martedì, 28 Aprile 2026
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Aeroporto, lite nel Governo. La replica di Nardella, il via libera della Regione

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Favorevole il sottosegretario, contrario il ministro. Si riaccende il dibattito intorno alla nuova pista dell’aeroporto di Peretola dopo le posizioni contrastanti espresse negli ultimi giorni da due esponenti del Governo, il fiorentino Guglielmo Picchi, sottosegretario agli Esteri, e il ministro del Turismo Gian Marco Centinaio, entrambi della Lega. E nel pomeriggio, intanto, la Giunta regionale ha approvato il progetto di masterplan per l’ampliamento dello scalo di Firenze.

Ieri Picchi, in un’intervista a Repubblica, dichiarò: “Siri (Armando, sottosegretario alle infrastrutture, ndr) verrà il 19 ottobre a Firenze a spiegare i motivi tecnici per cui il master plan va fatto. […] Per opporsi ci dovrebbero essere validi motivi tecnici, e non ci sono, non politici”. Prima di concludere con un eloquente: “bisogna attenersi alla realtà delle questioni tecniche e considerare che è il governo nazionale che decide e che la Lega di governo è, per motivi tecnici, a favore dello sviluppo di Peretola”.

Posizione completamente ribaltata oggi dal collega di partito e di governo Gian Marco Centinaio. Il ministro, intervistato dalla stessa testata, ha smentito la posizione sostenuta da Picchi dichiarando: “Per mettere in sicurezza la pista non serve il progetto faraonico di Toscana Aeroporti. È Pisa che deve crescere. Da ministro e da ex operatore del turismo dico che Firenze, che è una città che ha una enorme massa di turisti che andrebbe decongestionata, deve migliorare la qualità del suo scalo non allungare la pista, non ne ha bisogno”. E ancora: “Quando ho visto il progetto ho detto: non serve a niente, è uno spreco di soldi grosso con Bologna e Pisa vicine”.

LA REPLICA DI NARDELLA

Una confusione che ha provocato la risposta decisa da parte del sindaco di Firenze Dario Nardella, che ha affidato il suo sfogo a un lungo post su Facebook. “Sulla nuova pista dell’aeroporto di Firenze – ha scritto Nardella – sto vedendo giochetti squallidi che avrei preferito non vedere. Ora basta. Non accetto che venga fatta una speculazione politica su un’infrastruttura utile e necessaria a tutta la città. Su queste cose non si scherza. Mi batterò con tutta la mia forza, con tutto il cuore. Giù le mani dall’aeroporto. Giù le mani da Firenze!”

 

IL VIA LIBERA DELLA REGIONE

E proprio mentre monta la polemica, nel pomeriggio è arrivato il via libera della Giunta regionale toscana al progetto di masterplan per il potenziamento dell'aeroporto, nel quale è prevista la realizzazione della nuova pista. In una nota la Regione spiega di aver ricevuto ieri le carte dell’Enac, l’Ente nazionale per l'aviazione civile, contenenti i chiarimenti richiesti sulle questioni legate alla difesa del suolo, all’ambiente, al paesaggio e alla tutela delle aree protette.

La Giunta, nella conferenza tecnica interna con gli uffici regionali competenti convocata straordinariamente per oggi, si è confrontata sulla documentazione dell’Enac e ha espresso parere positivo. “Con questo atto – ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – la Giunta si esprime in via definitiva sul futuro dell'aeroporto convinta, della necessità di conciliare sviluppo, ambiente e salute”.

Stupro studentesse, carabiniere condannato a 4 anni e 8 mesi

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4 anni e 8 mesi di reclusione: è questa la sentenza di primo grado emessa nei confronti di Pietro Camuffo, uno dei due carabinieri accusati di aver violentato sessualmente due studentesse statunitensi a Firenze, nella notte tra il 6 e il 7 settembre scorsi. Per l’altro carabiniere indagato, Pietro Costa, è stato confermato il rinvio a giudizio.

La sentenza del giudice Fabio Frangini arriva dopo che questa mattina, durante l'udienza preliminare, il dal pm Ornella Galeotti aveva richiesto per Camuffo una pena di cinque anni e otto mesi di reclusione.

