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Bargello e altri 4 musei di Firenze gratis il 25 aprile

Biglietto a costo zero, per un’intera giornata. 5 musei di Firenze sono gratis il 25 aprile 2019: il Museo del Bargello, le Cappelle Medicee e Palazzo Davanzati, che fanno parte dello stesso circuito, oltre al Museo di San Marco e il Museo archeologico nazionale di piazza Santissima Annunziata.

Gli orari per il 25 aprile 2019

Il Museo nazionale del Bargello nella giornata di giovedì 25 è accessibile dalle 8.15 alle 17.00, con la possibilità di visitare gratuitamente anche la sezione speciale della mostra “Verrocchio, il maestro di Leonardo”, in corso a Palazzo Strozzi, ma con un’appendice anche nel museo di via del Proconsolo. La collezione permanente invece passa in rassegna capolavori del Rinascimento come il David e San Giorgio di Donatello.

In occasione della festa della Liberazione le Cappelle Medicee sono aperte dalle 8:15 alle 14:00, un’occasione anche per osservare gli ultimi lavori di restauro alla Sagrestia Nuova di Michelangelo, conclusi da poco.  Stesso orario il 25 aprile anche per il museo di Palazzo Davanzati (dalle 8.15 alle 14.00), dimora storica in cui fare un viaggio indietro nel tempo per riscoprire la storia di Firenze tra Medioevo e Rinascimento.

Bargello Cappelle Medicee Palazzo Davanzati gratis 25 aprile orari

Sempre nello stesso giorno anche il Museo di San Marco apre le porte gratuitamente a tutti i visitatori dalle 8.15 alle 16.50 (ultimo ingresso alle 16.20), senza la possibilità di prenotare. Il Maf – Museo archeologico nazionale è accessibile con ingresso libero il 25 aprile dalle 8.15 alle 14.00.

Perché i 5 musei di Firenze sono gratis per la Liberazione

L’iniziativa fa parte del programma del Ministero per i beni e le attività culturali #iovadoalmuseo, che ha previsto l’abolizione della prima domenica del mese gratuita nei musei statali ma con la possibilità per i singoli luoghi d’arte di decidere 8 giornate di ingresso libero. A queste date si aggiunge poi la settimana gratuita dei musei stabilita di anno in anno a livello nazionale.

Scoppio del Carro, colombina volo perfetto

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Volo senza intoppi per la colombina a Firenze. Durante le celebrazioni per la Pasqua, a Firenze nel tradizionale Scoppio del carro, la colomba (un congegno trasportato da un razzo innescato dal cero santo acceso in Duomo dall’arcivescovo, cardinale Giuseppe Betori) è partita dall’altare della cattedrale al momento dell’intonazione del Gloria, ha acceso i mortaretti, le girandole, e i fuochi d’artificio del Brindellone posizionato tra la chiesa e il Battistero, innescato lo spettacolo pirotecnico (seguito da migliaia di fiorentini e di turisti), ed è tornata al suo posto regolarmente, senza fermarsi: secondo la tradizione è segno di buon auspicio. A seguire il tradizionale sorteggio del Calcio Storico Fiorentino.

 

Calcio storico: il sorteggio per le semifinali

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Rossi contro Verdi e Bianchi contro Azzurri: ecco le sfide delle semifinali del Calcio Storico Fiorentino 2019. Il giorno di Pasqua a Firenze, come da tradizione, prima dello Scoppio del Carro in piazza Duomo, ha visto anche il sorteggio per l’abbinamento delle squadre del torneo che si svolgerà a giugno: sulla sabbia di Santa Croce scenderanno in campo per la prima partita, sabato 15 giugno, i Rossi contro Verdi. Il giorno successivo, domenica 16 giugno,si incontreranno invecei Bianchi e gli Azzurri. I due Colori vincenti si affronteranno nella finale del 24 giugno 2019, festa di San Giovanni, patrono di Firenze. L’anno scorso vinsero i Rossi.

