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I 6 presepi di Firenze da vedere assolutamente

I presepi di Firenze sono piccole opere d’arte: gruppi di volontari lavorano con impegno durante tutto l’anno per creare queste “natività in miniatura” con scenografie mozzafiato, scorci suggestivi, personaggi realizzati a mano o in movimento grazie a marchingegni che ogni volta vengono migliorati.

Le principali chiese del centro storico mettono in mostra tanti presepi durante il periodo natalizio (da San Marco a Santa Maria dei Cerchi), ma ce ne sono molti anche in periferia. Vi facciamo scoprire i presepi più originali di Firenze per queste feste 2017.

Piazza Duomo

È il presepe fiorentino per antonomasia. In piazza Duomo, proprio accanto alla cattedrale e a due passi dall'albero di Natale, è allestita una capannuccia in legno che ospita le statue a grandezza naturale in terracotta, uscite da una fornace di Impruneta.

Attenzione però: diventerà un presepe vivente nel giorno dell’Epifania quando le figure in cotto saranno sostitute da personaggi in carne e ossa in occasione della Cavalcata dei Magi.

Dove: piazza Duomo

Quando: fino al 6 gennaio

Il presepe della Basilicata (ma in Santo Spirito)

È la novità 2017: il presepe monumentale della Basilicata è ospite a Firenze. Si tratta di un pezzo unico, curato dal maestro lucano Francesco Artese, che nel corso degli anni ha portato le sue creazioni in Europa e America.

Una tradizione natalizia itinerante che quest’anno è arrivata all’interno della basilica di Santo Spirito, con scenari suggestivi fatti di vicoli e scale, grotte e palazzi signorili, case scavate nel tufo e oltre 110 personaggi che rappresentano diversi momenti della vita quotidiana.

Dove: basilica di Santo Spirito

Quando:  fino al 4 febbraio 2018

Orari: gli stessi della basilica, giorni feriali 9.30-12.30 e 16-17.30; festivi 11.30-12.30 e 16-17.30; mercoledì giorno di chiusura

Informazioni sulla pagina sul sito della Basilica di Santo Spirito

Presepe Basilicata Santo Spirito Firenze

Hotel Rivoli e i suoi presepi

Spostandosi in via della Scala, l’Hotel Rivoli rinnova anche per il 2017 l’appuntamento con la mostra di 30 presepi artistici dell’artigiano Claudio Ladurini. Il quattro stelle ormai da sei anni consecutivi propone questa speciale rassegna natalizia: l’ingresso è gratuito, ma è possibile lasciare un’offerta in favore della Fondazione Tommasino Bacciotti. L’anno scorso sono state 4mila le persone che hanno visitato questa mostra.

Dove: via della Scala 33

Quando:  fino al 7 gennaio 2017

Orari: dalle 11 alle 23

Informazioni sulla pagina Facebook dell'Hotel Rivoli

Presepi Firenze 2017 - presepi artistici Hotel Rivoli

Uno dei presepi in mostra all'Hotel Rivoli

Presepe del Don Orione

A Campo di Marte da oltre 40 anni l’istituto Don Orione apre le porte per far ammirare il suo grande presepe meccanizzato, che propone diverse scene basate sulla Bibbia con personaggi in movimento. È accessibile per tutte le feste. Le offerte raccolte vanno all’istituto che accoglie adulti con disabilità intellettiva.

Dove:  via Capo di Mondo 34

Quando:  fino al 14 gennaio 2018

Orario: feriali 15.00 – 19.00, giorni festivi 10-12 e 15-19

Informazioni sulla pagina Facebook dell'Istituto Don Orione di Firenze

Presepe Don Orione Firenze

Presepe 2017 ai Bassi

È uno dei presepi meccanizzati più originali di Firenze e uno tra i più grandi in Toscana. Ogni anno cambia qualcosa nello scenario, con novità e nuovi arrivi tra gli oltre 60 personaggi in movimento che raccontano varie vicende bibliche grazie a un’audio-storia.