Camuffo, presente in aula insieme ai suoi legali Cristina Menichetti e Filippo Viggiano, ha rilasciato una dichiarazione spontanea davanti al giudice, tornando a sostenere che il rapporto avuto con la studentessa era consensuale e che non fu lui a decidere di accompagnare a casa le ragazze conosciute in una nota discoteca fiorentina, ma che fu una decisione del suo collega. Camuffo ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato.

Per Pietro Costa, l’altro carabiniere indagato per il quale si procederà invece con rito ordinario, è stato confermato il rinvio a giudizio. Prima udienza il 10 maggio 2019.

sentenza carabinieri

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X anni e X mesi di reclusione: è questa la sentenza di primo grado emessa nei confronti di Pietro Camuffo, uno dei due carabinieri accusati di aver violentato sessualmente due studentesse statunitensi a Firenze, nella notte tra il 6 e il 7 settembre scorsi. Per l’altro carabiniere indagato, Pietro Costa, è stato richiesto il rinvio a giudizio.

TITOLO

La sentenza del giudice Fabio Frangini accoglie/ribalta/aggrava/alleggerisce la condanna di cinque anni e otto mesi di reclusione richiesta questa mattina dal pm Ornella Galeotti durante l’udienza preliminare.

Camuffo, presente in aula insieme ai suoi legali Cristina Menichetti e Filippo Viggiano, ha rilasciato una dichiarazione spontanea davanti al giudice, tornando a sostenere che il rapporto avuto con la studentessa era consensuale e che non fu lui a decidere di accompagnare a casa le ragazze conosciute in una nota discoteca fiorentina, ma che fu una decisione del suo collega. Camuffo ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato.

Per Pietro Costa, l’altro carabiniere indagato per il quale si procederà invece con rito ordinario, è stato richiesto il rinvio a giudizio.

Dai tetti di Firenze al palco di X-Factor: stasera tornano i BowLand

Dai piccoli locali di Firenze al grande palcoscenico di X Factor: per i BowLand, la band fiorentina che con la sua audizione ha stregato il pubblico di X-Factor, l’ingresso al grande talent show di Sky è a un passo. O meglio, a una sedia: quella che cercheranno di conquistare nel bootcamp in onda stasera dalle 21.15 su Sky Uno.

La loro cover di “Get Busy” di Sean Paul, completamente reinventata nei suoni e nelle atmosfere, ha letteralmente travolto il pubblico che lo scorso 27 settembre seguiva in tv le audizioni di X-Factor. Standing ovation, quattro “sì” da parte dei giudici e grande entusiasmo dei social network. Commenti, articoli di giornale, boom di visualizzazioni per i loro video, su tutti quello di una loro magnetica esibizione in una terrazza fra i tetti di Firenze. Persino, in certi casi, un vero e proprio tifo da stadio per la band di origine iraniana ma che da anni è di casa a Firenze.

Un tifo che si riaccenderà stasera per l’ultima puntata dei bootcamp di X-Factor, quando si scoprirà se i BowLand saranno riusciti a conquistare una sedia e con quella la qualificazione agli “home visit” dalla quale usciranno i nomi dei concorrenti veri e propri del talent show.

CHI SONO I BOWLAND

Il trio è composto da Lei Low, Pejman e Saeed, tre giovani iraniani che si sono conosciuti a Teheran durante gli anni del liceo e che poi si sono spostati a Firenze per proseguire i loro studi.

Il progetto musicale è nato nel 2015 e ha fatto di un particolare stile trip-hop il suo marchio di fabbrica, tra elettronica, influenze orientali, atmosfere eteree e “incursioni sonore” di rumori vocali e strumentali. Il gruppo, tra le tante ispirazioni, fa riferimento a Massive Attack, Cocorosie, Nicolas Jaar e Gorillaz.

Con i primi concerti a Firenze la band si guadagna una certa notorietà in città, che la porta ad esibirsi sui palchi del Glue Alternative Concept Space e del circolo culturale urbano BUH! di Rifredi in occasione del Middle East Now festival, oltre a festival fuori porta come la Festa della musica di Chianciano Terme (Siena).