sorteggio calcio storico

La Fiorentina non demerita ma la Juve vince e festeggia

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La Fiorentina perde (2-1) contro la Juventus all’Allianz Stadium regalando la certezza matematica dell’ottavo scudetto di fila ai bianconeri. I viola non hanno però demeritato ed avrebbero potuto chiudere in vantaggio il primo tempo dopo il gol di Milenkovic e il pareggio di Alex Sandro. Nella ripresa la Juve ha imposto di più il gioco fino al gol vittoria di Cristiano Ronaldo con deviazione decisiva di Pezzella

Per la rivalità esistente tra le due tifoserie è sempre amaro per il popolo viola vedere festeggiare uno scudetto della Juve al termine di una sconfitta , preventivata ma non meritata. La Fiorentina ha giocato molto bene nel primo tempo, è calata nella ripresa facilitando il gioco bianconero che, alla fine, ha trovato il gol vittoria. Adesso tutta la concentrazione è per la gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia in programma giovedì prossimo, 25 aprile, a Bergamo contro l’Atalanta. Allegri, senza Chiellini, Khedira, Douglas Costa, Dybala e Mandzukic, sceglie il tridente con Cristiano Ronaldo al centro, affiancato da Cuadrado e Bernardeschi. Montella schiera in difesa Hancko e sceglie per l’attacco Mirallas, Chiesa e Simeone facendo partire Muriel dalla panchina.

Primo Tempo

Bella Fiorentina nei primi 45 minuti. La squadra di Montella non ha timori reverenziali e al 6’ si porta in vantaggio. C’è uno scatto di Chiesa che mette in mezzo, uscita di Szczesny che poi si infortuna per un pestone rimediato da un compagno di squadra, il pallone resta vagante e il serbo scaglia la sfera in rete. E’ l’1-0. All’11’ subito l’occasione per il raddoppio. Mirallas non riesce a ottimizzare a dovere, da posizione favorevole, un ottimo passaggio di Chiesa. Al 20’ è Simeone a gestire malamente un contropiede. Passa un minuto e si vede la Juve con l’ex Bernardeschi che tenta una conclusione che si perde sul fondo. Al 32’ è Chiesa a pasticciare davanti al portiere bianconero non riuscendo a concretizzare una bella azione. Dopo due minuti è sempre Chiesa a provarci ma questa volta è il palo a negare il giusto raddoppio. Al 37’ dopo almeno tre occasioni fallite i bianconeri pareggiano. Corner di Pjanic sul primo palo, Alex Sandro gira in rete di testa. E’ l’1-1. Prima della pausa ancora un’occasione d’oro viola. Al 43’ è ancora Chiesa che, dal limite, fa partire un tiro si stampa sulla parte bassa della traversa. La sfera ricade sul terreno di gioco senza varcare la linea di porta. Poi Simeone tenta di colpire di testa la palla che finisce alta. Si va all’intervallo sull’1-1.

Secondo Tempo

La Fiorentina tanto intraprendente del primo tempo lascia il posto ad una squadra meno vivace nella ripresa e la Juve ne approfitta. Al 53’ Cristiano Ronaldo mette in mezzo all’area ed è Pezzella che devia, sfortunatamente, alle spalle di Lafont. E’ il 2-1 che regala lo scudetto ai bianconeri. Al 63’ è ancora Ronaldo a provare a segnare ma Milenkovic riesce a metterci una pezza. Stessa sorte tocca ad un tiro di Cuadrado fermato da Pezzella. Al 65’ è Lafont a salvare la porta con una grande parata su tiro di Pjanic. Proprio allo scadere è Szczesny, a tu per tu con Dabo, a salvare il risultato respingendo una conclusione di piede. Anche Muriel ci prova nel recupero ma senza successo. La Fiorentina non riesce a fermare la Juve che, seppur senza grandi entusiasmi, vince e si conferma Campione d’Italia.

L’allenatore

Per Vincenzo Montella conta la tanta sfortuna. “Faccio i complimenti alla Juve che lo scudetto non l’ha vinto certo oggi ma in tutto il loro percorso. Dispiace per il risultato perché la Fiorentina ha sicuramente creato qualcosa in più in termini di occasioni, ne ho contate cinque nitide nel primo tempo. Ora pensiamo a giovedì, anche se oggi poteva andare meglio. Contro l’Atalanta non credo che riusciremo a creare così tante occasioni o perlomeno dovremo essere più bravi a trasformarle in gol. Oggi siamo stati anche sfortunati con l’autogol e i due legni ma sono fiducioso, guardiamo avanti. Abbiamo giocato bene – conclude il tecnico viola – ma non abbiamo portato niente a casa. Ci dispiace perché la squadra ha creato tante occasioni, ci è mancato l’ultimo passaggio. Potevamo fare meglio, sopratutto contro una grande squadra come la Juventus, che nel secondo tempo ha fatto meglio”.