Il presepe ai Bassi, ospitato dalla chiesa dell’Argingrosso, richiama dal 2005 migliaia di persone, anche da fuori della città. La novità 2017 è la mostra di presepi artistici allestita in collaborazione con l’associazione “Amici del presepio”. E il 6 gennaio grande festa per i più piccoli.

Quando: fino al 7 gennaio 2018

Dove: presso la parrocchia SS. Nome di Gesù ai Bassi, via dell’Argingrosso (angolo via dei Bassi)

Orari: feriali 15.30 – 19.00, festivi 10.30-12.30 e 15.30 – 19.00

Informazioni sul sito del presepe dei Bassi

Presepe ai Bassi - presepi meccanizzati Firenze 2017

Un particolare del presepe ai Bassi

Lo storico presepe di Villa la Quiete

È il più vecchio della nostra guida ai presepi 2017 di Firenze: è stato realizzato da artigiani toscani della prima metà del diciottesimo secolo ed è conservato a Villa la Quiete. Per vederlo da vicino e per ammirare la storica residenza durante il mese di dicembre sono previste visite guidate straordinarie, in particolare sabato 23 e domenica 24 dicembre.

Dove: Via di Boldrone, 2 (tra Careggi e Castello)

Quando:  sabato 23 e domenica 24 dicembre 2017

Orari delle visite guidate:  14.30, 15.30 e 16.30

Per informazioni e prenotazioni:  tel. 055.2756444

E due presepi nei dintorni di Firenze

Per chi vuole prendere la macchina e fare un viaggio a caccia delle capannucce più belle segnaliamo l’allestimento 2017 del presepe di Lecore a Signa, un’opera di grandi dimensioni curata dall’artista Sauro Mari, che ogni anno rinnova gli scenari con materiali diversi (parrocchia di San Piero a Lecore, fino al 28 gennaio, prefestivi  17.00 – 19.30, festivi 15.30 – 19.30).

Consigliamo anche la via dei presepi di Castelfiorentino, 60 creazioni per le vie del paese fino a domenica 8 gennaio con tanti eventi e iniziative (sabato 15 – 19,30 domenica e festivi 10-12 e 15-19,30; dal 27 dic anche feriali 15-19,30, chiuso il 31 dicembre).

La magia del bignè da 60 anni a Gavinana

Metti una mattina qualunque: entrare in una pasticceria, e tra il profumo di vaniglia e cioccolato ritrovare storia, tradizione, ma anche famiglia e tanta emozione. È quello che si respira nella pasticceria Roberto di via Webb, a Firenze sud: “L’attività nasce nel 1958 – racconta Sandra Pacciani, la titolare – quando il quartiere stava nascendo e la strada era ancora sterrata. Il viale Europa ancora non esisteva”. “Il babbo era un pasticcere, lavorava da Robiglio in centro ed ebbe la voglia di mettersi in proprio. Non ci sono foto – scherza pragmatica – all’epoca c’era da lavorare. I primi tempi sono stati molto duri, poi è iniziata la realtà commerciale ed è cresciuta la zona”.

3 generazioni dietro alla pasticceria Roberto

Come sono cambiate le abitudini e i gusti in questi 60 anni? “Prima i clienti entravano e chiedevano 20 paste, oggi chiedono una bignolina, ma il lavoro di pasticceria è sempre il solito e noi abbiamo scelto di restare senza il bar. Nel 1987, alla morte del babbo, con mio marito ci siamo guardati e abbiamo pensato ai nostri figli, così abbiamo deciso di tenerlo. Nel frattempo i ragazzi sono cresciuti e Nicola non aveva più voglia di continuare la scuola, così gli ho proposto di aiutarmi. Si è appassionato, ha fatto molti corsi, è stato tanto in laboratorio con gli operai che gli hanno insegnato il mestiere e oggi eccoci qui”.