Nel 2016 la formazione ha vinto il contest musicale “Toscana100band”, promosso dalla Regione, grazie al quale è riuscitia a portare in studio e a far uscire nel 2017 il primo album “Floating trip”, titolo che evoca proprio i sound “fluttuanti” della formazione.

 

Da Magritte a Duchamp: a Pisa in mostra il Surrealismo

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L’essenza del Surrealismo.  A Pisa, dentro Palazzo Blu, in occasione della mostra “Da Magritte a Duchamp” arrivano per la prima volta in Italia 150 capolavori del Centre Georges Pompidou di Parigi, alcuni dei quali difficilmente dati in prestito dalla  celebre l’istituzione d’Oltralpe: dipinti, disegni, sculture, oggetti collage, installazioni, fotografie, documenti d’archivio.

Un esempio? L’opera che da molti è conosciuta come la “Gioconda con i baffi” di Marcel Duchamp: nel  1930 l’artista provocatoriamente modificò uno dei dipinti più famosi al mondo, la Monna Lisa di Leonardo da Vinci, con baffi, pizzetto e un titolo che è un gioco di parole (in francese) “L.H.O.O.Q”.

Le date

Dall’11 ottobre 2018 al 17 febbraio 2019, a Palazzo Blu i visitatori si trovano davanti ai lavori di maestri del Novecento come René Magritte, Salvador Dalí, Marcel Duchamp, Max Ernst, Giorgio De Chirico, Alberto Giacometti, Man Ray, Joan Miró, Yves Tanguy e Pablo Picasso, messi in fila dal curatore Didier Ottinger.

La chiave di lettura è in particolare un anno, cruciale, per questo gruppo di artisti. Il 1929 segna una svolta nella storia del Surrealismo, tra rivoluzioni nelle teorie alla base del movimento, una ricca e prolifica stagione artistica e l’irruzione sulla scena parigina di Salvador Dalì.

Il Surrealismo a Pisa: le opere da non perdere

La maggior parte delle opere messe in mostra a Palazzo Blu sono state realizzate in un lasso di tempo che va tra il 1927 e il 1935: tra queste l’immagine simbolo dell’evento pisano, il capolavoro di Magritte “Le double secret” e, sempre dello maestro, “Le modèle rouge di Magritte”.

Da vedere inoltre il nucleo di dipinti firmati da Salvador Dalí, tra i quali figurano” Dormeuse, cheval, lion invisibles” del 1930 e “L’âne pourri” del 1928. E poi i grandi dipinti di Picasso, Mirò e De Chirico, i collage di Max Ernst, le sculture di Alberto Giacometti e Man Ray, le maschere in filo di ferro di Alexandre Calder, oltre alla già citata Gioconda con i baffi di Marcel Duchamp.

Salvador Dalí Donna dormiente cavallo leone invisibili

Spazio anche alla fotografia surrealista, che si afferma proprio nel 1929, con gli scatti di Brassaï, Lotar, Boiffard, Man Ray, Jean Painlevé, Claude Cahun.

Da Magritte a Duchamp a Pisa: orari della mostra, visite guidate, biglietti

La cooperativa Kinzica propone visite guidate a pagamento per gli adulti (durano circa un’ora, interessano tutto il percorso espositivo dentro Palazzo Blu), dedicate ai bambini accompagnati da un genitore (un’ora e mezzo con visita alla mostra e a seguire laboratori didattici) e per le scuole. Tutte sono su prenotazione al numero di telefonico 0502204650.

Questi gli orari della mostra: dal lunedì al venerdì  dalle ore 10 alle 19, sabato e domenica dalle ore 10 alle 20. Il biglietto di ingresso, che comprende anche l’audioguida, costa 12 euro. 10 euro per le convenzioni e i gruppi, bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni pagano 6 euro, gli studenti universitari 5, mentre il biglietto open 14 euro. I ticket possono essere acquistati anche online, sul sito ufficiale della mostra “Da Magritte a Duchamp” al Palazzo Blu di Pisa.

