciato per quest’ultimo furto, consumato intorno alle 16.30 presso un supermercato in via Di Novoli. La vigilanza privata lo aveva seguito dai monitor delle telecamere interne per tutta la durata della messa in scena con la quale era riuscito ancora una volta a varcare l’uscita con uno stereo sottobraccio.

Il Castello di Sammezzano, un capolavoro abbandonato

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Il Castello di Sammezzano si trova a Leccio, nel comune di Reggello. Al suo interno ci sono 365 sale. All’esterno invece, è contornato da uno dei parchi più belli della Toscana.

Transenne, bodyguard e braccialetti. Da H&M shopping a numero chiuso/FOTO

Hanno aspettato davanti alla porta chiusa dalle cinque del mattino, in attesa che le porte dello store H&M di via Por Santa Maria si aprissero e lasciassero spazio alle fashionistas assetate di shopping.

LA NUOVA COLLEZIONE. Sì, perché oggi la catena di abbigliamento low cost svedese ha dato il via alla vendita speciale della collezione disegnata da Marni. Stampe multicolor, tagli geometrici e linee che strizzano l’occhio alla primavera in arrivo, questi sono gli elementi che hanno mosso le moltissime clienti a sottostare alle regole dettate dal negozio del centro di Firenze (così come dagli altri della brand) che visti i precedenti di resse alle casse e tra gli stand, ha deciso di mettere in scena una session di shopping a numero chiuso. Come? In una maniera così scientifica che solo ad un marchio nordeuropeo poteva venire in mente.

SHOPPING A NUMERO CHIUSO. All’apertura (ore nove in punto) sono stati distribuiti bracciali di 14 colori diversi ad ognuno dei quali corrispondeva un blocco orario di 10 minuti. I fortunati possessori del braccialetto, che hanno fatto una levataccia per accaparrarselo, venivano chiamati dall’altoparlante del negozio specificando il numero del turno e come per magia le transenne (transenne!) e i molti bodyguard (bodyguard!) messi a difendere la neonata linea di vestitini  si spostavano e facevano entrare le fortunate. Tutto questo fino alle 12:30 quando il reparto è stato aperto a tutti e lo shopping è tornato ad essere libero.

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PER MARNI QUESTO ED ALTRO. Ma allora, perchè mettersi in fila e farsi ordinare come soldatini? “Beh non è la stessa cosa – spiega Martina, che esce dal negozio carica di sacchetti – ho dovuto aspettare un po’, questo è vero. Ma almeno ho potuto scegliere i capi che mi piacevano di più senza timore di non trovarli qualche ora dopo”. Della serie, per la moda, questo ed altro.

Camionista sbranato, catturati tutti i cani del branco

E’ stato catturato anche l’ultimo dei cani che, a fine febbraio, avevano attaccato e ucciso un campoionista. L’animale era l’unico ancora libero del branco.

LA TRAGEDIA. Il 27 febbraio scorso si era consumata la tragedia in una piazzola nel comune di Collesalvetti, in località Biscottino. Qui un campionista, Vito Guastella, si era fermato per agganciare un rimorchio al suo camion, quando è stato aggredito da un branco di cani randagi.

L’ULTIMO ANIMALE LIBERO. Per lui non c’è stato niente da fare. E ora è stato catturato anche l’ultimo animale protagonista di quell’assalto (gli altri erano già stati tutti presi): si tratta di un cane di grossa taglia.

LA CATTURA. La cattura, avvenuta questa mattina, è stata effettuata da una task force composta da veterinari della Asl, vigili urbani e carabinieri: dopo aver individuato l’animale, questi è stato immobilizzato dopo essere stato colpito con un dardo anestetizzante. Il grosso cane è stato così catturato e portato al canile.

COSA ERA SUCCESSO: Sbranato dai cani randagi, muore un camionista Tre indagati per il camionista sbranato dai cani randagi

Castello di Sammezzano, un edificio secentesco in stato d’abbandono / FOTO

Il Castello di Sammezzano si trova a Leccio, nel comune di Reggello, a circa trenta chilometri da Firenze. Un capolavoro che nei secoli ha visto il passaggio, al suo interno, di Carlo Magno, della famiglia fiorentina dei Gualtierotti, dei Medici, degli Ximenes d'Aragona e dei Panciatichi. Trasformato poi, nel dopoguerra in hotel di lusso, nel 1999 è stato venduto all'asta ad una società inglese. Da allora, è in stato d'abbandono.