La magia bignè

Nicola Vasetti resta in disparte, poi si avvicina alla mamma e gli chiedo la prima emozione che ricorda legata a questo lavoro. Non è semplice, cerca tra le parole, poi mi parla della tecnica. No, ripeto, voglio il cuore: “Il bignè – esplode – nel bignè vedi la potenza della natura. Quando lo metti in forno esplode la magia”. Si commuove Nicola mentre mima la lievitazione del bignè e mi spiega: “Nella lavorazione le uova incorporano l’aria e la giusta temperatura del forno li rende lisci, compatti e vuoti dentro. E’ una bella emozione, mi dà i brividi tutte le volte”.

Cosa serve oggi per andare avanti? “Oggi ci vuole passione – dice – l’attività ha un valore affettivo e si va avanti con difficoltà, ma consapevoli della tradizione”. “La pasticceria – prosegue Sandra – è la vita di questa famiglia, e nonostante le difficoltà si cerca di andare avanti”. “Oggi tutti fanno tutto e il ruolo del cuoco è presentato con supponenza e arroganza. Dietro a questo lavoro – conclude Nicola – deve esserci tanta umiltà, deve essere la base per lavori come questo, per chi ha a che fare col cibo. Perché il cibo lo sente e per me è una grossa responsabilità nei confronti dei clienti”.

Sala esse, quel piccolo (grande) cinema di quartiere

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Ci sono cinema fuori dal tempo, in cui si respira ancora aria di famiglia. La folla è altrove, l’atmosfera è  ilassata. La Sala Esse, 250 poltroncine in via del Ghirlandaio, vicino a lungarno del Tempio, compie 30 anni di vita: nata nel 1987 grazie alla comunità dei Salesiani, oggi è un punto di riferimento per il quartiere, ma non solo.

Il cinema “con la esse”

Da dietro il botteghino si gode di un punto di vista privilegiato sul grande schermo. “Esiste sicuramente un notevole attaccamento delle persone a questa realtà, il pubblico non viene solo dalle zone limitrofe, ma c’è qualche spettatore fedele che arriva dai comuni vicini”, dice Federico Lombardo, che lavora qui come cassiere da 7 anni.

Il cine-team comprende poi il proiezionista e il volontario dell’Acec, l’associazione cattolica esercenti cinema, che cura la programmazione. “Siamo una sala di comunità, non apriamo tutti i giorni e i biglietti sono a prezzi popolari – spiega il cassiere – inoltre negli ultimi tre anni la programmazione si è ampliata”.

Programmazione anche per bambini

Il cartellone è diventato anche junior con film per i bambini ogni sabato e domenica pomeriggio. E i numeri stanno iniziando a ripagare l’impegno. Dopo un calo registrato tra il 2012 e il 2013, nel giro di tre anni e mezzo i biglietti staccati sono aumentati del 70 per cento, arrivando a sfiorare i 14mila
tagliandi tra settembre 2016 e giugno 2017.

Un buon risultato soprattutto per una piccola realtà come questa che propone cinema d’essai e che apre le porte solo quattro giorni su sette: una proiezione il martedì e il venerdì sera, quattro spettacoli invece ogni sabato e domenica. Alle pellicole periodicamente si affiancano alcune rappresentazioni teatrali, come quelle della compagnia “I Baccelloni”, legata sempre alla comunità dei Salesiani.

Sala Esse Firenze cinema Salesiani programmazione

La Sala esse e le promozioni

Anche qui, come succede in altri piccoli cinema di Firenze, la strategia per richiamare il pubblico passa dalle promozioni: con la newsletter si ha diritto al biglietto ridotto, mentre condividendo un post della pagina Facebook l’ingresso è a un prezzo mini, 3 euro. In più c’è il vantaggio del parcheggio gratuito per i clienti, al civico 40, un servizio piuttosto gradito dagli spettatori. E ora la Sala Esse si prepara al momento di punta, le feste natalizie, con aperture anche a Natale, Santo Stefano, la notte di San Silvestro e Capodanno.