Intesa per gli esercizi storici (tra passato e futuro)

Un protocollo per tutelare i negozi con oltre mezzo secolo di storia, aiutandoli a guardare al futuro. E’ l’intesa firmata, nel caffè storico Giubbe Rosse, tra Comune di Firenze e Associazione degli Esercizi storici. L’obiettivo è valorizzare le attività commerciali con più di 50 anni di vita “che rappresentano un elemento prezioso di diversificazione dell’offerta e sono spesso simboli di cultura del lavoro e del saper fare di cui Firenze è grande interprete”, tra tradizione e innovazione, mettendo in atto forme di promozione congiunta.

A firmare l’accordo c’erano l’assessore allo Sviluppo economico Cecilia Del Re e il presidente dell’Associazione Gabriele Maselli.

Cosa prevede l’accordo

“Una firma – spiega Maselli – con cui si rafforza una collaborazione con l’amministrazione di fatto già avviata e mirata a sostenere attività che costituiscono un tessuto economico importante e qualificano l’offerta di una città che anche sotto questo aspetto è tutt’altro che anonima. Ci stiamo poi adoperando per sviluppare l’uso dei nuovi canali di comunicazione, oggi quanto mai essenziali per attrarre l’attenzione soprattutto su scala internazionale”. L’Associazione Esercizi storici tradizionali e tipici fiorentini riunisce circa 80 aziende  formate da artigiani, commercianti, attività ricettive, della ristorazione e dell’enogastronomia. Quest’anno parteciperà alla Mostra Internazionale dell’Artigianato Mida 2019, che aprirà i battenti alla Fortezza da Basso il 24 aprile con un’edizione che punta proprio sul “saper fare” dei maestri artigiani di Firenze.

“Come Comune – ha dichiarato  Cecilia Del Re –  abbiamo deciso di siglare questo protocollo d’intesa con l’Associazione esercizi storici con l’obiettivo di lavorare assieme in questa fase di monitoraggio sulle attività che possono entrare a far parte del nuovo Albo e per la promozione e valorizzazione del settore che intendiamo portare avanti, consapevoli del ruolo importante che le imprese storiche interpretano.

Via dei Serragli riaperta al traffico

Via i cantieri da via dei Serragli. Venerdì 19 aprile la strada è stata riaperta al traffico, con un giorno di anticipo rispetto a quanto previsto dalle tempistiche concordate dal Comune con i commercianti e come annunciato dal sindaco Dario Nardella durante un sopralluogo una settimana prima.

E’ terminata (con tre mesi di ritardo) la seconda fase dei lavori che interessano la strada dell’Oltrarno, e che sono iniziati a luglio dello scorso anno: sono finiti gli interventi per i sottoservizi, è stato risanato l’impianto idrico, è stata riasfaltata la carreggiata e rifatti i marciapiedi. La tregua dalle transenne durerà però solo due mesi: a fine giugno inizieranno i cantieri per l’ultimo tratto, quello da via Santa Maria a via di Serumido e poi da via di Serumido a piazza della Calza.

L’ex cinema Ciak riapre come Ciac

L’ex cinema Ciak riapre come Ciac. Dopo 10 anni di chiusura il vecchio cinema di via Faenza, rinasce come Centro Immagine, Alimentazione e Cultura, grazie dell’Istituto Italiano Internazionale Lorenzo de’ Medici e alla volontà di Carla e Fabrizio Guarducci.

Nei nuovi spazi, che verranno inaugurati a fine dicembre, troveranno posto corsi di cucina, una sala cinematografica, conferenze, seminari, degustazioni ed eventi. Il Centro sarà aperto agli studenti della Lorenzo de’ Medici, ma anche a tutta la città.