Traffico, Palazzo vecchio prepara la Task Force

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Una “task force” di tecnici, ingegneri ed esperti per decongestionare il traffico a Firenze. Dopo gli ingorghi che negli ultimi giorni hanno paralizzato le strade intorno alla Stazione di Santa Maria Novella, Palazzo Vecchio corre ai ripari mettendo insieme un team di professionisti: a loro il compito di trovare soluzioni in armonia con i nuovi passaggi delle tramvie. Le prime risposte sono attese tra un mese.

È stato il sindaco Dario Nardella a volere la task force, creata ieri nel corso della consueta riunione tra i tecnici comunali e quelli delle ditte impegnate nei cantieri della tramvia. Della squadra faranno parte i tecnici della Direzione mobilità e infrastrutture del Comune di Firenze, quelli di Gest, la società che gestisce la tramvia, affiancati da quelli di Firenze Parcheggi e di Silfi, l’azienda che si occupa dei semafori.

E proprio la regolazione dei semafori sarà uno dei primi punti da affrontare per tentare di sciogliere l’ingorgo che, in quella zona, si forma ormai non più solo nel fine settimana, ma anche nei giorni feriali. Domani la prima riunione del gruppo e il via al monitoraggio dell’area.

I Medici 2: in uscita 8 episodi su Lorenzo il Magnifico

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“I Medici” capitolo 2. Lorenzo, Giuliano, Bianca, Lucrezia ma anche Jacopo, Francesco e Guglielmo saranno i protagonisti della nuova stagione de I Medici – Lorenzo Il Magnifico, che torna in televisione dopo il record di ascolti del 2016 per I Medici – Masters of Florence.

Quando inizia la nuova serie

Un cast internazionale scelto dai produttori di Lux Vide e Rai Fiction per raccontare la Firenze (e l'Italia) del giovane, brillante e idealista Lorenzo de' Medici e di come egli diventerà poi “Il Magnifico”. La data di uscita è stata già fissata: gli 8 nuovi episodi andranno in onda su Rai 1 da martedì 23 ottobre per quattro prime serate consecutive (con la possibilità di vedere la prima puntata in anteprima a partire dal 16 ottobre) e saranno diffusi nel mondo anglofono in streaming dalla piattaforma online Netflix.

I Medici – Lorenzo Il Magnifico segue la scommessa fatta da Frantz Spotnitz e Nicholas Meyer di raccontare il periodo del Rinascimento italiano e fiorentino ad un pubblico moderno, non tanto attraverso gli episodi storici quanto invece guardando ai personaggi che lo hanno caratterizzato. Il messaggio e il significato ereditati da quel periodo diventano così la vera trama della storia. Da qui la scelta di narrare l'impresa del giovane e privilegiato Lorenzo de' Medici nel tentativo di cambiare la Repubblica di Firenze, di sovvertire l'ordine sociale e politico, a favore di uno che riteneva più giusto,  e la sua opposizione a Jacopo de' Pazzi che invece quell'ordine lo voleva mantenere e prenderne il controllo. Come assicurano Spotnitz e la produzione la serie non intende prendere una posizione politica, ma vuole invitare il pubblico a riflettere su come i Medici usarono il loro potere, non solo politico ma anche nel favorire l'arte e la cultura.

Guarda il trailer

I Medici 2 – Lorenzo Il Magnifico: le anticipazioni

Per questa stagione l'asticella della qualità è stata posta un po' più in alto. Infatti vi è maggiore attenzione e cura dei particolari, dei dettagli, non solo nei costumi ma anche nelle scenografie. Per dare maggiore realismo, le riprese si sono svolte per la maggior parte in loco, per le vie di Firenze, a Pienza, a Volterra, dove è stata ricreata la famosa battaglia, o ancora Milano e Roma. La sonorizzazione si fonde armonicamente con la colonna sonora, firmata anche questa volta da Skine Paolo Buonvino, entrambi assicurano un'accattivante e coinvolgente impalcatura di emozioni e suspense.

La fluidità della trama e dei dialoghi nasce dalla grande intesa del cast che vede affiancarsi star del cinema hollywoodiano e della televisione anglofona – come ad esempio Sean Bean, Daniel Sharman e Sarah Parish – e del cinema e delle serie televisive italiane, tra cui Alessandra Mastronardi, Aurora Ruffino, Matteo Martari, Filippo Nigro o ancora Guido Caprino e Raoul Bova, tutti diretti dai due nuovi registi Jon Cassar (per i primi 4 episodi) e Jan Maria Michelini.