Le serie tv da vedere in attesa del 2018

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Dicembre, si sa con le sue feste e tradizioni è il mese amarcord per eccellenza, a partire dai film che
passano in tv: “Mamma ho perso l’aereo”, “Una poltrona per due”, “I goonies” e tutte quelle pellicole
tipicamente vintage che nonostante abbiamo visto miliardi di volte restano sempre una garanzia. E così,
anche in attesa dei ritorni di stagione dalle pause invernali, perché non fare un tuffo nel passato anche per le serie tv?

Natale da brivido

Per gli amanti del macabro e sovrannaturale assolutamente da vedere I segreti di Twin Peaks
con le sue indagini sull’omicidio di Laura Palmer, (tra l’altro a maggio è uscito il sequel e potreste fare una  bella full immersion tra vecchi e nuovi episodi).

O ancora fare binge watching in compagnia degli agenti FBI Fox Mulder e Dana Scully con X –Files, in attesa dell’undicesima stagione annunciata per la stagione 2017/2018.

Gli evergreen (con sequel 2017)

Tra le serie TV del passato che ritornano Will & Grace (nuova stagione uscita a settembre)
oppure Una mamma per Amica che da poco ha tirato fuori anche 4 nuovi episodi dove la piccola Rory
Gilmore non è più così innocente come un tempo. Il tutto da gustarsi rigorosamente, sotto le coperte con in mano una bella cioccolata calda.

I musei di Firenze aperti a Natale, Capodanno ed Epifania

La Galleria degli Uffizi e l’Accademia, Palazzo Pitti e Palazzo Vecchio. Sempre più persone decidono di passare le feste nell’arte. Meglio però tenere a portata di mano la lista dei musei di Firenze che restano aperti tra la vigilia di Natale, il 25 dicembre, Santo Stefano, Capodanno e l’Epifania.

Il periodo natalizio offre l'opportunità di riscoprire anche luoghi meno battuti dal turismo di massa (per darvi una mano li abbiamo evidenziati nel testo), ma attenzione all'accoppiata Natale-Capodanno, perché in queste due giornate i musei visitabili saranno pochi: il 25 dicembre, addirittura, si conteranno sulle dita di una mano. Via libera ai capolavori invece negli altri giorni festivi e prefestivi con un'offerta per tutti i gusti. Vediamo nel dettaglio questo calendario dell'arte.

Vigilia di Natale

Ottima offerta di luoghi d’arte fiorentini aperti per la vigilia di Natale, mentre il 25 dicembre la stragrande maggioranza dei musei saranno chiusi. Il 24 dicembre vedrà aperte le strutture che normalmente sono attive la domenica e quindi: Uffizi, Galleria dell’Accademia, Palazzo Pitti, il museo di San Marco. Accessibili anche il Chiostro dello Scalzo e il Cenacolo di Sant’Apollonia. A questi si aggiungono le Cappelle Medicee con un’apertura straordinaria per la vigilia di Natale dalle 9 alle 13.50.

Imusei comunali: Palazzo Vecchio, Museo Novecento, Museo di Santa Maria Novella, Cappella Brancacci, il museo Bardini, la Fondazione Romano e il Cenacolo di Santo Spirito. E ancora sono accessibili il Museo del Duomo, Palazzo Medici Riccardi, Villa Bardini, il Museo di Casa Siviero, il Museo Horne, la Sinagoga e il museo ebraico, il Museo Stibbert, la Fondazione Zeffirelli, Palazzo Strozzi con la mostra “Il Cinquecento a Firenze”, casa Buonarroti. E poi Museo degli Innocenti  e Villa Bardini.

I musei aperti a Natale

Solo 3 i musei aperti per Natale a Firenze: il museo e la chiesa di Santa Maria Novella (aperta con orario 13-17.30); Palazzo Medici Riccardi, con la mostra “Made in New York” (dalle ore 10 alle 18) e la mostra di Palazzo Strozzi “Il Cinquecento a Firenze” (accessibile dalle 10 20).