Dopo anni di abbandono l’edificio è stato acquisito dalla Lorenzo de’ Medici per essere completamente riqualificato e restituito alla città come uno spazio dinamico capace di accogliere diverse attività e al tempo stesso rispecchiare la missione culturale della scuola.

Nel nuovo Ciac la magia retrò di una sala cinematografica d’essai, si contrapporrà all’acciaio e al vetro di un laboratorio culinario avveniristico.

“Il Ciak è l’ultimo di una serie di luoghi che nel centro hanno ritrovato vita” ha commentato il sindaco Dario Nardella, durante un sopralluogo al cantiere. “E’ un segno del declino del centro storico che siamo riusciti a invertire”. Il primo cittadino ha ricordato che altre ex sale cinematografiche cittadine stanno per rinascere, come l’Ariston in piazza Ottaviani, dove verrà aperto un Museo del trenino, e l’Astra 2 in piazza Beccaria. Ancora nessuna proposta invece è arrivata per l’Eolo in San Frediano e il Supercinema in via de’ Cimatori.

Agli Uffizi la mostra (virtuale) sulla Pasqua

Gli Uffizi celebrano la Pasqua con una mostra virtuale. “La passione, la morte e la resurrezione di Gesù” è un esposizione online visitabile sul sito delle Gallerie degli Uffizi. Ad esserne protagonisti sono 12 dipinti presenti nelle collezioni delle Gallerie, realizzati tra il Medioevo e l’Ottocento, raffiguranti i più significativi episodi della Passione e Resurrezione di Cristo. Tra i capolavori ci sono  opere di  Tiziano, Agnolo Gaddi, Perugino, Rubens.

“L’universale valore culturale, oltre che religioso, delle celebrazioni pasquali suggerisce di accostarsi alle opere d’arte con occhio attento alle tematiche e al loro significato – commenta il direttore degli Uffizi Eike Schmidt – Con queste mostre periodiche dedicate alle feste più importanti dell’anno, il sito web delle Gallerie degli Uffizi si rivolge ai visitatori virtuali e reali attraverso “itinerari” inediti, che offrono ulteriori spunti di riflessione artistica e spirituale”.

L’iniziativa è stata promossa dopo il successo nel dicembre scorso di un’altra mostra virtuale, allora dedicata al Natale, ‘Oggi è nato per voi un Salvatore’.

“Pietre d’inciampo” per ricordare i deportati anche a Firenze

Passeggiare per Firenze e “inciampare” nella storia: nei sampietrini che ricordano i nomi di chi, durante il periodo nazifascista, fu deportato nei campi di sterminio (spesso senza fare più ritorno).

Le “Pietre d’inciampo” volute dalla Comunità Ebraica di Firenze su richiesta di alcune famiglie fiorentine per ricordare i propri familiari deportati  verranno posizionate in città a partire da gennaio 2020 in occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria: saranno circa 50 le targhe della dimensione di 10 centimetri per 10 che, in diversi periodi dell’anno e in diverse strade, verranno posizionate sul marciapiede di fronte alle abitazioni dei deportati.

“Per Firenze, da dove sono partite più di 300 persone che non hanno mai più fatto ritorno a casa, era un diritto-dovere posizionare le “Pietre d’Inciampo” dichiara il presidente della Comunità Ebraica di Firenze Daniela Misul.

“Sono i segni del passato che ricordano ferite rimaste aperte nelle comunità ebraica e cittadina e aiutano a stimolare in chi ci si ‘imbatte’ il ricordo dell’Olocausto e di tutte le vittime della deportazione nei campi di concentramento nazisti” ha commentato l’assessore al Welfare Sara Funaro. “Un modo per accompagnare tutte le famiglie nella volontà di rendere omaggio alle persone strappate dalle loro case e dai loro affetti” aggiunge l’assessore alla Toponomastica Andrea Vannucci, che ha presentato una delibera per dar via al  progetto approvata in giunta lo scorso 9 aprile. “Siamo a disposizione di tutte le famiglie che vorranno seguire questo percorso”.