Particolarmente interessante, infine, è l'attenzione data alle figure femminili, non donne sottomesse ma compagne forti e capaci di influenzare le decisioni degli uomini, al tempo veri attori degli affari politici ed economici. A cominciare dal personaggio di Lucrezia Tornabuoni (interpretata da Sarah Parish), moglie di Piero de' Medici e madre di Lorenzo, Giuliano e Bianca, si apprezza una donna e una poetessa molto raffinata pronta ad usare la sua forza e il suo carattere per sopperire alle debolezze del marito.

Medici 2 - Lorenzo Magnifico fiction episodi anticipazioni quando uscita

Non da meno sono anche le figure di Bianca de' Medici (interpretata da Aurora Ruffino), la coraggiosa sorella di Lorenzo innamorata di Guglielmo de' Pazzi disposta a tutto per vivere e salvare il suo amore, così come di Lucrezia Donati (interpretata da Alessandra Mastronardi) e di Clarice Orsini (interpretata da Synnøve Karlsen) rispettivamente la perspicace amante e la devotissima moglie di Lorenzo, due donne dalla forza e dalla cultura vasta e raffinata spesso sorvolata nei libri di storia.

E in tv arriveranno anche “I Medici 3”

Non resta dunque che augurare buona visione e ricordarvi che a questa seconda stagione seguirà l'anno prossimo una terza, sempre incentrata su Lorenzo Il Magnifico, ma nella sua età più matura.

Sul sito Raiplay anticipazioni e video inediti in streaming dedicati I Medici 2.

L’Astra 2 resta un cinema

Un cinema di Firenze che si salva, dopo innumerevoli chiusure. Il proiettore dell’Astra 2 di piazza Beccaria non si spegnerà per sempre. L’immobile, chiuso dall’inizio del 2015 e poi acquistato dalla Banca di Cambiano, si trasformerà: una parte diventerà una filiale dell'istituto di credito, l’altra rimarrà una sala cinematografica, rispettando il vincolo “salva-cinema” imposto da Palazzo Vecchio.

Il Comune di Firenze ha dato il via libera alla convenzione, con cui il nuovo proprietario degli spazi si impegna a mantenere per 10 anni l’attività di cinema su almeno il 60% della superficie della sala, ossia 450 metri quadrati, come previsto dal piano urbanistico. Un vincolo che rimane anche in caso di vendita.

Come rinascerà il cinema Astra 2 di Firenze

La Banca di Cambiano così realizzerà una nuova filiale dell’istituto di credito, ma la sala cinematografica resterà e potrà fungere anche da auditorium. I lavori dovrebbero partire tra poche settimane per concludersi all’inizio dell’anno prossimo, ma è ancora troppo presto per sapere quando ci sarà l’inaugurazione.

Cinema Firenze Astra 2

Questa buona notizia per i piccoli cinema fiorentini arriva dopo il salvataggio in extremis di un'altra sala storica, lo Spazio Uno di via del Sole, mentre il Manzoni di via Mariti diventerà un teatro-accademia.

Educazione alla cittadinanza, la raccolta di firme

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Dagli articoli della nostra Costituzione, alla conoscenza delle istituzioni italiane e quelle dell’Unione Europea, fino all’educazione alla legalità, per formare dei cittadini consapevoli. Materie che dovrebbero essere studiate sui banchi di scuola: per questo da Firenze è iniziato il cammino di una proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre nei piani di studio, nelle scuole di ogni ordine e grado, un’ora a settimana di educazione alla cittadinanza, con tanto di voto in pagella.

La raccolta di firme è già partita, ne servono 50mila, e sta riscuotendo un buon successo. Da più parti sono arrivate adesioni all’iniziativa lanciata dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dalla vicesindaca e assessora all'educazione Cristina Giachi, tra queste anche quella dell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni, che sostiene la campagna. Anche il Consiglio regionale della Toscana ha approvato una mozione, presentata da Elisabetta Meucci (Pd), chiedendo alla giunta regionale di promuovere la raccolta di firme tra i cittadini e le amministrazioni comunali.