Musei aperti Firenze 25 dicembre 26 dicembre 31 dicembre 2017 1 gennaio 2018 6 gennaio

Il museo di Santa Maria Novella

26 dicembre: cosa visitare a Santo Stefano

Tanti i luoghi aperti invece per Santo Stefano. 10 musei statali: la Galleria degli Uffizi, la Galleria dell'Accademia, Palazzo Pitti, il Bargello, le Cappelle Medicee, il Museo di San Marco, il Museo di Palazzo Davanzati,  i cenacoli di San Salvi, Sant’Apollonia e il museo Archeologico.

Tutti i musei comunali saranno visitabili, ad eccezione del museo Stefano Bardini, e quindi: Palazzo Vecchio con orario prolungato dalle 9 alle 23; il Museo del Novecento, la Cappella Brancacci, il museo di Santa Maria Novella.

Gli altri musei aperti: il Museo del Duomo, Palazzo Medici Riccardi, la Biblioteca Medicea Laurenziana, il Museo degli Innocenti, Villa Bardini, la Fondazione Zeffirelli e la mostra di Palazzo Strozzi. Tra i musei scientifici segnaliamo l'apertura straordinaria fino alle 18 del Museo Galileo.

Sul sito di Firenze Turismo trovate il pdf con la lista dettagliata degli orari dei musei il 24, 25 e 26 dicembre.

31 dicembre

Anche il 31 dicembre cade di domenica e quindi solo alcuni musei sono aperti. Per gli statali spalancano le porte le Cappelle Medicee, la Galleria degli Uffizi e quella dell’Accademia, il museo di Palazzo Davanzati e il museo del Bargello. Chiuso Palazzo Pitti. Tutti aperti quelli comunali da Palazzo Vecchio al Museo Novecento, passando per Santa Maria Novella, il Museo Bardini la Cappella Brancacci e la Fondazione Romano.

Visitabili anche il Museo del Duomo, Palazzo Medici Riccardi, il Museo degli Innocenti, Villa Bardini, la Fondazione Zeffirelli, la mostra di Palazzo Strozzi, il Museo Stibbert, Casa Siviero, la Fondazione Horne, il museo ebraico. 

I musei di Firenze aperti a Capodanno

Il primo gennaio 2018 a Firenze saranno aperti solo 7 luoghi d’arte. Tutti i musei statali (come gli Uffizi e l’Accademia) sono chiusi. Via libera invece in Palazzo Vecchio, Museo Novecento, Santa Maria Novella che aprono nel pomeriggio. Attivi anche al mattino Palazzo Medici Riccardi, Palazzo Strozzi e la Casa di Dante.

6 gennaio, aperti per l’Epifania

Maggiore offerta per chi vorrà passare la Befana al museo. 13 siti statali aprono le porte e in particolare Uffizi, Accademia, Palazzo Pitti, Cappelle Medicee, Palazzo Davanzati, Bargello, il Museo di Orsanmichele, di San Marco e quello Archeologico, i cenacoli di Sant’Appollonia, San Salvi, del Ghirlandaio e il Chiostro dello Scalzo.

Tutti visitabili quelli comunali da Palazzo Vecchio al Museo Novecento, passando per Santa Maria Novella, il Museo Bardini, la Cappella Brancacci e la Fondazione Romano.

Il giorno dell’Epifania si potrà entrare inoltre in Palazzo Medici Riccardi, Palazzo Strozzi, Museo del Duomo, il Museo degli Innocenti, Villa Bardini, Fondazione Zeffirelli, Museo Stibbert, Casa Siviero, Casa Buonarroti e di Dante. Rimandiamo sempre al sito di Firenze Turismo per gli orari dei musei aperti a Firenze il 31 dicembre e il primo e 6 gennaio.