LE ORIGINI. Sembra che il Castello di Sammezzano abbia ospitato al suo interno, nel 780, Carlo Magno accompagnato dalla moglie e dal figlio ma anche il Re Umberto I. Molti secoli più tardi l'edificio passò in mano alla famiglia fiorentina dei Gualtierotti fino al 1488. Successivamente passò tra le proprietà di Bindo Altoviti e tra quelle di Giovanni de' Medici. Nel 1564 il Granduca Cosimo I creò la cosidetta bandita di Sammezzano, un vasto territorio corrispondente a gran parte dell'attuale territorio del comune di Reggello, all'interno del quale era proibito pescare o cacciare senza permessi. Cosimo I lo donò poi al figlio Ferdinando, futuro Granduca.

I PANCIATICHI. Nel 1605 il castello di Sammezzano fu acquistato dagli Ximenes d'Aaragona e passò poi in eredità nel 1816 ai Panciatichi. L'aspetto attuale del Castello, lo si deve a Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona, nella duplice veste di committente ed architetto che, dal 1853 donò all'edificio lo stile moresco. Infatti la facciata ricorda molto il Taj Mahal e all'interno, le sale decorate da stucchi, sono ispirate all'Alhambra di Granada. Anche la Casa Guardia situata nel parco di Sammezzano, è stata progettata sempre dal Panciatichi mantenendo lo stile del castello.

IL CASTELLO VISTO DALL'ESTERNO.

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LE SALE. All'interno del castello sono presenti 70 sale, sebbene una leggenda popolare parli (erroneamente) di 365 stanze. Tra le sale troviamo la Sala Bianca, la Galleria fra la Sala degli Specchi e l'ottagono del Fumoir, la Sala dei Pavoni, dei Gigli, delle Stalattiti, dei Bacili spagnoli, degli Amanti e anche una piccola cappella. In questi spazi, concatenati e ampi, si nascondono nicchie, angoli e aperture. E ancora finestre, colonne e percorsi labirintici. Ma anche capitelli, archi, volte a ventaglio e cupole. Ogni stanza è diversa dall'altra, nessuna si ripete e mostra la propria originalità.

IL PARCO. Ma le meraviglie non si esauriscono all'interno. Il castello è infatti circondato da un parco, considerati tra i più vasti e belli della Toscana. Fu sempre Panciatichi che vi piantò alberi esotici e rari. Oggi, molte delle pante originali non esistono più. Ciò che caratterizza questa vasta area verde è la presenza di un gruppo di sequoie giganti, alte più di trentacinque metri, una delle quali ha un tronco di circa dieci metri. Panciatichi abbellì il parco con opere in stile moresco. Un ponte, una grotta con l'acqua dentro la quale era collocata una statua di Venere che, durante la guerra, venne portata via dai tedeschi, vasche, fontane ed altre opere in cotto. Alcune statue furono poi trasferite a Firenze nel palazzo Ximenes di Borgo Pinti. Il parco, attualmente è l'unica parte visitabile di Sammezzano.

L'HOTEL E LA VENDITA. Nel dopo guerra, il castello fu trasformato in un hotel di lusso con ristorante e camere in cui poter soggiornare. All'esterno, negli anni, fu aperto anche un piccolo bar, luogo di ritrovo domenicale per molte famiglie e giovani del posto che raggiungevano il parco per godersi una merenda sul prato di fronte al castello. Nel 1990 però, l'edificio venne chiuso perchè l'hotel cessò la sua attività e nel 1999, fu acquistato da una società inglese. Da allora, non è più visitabile ed è in totale stato di abbandono. Basta visitarlo dall'esterno per vedere i danni provocati dai vandali e dal tempo. Una bellezza inimitabile destinata a svanire ed essere dimenticata se non verrà salvata da nessuno.

IL ''MOSTRO''. Prima di arrivare al castello, passando da ''Sociana'', tra gli alberi svetta una gru arrugginita. Avvicinandosi sempre di più, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio ''mostro'' di cemento: piani e colonne e pavimenti tra il verde della natura. La struttura venne progettata intorno agli anni '70 e, una volta finita, sarebbe dovuta divenire un palazzo di congressi e albergo. Il ''mostro'' però, non fu mai completato e lasciato li, in mezzo al bosco. Una colata di cemento e una gru pericolante deturpano il luogo da oltre trent'anni. Nessuno che lo rimuove o lo recupera. Anche la gru, insieme agli alberi e alla vegetazione, sembra aver messo le radici.

GLI SCIACALLI. E come ogni cosa che viene abbandonata, anche Sammezzano è stato visitato dagli sciacalli. Molte finestre sono rotte, i lampioni esterni cadono a pezzi, le persiane crollano, le inferriate sono state tagliate. All'interno hanno portato via di tutto, dai lampadari ai rosoni. E dall'esterno, nel 2005, è stato rubato anche uno dei due ''leoni piangenti'' di terracotta risalenti al 1887. Sui leoni, si narra che gravi un'antica maledizione che predice a chi li viola, una morte analoga a quella subita dal padrone Ferdinando, deceduto nel 1897 per una paralisi progressiva. I leoni furono messi a guardia della cripta e vennero chiamati piangenti proprio perchè aspettavano il ritorno delle spoglie del padrone. Una fattucchiera predisse che chi avesse profanato le statue, sarebbe morto della stessa malattia. E sembra proprio che qualche anno fa, i ladri che hanno rubato il leone in questione, sian morti della stessa malattia. Ma forse, questa, è solo una leggenda.