La storia delle Pietre d’Inciampo

Le “Pietre d’Inciampo”, opere dell’artista tedesco Gunter Demnig nascono a metà degli anni ’90 per ricordare tutte le vittime della deportazione nei campi di concentramento nazisti, indipendentemente da credo religioso, appartenenza politica, origine etnica, nazionalità, orientamento sessuale. Hanno lo scopo di far “inciampare” in senso figurato le riflessioni dei passanti, invitandoli a ricordare il motivo per il quale i sampietrini si trovano in quel preciso luogo. In Italia ne sono posizionate 907 posizionate, 48 in Toscana.

Palazzo Medici Riccardi svela la sua storia

Palazzo Medici Riccardi svela un patrimonio, finora rimasto nascosto, con 2000 anni di storia. Le operazioni di scavo promosse dalla Città Metropolitana di Firenze, iniziate nel 2012 sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza, hanno portato al recupero degli ambienti interrati del cortile di Michelozzo, che ora sono diventati parte del percorso del Museo del palazzo.

L’Area degli scavi Archeologici, accessibile dal Cortile dei Muli è visitabile dal 19 aprile con il biglietto ordinario del museo, che integra e arricchisce così la propria offerta: oltre al Cortile e al Giardino – liberamente fruibili – il percorso include il Museo dei Marmi, i suoi tesori della Madonna con Bambino di Filippo Lippi , la Galleria Luca Giordano, e la Cappella dei Magi affrescata da Benozzo Gozzoli.

Duemila anni di storia in sette epoche

Le indagini archeologiche hanno rivelato sette epoche, da prima della fondazione della Florentia romana, fino all’età contemporanea: ogni epoca ha restituito porzioni di strutture murarie, pavimenti, fondazione, pozzi, scolmatori, scale, cisterne, e reperti.

E’ stata ritrovata anche una porzione dell’alveo del torrente Mugnone, di 8 metri, riconducibile al segmento dell’antico percorso del torrente che in età romana viene abbandonato e spostato a valle:  lo scavo ha portato alla luce vasellame da cucina e mensa, anfore per il trasporto dei prodotti alimentari, oggetti di vetro, strumenti di bronzo per impiego chirurgico e cosmetico, lucerne per illuminazione.

Al V-VII secolo d.C. risalgono invece i resti di una sepoltura, esposti lungo il percorso nell’esatta posizione del rinvenimento.

Palazzo Medici Riccardi, perché si chiama così

Del palazzo dei Medici, fondato su conglomerati realizzati in trincee profonde 6 metri rispetto all’attuale piano stradale di via Cavour, sono da evidenziare due pozzi da acqua e sei livelli pavimentali, tra cui il terzo livello è quello della stalla “magnifica”, chiamata così in onore di Lorenzo de’ Medici, che qui visse.

I Riccardi, proprietari dell’edificio dal 1659, si fecero promotori di numerosi interventi di ristrutturazione per i quali impegnarono 120.000 scudi, una somma tre volte superiore il prezzo d’acquisto dell’immobile.

Ceduto nel 1814 al granduca Lorena, il palazzo venne utilizzato come sede di uffici amministrativi. Tra il 1865 e il 1871, gli anni della Firenze Capitale d’Italia, fu sede del Ministero degli Interni, nel 1874 venne acquistato dalla Provincia di Firenze per 500.000 lire e ospitò, oltre agli uffici provinciali, il quartiere del Prefetto, la Questura e l’Ufficio Telegrafico. Nel Novecento, dopo l’11 agosto del 1944 nel palazzo s’insediò il Comitato Toscano di Liberazione Nazionale. Dalle macerie utilizzate come “vespaio” provengono frammenti di targhe lapidee del Ventennio, e i pezzi di un busto di marmo di Vittorio Emanuele III, il cui restauro è in corso. Visibile inoltre la vecchia apparecchiatura elettrica risalente agli anni ’60, una centralina del vecchio sistema tramviario di Firenze.

Le mostre in corso a Palazzo Medici Riccardi

Con un unico biglietto è  possibile visitare anche le mostre temporanee. Attualmente sono in corso “Heroes – Bowie by Sukita”, una retrospettiva  dedicata all’icona pop David Bowie ritratto dal fotografo Masayoshi Sukita, e “Omaggio a Caterina”, progetto proposto per le celebrazioni per i 500 anni dalla nascita della  Regina di Francia.

Attività e visite al Palazzo sono organizzate anche da MUS.E.