E la domenica al museo (gratis)

E se non vi basta, ricordatevi che il 7 gennaio torna la domenica al museo, con tutti i siti statali a ingresso gratuito, mentre quelli comunali e Villa Bardini hanno il biglietto a costo zero per i residenti nella Città metropolitana di Firenze per l’iniziativa “Domenica metropolitana”.

Gli ‘amici’ che vogliono salvare il presepe

Tempo di Natale, di regali e dell’immancabile presepe. Quello allestito sul tavolino basso o in un angolo del salotto, dove spesso il gatto trova un comodo spazio tra le lucine e la carta pesta. C’è il presepe della nonna che non va toccato e quelli in cui capita che accanto al pastorello trovino spazio un drago o una principessa.

I tempi cambiano si sa, e una rilettura postmoderna del giaciglio non è più all’indice. Eppure la tradizione del presepe è più forte che mai, parola di presepista. “L’Associazione Italiana Amici del Presepio, nasce a Roma nel 1953, ma anche Firenze ha la sua tradizione – racconta Massimo Pucci vice presidente Aiap – e noi vogliamo mantenerla alta. A Firenze da visitare sono i presepi di S. Maria Madre della Chiesa e quello artistico dei Bassi”.

Come riconoscere un presepe toscano

Quali sono le peculiarità di un tradizionale presepe toscano? “Gli ambienti rappresentano le casette della nostra montagna, con gli intonaci scrostati e la pietra a vista e anche i materiali fanno la differenza. Le scenografie infatti sono in poliestere espanso, mentre ad esempio a Napoli usano molto il sughero”.

Associazione Italiana Amici del Presepio Firenze

Tra gli scopi dell’associazione anche quello di incrementare l’arte del presepe, tanto che l’associazione è attualmente impegnata in un progetto al carcere di Sollicciano dove dieci detenuti stanno imparando a fare un presepe: “Anche se  – prosegue Pucci – il lavoro non è semplice, dato che alcuni strumenti in carcere non possono essere utilizzati. La speranza è quella che in futuro siano in grado di insegnare a loro volta quest’arte”.

15 tappe per vedere le installazioni di F-Light 2017

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Da Ponte Vecchio illuminato per le feste, alle torri “vestite di colori”. Anche quest’anno F-light, Firenze Light Festival, regala sorprese ai fiorentini e ai turisti con tante installazioni luminose che animano fino al 7 gennaio il centro cittadino: in tutto sono 15 i luoghi coinvolti con video-mapping, proiezioni, giochi di luce, installazioni artistiche, attività educative e incontri.

Il tema di quest’anno è rappresentato dalle frontiere, intese come orizzonte e limite, in senso sia fisico che metafisico: dalle ultime frontiere della scienza ai confini geopolitici. Ecco quindi una “mappa” per non perdere neppure un’installazione luminosa.

Dalla Zecca alla Camera di Commercio

Il nostro cammino inizia da lungarno della Zecca Vecchia: proseguendo verso il centro incontriamo prima l'illuminazione scenografica della Torre della Zecca, poi – guardando verso l’altra sponda dell’Arno – quella di Torre San Niccolò. Continuando sui lungarni arriviamo fino in piazza Mentana: qui la facciata del palazzo della Camera di Commercio è animata fino all’11 gennaio da un video-mapping che racconta con una cascata di lettere e numeri la storia di questa istituzione, dalle radici storiche agli obiettivi futuri. Le proiezioni sono accompagnate da una speciale illuminazione sulla facciata di Lungarno Diaz.

Video-mapping su Ponte e Palazzo Vecchio

Andiamo ancora avanti per ammirare la nuova “veste di luce” di Ponte Vecchio, che grazie a un video-mapping realizzato con il patrocinio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), per riflettere sul tema dei confini e delle migrazioni, grazie a un progetto realizzato da IED, Istituto Europeo di Design.