Leggi la lettera di due direttori de il Reporter ai curatori del sito Save Sammezzano

Netturbini in sciopero, anche a Firenze

I netturbini incrociano le braccia. Succederà lunedì 12 marzo, quando è in programma sciopero nazionale del comparto igiene ambientale per l’intera giornata contro l’articolo 25 del decreto “Cresci Italia”.

LO SCIOPERO. Anche e le organizzazioni sindacali aziendali Cgil – Cisl – Uil – Fiadel di Quadrifoglio aderiranno allo sciopero: per questo motivo, su tutto il territorio dei 12 comuni serviti (Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Firenze, Greve in Chianti, Impruneta, San Casciano Val di Pesa , Scandicci,  Sesto Fiorentino, Signa, Tavarnelle Val di Pesa), durante lo sciopero saranno garantiti solo i servizi minimi essenziali.

ATTIVITA’ GARANTITE. Quali sono? Eccoli: raccolta e trasporto rifiuti definiti pericolosi; raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani per utenze scolastiche, mense pubbliche e private, ospedali, case di cura, ospizi, centri di accoglienza, orfanotrofi, stazioni ferroviarie ed aeroportuali, caserme e carceri; pulizia dei mercati, aree sosta attrezzate, aree di interesse turistico e museale. Saranno anche garantite – spiega Quadrifoglio – le attività di disinfestazione, derattizzazione, disinfezione, raccolta siringhe per casi urgenti e su segnalazione dell’autorità sanitaria, oltre al ripristino di condizioni di sicurezza e agibilità stradale. Sarà organizzato anche un presidio di pronto intervento e garantito il servizio del centralino telefonico ( 055 –73391).

POSSIBILI DISSERVIZI. Quadrifoglio – continua il comunicato dell’azienda – si attiverà, a partire dal giorno successivo, tutte le misure tese a normalizzare il servizio nel minor tempo possibile. Nonostante questo, quel giorno potranno però verificarsi disservizi sia nelle attività di raccolta che in quelle di spazzamento stradale, in orario diurno, pomeridiano e notturno.

Quando attraversare diventa pericoloso

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Le strisce pedonali che attraversano viale Giannotti, davanti al Centro Coop di Gavinana, sono tra le più pericolose di tutta Firenze. Tamponamenti, incidenti e investimenti sono molto frequenti. E per i pedoni è diventato ancora più difficile attraversare la strada da quando è stata creata la corsia preferenziale.

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Strisce pedonali, quando attraversare diventa pericoloso / VIDEO

Le strisce pedonali che attraversano viale Giannotti davanti al Centro Coop di Gavinana, sono tra le più pericolose di tutta Firenze. Auto che sfrecciano, pedoni che attraverso e bus che si fermano sono la causa dei sempre più frequenti incidenti stradali all’altezza dell’attraversamento pedonale.

I PEDONI. ”Da quando è stata creata la corsia preferenziale – ci spiega un pedone – per attraversare la strada in direzione della Coop, bisogna guardare a sinistra, a destra e di nuovo a destra”. Si perchè, la strada è divisa in tre corsie: una che porta in viale Europa, una verso piazza Gavinana e quella centrale è preferenziale, ovvero per gli autobus e i mezzi autorizzati. Il pedone si trova quindi in difficoltà nell’attraversare i pochi metri che lo separano da piazza Bartali. Oltre a dover guardare in tre direzioni prima di accingersi ad attraversare, il pedone deve stare attento alle auto che sfrecciano lungo il viale. Perchè, nonostante la strada sia abbastanza stretta, nonostante ci siano le strisce pedonali e la fermata del bus, le auto sfrecciano senza preoccuparsi del pedone che ha la precedenza. ”Da un lato, le auto non rallentano neanche in prossimità delle strisce – afferma un fiorentino – Dall’altro, c’è da dire che spesso i pedoni si buttano in mezzo alla strada senza guardarsi troppo intorno, certi che l’auto che sta arrivando, si fermerà”.

L’ATTRAVERSAMENTO PEDONALE.