La proposta di legge sull'educazione alla cittadinanza

“La nostra proposta di legge di iniziativa popolare – dice la vicesindaca  di Firenze – non è una critica allo stato dell’arte di questo insegnamento nelle scuole che avviene ora in modo trasversale, ma vuole aggiungere un elemento che è quello percepito dagli amministratori locali che quotidianamente si confrontano con cittadini che ignorano quanto sia necessaria la loro consapevolezza per gestire meglio le comunità civiche, per rispettarci di più, per poter esprimere meglio la nostra libertà”.

La bozza della legge è un testo aperto all’apporto del mondo della scuola e delle famiglie, spiegano i promotori, che lo hanno sottoposto a personalità come il rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta, il direttore della Normale di Pisa Vincenzo Barone, il rettore dell'ateneo fiorentino Luigi Dei, Riccardo Muti e Massimo Recalcati.

“Vogliamo far capire alle famiglie che questa competenza è fondamentale non solo per diventare buoni cittadini ma anche per realizzare pienamente se stessi –aggiunge Cristina Giachi – e lo vogliamo fare uscendo un po' da quella ipocrisia che in questi anni ha consegnato l'educazione civica ad un ruolo ancillare tale da non essere più avvertita, dalle famiglie, come una componente fondamentale nell'educazione”.

Qui sotto la mappa di tutti i Comuni dov'è possibile firmare, mentre sul sito a scuola di eroi si trovano tutte le informazioni sulla proposta di legge per introdurre l'educazione alla cittadinanza nelle scuole.

La storia di Michela Noli ad “Amore criminale”

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Michela Noli era una donna fiorentina di 31 anni. Bella, impegnata nel suo lavoro. Una coppia normale, lei e il marito Mattia. Prima che tutto precipitasse: si stavano separando e lui non lo accettava. Per questo l’ha uccisa. Una storia che il 15 maggio 2016 sconvolse Firenze, una storia di cui si è occupato “Amore criminale”, il programma di Rai 3 dedicato alle donne vittime di violenza e femminicidio, nella sua puntata di domenica scorsa.

LA STORIA DI MICHELA NOLI

Si erano sposati due anni prima, Michela Noli e Mattia Di Teodoro. Erano andati a vivere insieme, in una casa sulle colline sopra Careggi. Lei era hostess di terra all'aeroporto di Firenze, lui, due anni più della moglie, lavorava nella casa editrice della madre. Caratteri molto diversi, un matrimonio che stava finendo. Il marito in passato aveva sofferto di problemi psichici e aveva di nuovo cominciato a curarsi. Mano a mano che lei si allontana diventa geloso, ossessivo, manifesta desideri violenti a più riprese, ne parla con gli amici.

 

Il 15 maggio del 2016 Mattia convince Michela, che intanto era tornata a vivere dai genitori, a incontrarsi per un'ultima volta. Vuole restituirle una valigia e, dice, salutarsi mettendo da parte la rabbia. Lei acconsente, scende di casa e sale nella sua macchina. Appena si siede, lui blocca le portiere e parte verso una zona isolata, dove la uccide con 47 coltellate prima di suicidarsi.

 

Un dramma raccontato nella puntata di “Amore criminale” andata in onda domenica 7 ottobre, attraverso le testimonianze dei familiari di Michela e dei legali che si sono occupati di questa vicenda. Il programma, condotto da Veronica Pivetti, è disponibile sul sito di RaiPlay.

 

A Michela Noli, nel 2017, la città di Firenze ha intitolato un giardino pubblico, realizzato all’Isolotto in un’area verde che una volta era un vivaio, prima di rimanere abbandonata per decenni. Al centro del giardino c’è una panchina rossa sulla quale si legge: “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”.

 

 

Messaggio rilanciato anche dal sindaco di Firenze Dario Nardella, che ieri, a poche ore dalla messa in onda della trasmissione, ha voluto rendere omaggio a Michela deponendo un mazzo di fiori nel giardino intitolato a Michela. “Denunciate sempre chi vi fa del male – ha scritto Nardella in un post su Facebook –, non abbiate paura, perché la violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci. In memoria delle vittime di femminicidio. In memoria di Michela”.