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LE AUTO. E in effetti, le auto sfrecciano senza curarsi di cosa accade intorno a loro. Arrivano a gran velocità in prossimità delle strisce, a volte rallentano incerti, creando così dei dubbi nel pedone che sta cercando di attraversare. E infine, il pedone non attraversa la strada perchè non capisce quali siano le intenzioni del mezzo, lasciando a lui la precedenza. ”E’ tutta questione di inciviltà – spiega un uomo che da anni vive tra Firenze e la Francia – Non c’è più rispetto. Nessuno vuole più bene all’altro e neanche a questa splendida città. Quando sono arrivato a Firenze dall’Umbria, le persone si comportavano diversamente. Anche per strada c’era rispetto. Ma adesso, è tutto piombato nel caos”. E parlando della Francia, ci spiega ”In Francia, come in altri Paesi che non siano l’Italia, gli automobilisti, ma anche i pedoni, sono più civili. Se una persona è vicina alle strisce, anche se non accenna ad attraversare, l’auto si ferma. Poi, anche all’estro ci sono delle eccezioni. Ma in linea di massima, le auto si fermano. E non c’è tutta questa fretta di andare… chissà poi dove”, conclude.

L’AUTOBUS. E poi c’è il bus a complicare ulteriormente le cose. La fermata in direzione viale Europa, si trova in prossimità del marciapiede dove spesso le persone si accalcano nell’attesa del mezzo pubblico, sostando anche in strada. In direzione opposta, ovvero verso piazza Gavinana, la fermata si trova al centro della strada, su uno spartitraffico al lato della corsia preferenziale. Tutto questo provoca disagi tra gli automobilisti impazienti di giungere a destinazione e che non hanno la pazienza di sostare qualche minuto (forse anche meno) dietro ad un autobus che offre un servizio. Disagi tra i pedoni perchè devono prestare attenzione ad ogni passo che fanno anche se si trovano sulla strisce pedonali. E disagi per gli autobus che spesso devono ”scansare” le persone che lo attendono fuori dal marciapiede. Quindi, auto che sfrecciano, pedoni che attraversano e bus che si fermano, sono la causa dei sempre più frequenti incidenti stradali all’altezza dell’attraversamento pedonale in una zona mai deserta.

Riciclaggio di 1,7 milioni: undici indagati

La criminalità organizzata nel mirino della guardia di finanza di Firenze.

LE INDAGINI. Associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, truffa, fatturazione per operazioni inesistenti e presentazione di dichiarazioni fiscali infedeli: sono questi i reati contestati a undici indagati a conclusione di complesse indagini svolte dalle fiamme gialle del Gruppo di Firenze, per le quali il PM – dottor Pietro Suchan – proprio in questi giorni ha inoltrato al giudice per l’udienza preliminare la richiesta di rinvio a giudizio.

RICICLAGGIO. In sostanza – spiega la guardia di finanza – un imprenditore campano, residente a Vignola (Mo), sarebbe stato il perno centrale attorno al quale, tra il 2004 e 2005, si sarebbe sviluppato un complesso sistema di riciclaggio che ha visto coinvolti, da una parte, affiliati a clan camorristici napoletani/casalesi e malavitosi nolani, e dall’altra un imprenditore di Barberino del Mugello, titolare di un’impresa di trasporti ubicata a Vaglia (fallita nel 2006).

ALTRI INDAGATI. Le indagini, coordinate dalla Dda di Firenze, hanno permesso di focalizzare l’attenzione anche su altri 13 indagati, la cui posizione è poi stata stralciata dall’A.G. fiorentina. Proprio un filone investigativo di questa indagine ha permesso alla Dda di Bologna e ai finanzieri del Gico del Nucleo PT di Bologna di arrestare, nel marzo 2010, venti affiliati e fiancheggiatori del clan dei casalesi, da anni stabilizzatisi nel modenese.

Uno striscione per Rossella e Maria Sandra

Sorridono da Palazzo Vecchio a coloro che passano da piazza della Signoria Rossella Urru e Maria Sandra Mariani.

LO STENDARDO. Da questa mattina (e il giorno, 8 marzo, non è stato scelto a caso) al terrazzo di Palazzo Vecchio è stato appeso uno striscione con le foto sorridenti delle due donne rapite – in posti e momenti diversi – in Africa. “Rossella e Sandra libere”, recita lo stendardo esposto per non dimenticare le vicende di Rossella Urru e Maria Sandra Mariani, che si trovano ancora nelle mani dei loro sequestratori.

MARIA SANDRA MARIANI. Maria Sandra Mariani, fiorentina, era stata rapita il 2 febbraio 2011 in Algeria: di lei non si ha più notizia da molto tempo.

ROSSELLA URRU. Diversa la situazione di Rossella Urru, la cooperante italiana di 29 anni rapita in Algeria più di quattro mesi fa, per cui ultimamente erano stati lanciati molti appelli e che sembrava vicinissima alla liberazione. Ma così (ancora) non è stato.