Questa “passeggiata luminosa” continua prima al Gallery Art Hotel di Vicolo dell’Oro, che in occasione di F-Light “indossa” le luci e i colori di Andy Warhol, poi in piazza della Signoria dove la Torre di Arnolfo diventa una sorta di faro: è illuminata dai 17 obiettivi globali dell’Onu per lo sviluppo sostenibile, che i Paesi di tutto il mondo si sono impegnati a perseguire. 

F-Light 2017 alla Loggia del Porcellino e alla Rinascente

Spostandosi invece alla loggia del Porcellino, sulle volte del Mercato Nuovo tre artisti ridisegnano grazie alla luce il profilo architettonico di questa struttura. La multi-installazione è firmata da Yannis Kraniditios, RaumZeitPiraten e Jose Angelino, mentre il progetto è a cura di Valentino Catricalà.

Proseguendo verso piazza della Repubblica troviamo il tradizionale “abito delle feste” del palazzo che ospita la Rinascente: un lungo tappeto di luci che anima l’intera facciata da cima a fondo. Da qui ci spostiamo verso piazza Santa Maria Novella, perché quest’anno il Museo Novecento è entrato di diritto a far parte di F-Light, grazie alla mostra di Adrian Paci, “Di queste luci si servirà la notte” che per la prima personale fiorentina ha dedicato un proprio lavoro al tema della luce e dell’acqua.

San Lorenzo e Palazzo Medici Riccardi

Da qui andiamo in San Lorenzo. La Basilica è una “tela” su cui viene proiettato un racconto fantastico: brevi fiabe silenziose, con gigantesche balene e dirigibili, in un Nord idealizzato e lontano. E poi uccelli, animali, insetti, edifici, paesaggi, tracce, per un progetto risultato di un percorso di ricerca di giovani artisti, curato da MBVision e ISIA. Poco più in là la facciata del Mercato Centrale è rivestita da una particolare installazione luminosa in facciata, oltre che da una “tenda” di luci all’interno del mercato. 

Ci voltiamo verso Palazzo Medici Riccardi, dove ogni sera dalle 18.00 alle 22.00, il Cortile del Michelozzo vive di nuova luce grazie all’installazione “Limen”: sette asci di luci illuminano degli specchi sul pavimento, creando un gioco di riflessi. Grazie a degli speciali sensori, il visitatore diventa protagonista dell’installazione, interagendo con il movimento dei fasci di luce. Il progetto è a cura di Olo Creative Farm ed è promosso insieme alla Città Metropolitana di Firenze.

Flight 2017 Firenze Light Festival dove vedere le installazioni, programma

La fine del viaggio luminoso sulle tracce del Firenze Light Festival

A questo punto abbiamo due opzioni. La prima: ci dirigiamo in Oltrarno per osservare sulla facciata della basilica di Santo Spirito “Dimora Luminosa”,  la proiezione delle opere dei partecipanti alla open call lanciata da IED sul tema delle frontiere a cui hanno risposto 15 realtà fiorentine tra scuole, asili, associazioni e centri anziani. Infine andiamo verso Porta Romana, che fino al 7 gennaio al calar della sera vede illuminate in modo scenografico le torri e le porte dell’antica cinta muraria di Firenze. La seconda opzione è dirigersi verso Porta a Prato per gustarci l’illuminazione speciale di questo monumento. E se non ne avete abbastanza date uno sguardo anche alle luminarie di Firenze.

Tutti i dettagli sul sito di F-Light 2017 – Firenze Light Festival.

Nuova illuminazione per Sant’Ambrogio

Un “vestito di luce”, fatto su misura per rischiarare durante la notte la facciata della chiesa di  Sant’Ambrogio. Lo storico edificio ha un nuovo impianto di illuminazione, progettato e realizzato da Silfi spa, società che gestisce tra le altre cose la rete di lampioni, i semafori, le telecamere di videosorveglianza e la fibra ottica di Firenze.

Sono stati installati 20 apparecchi led a basso consumo energetico che consentono di illuminare 250 metri quadrai di superficie, anche con soluzioni studiate ad hoc, come le luci pensate per le finestre monofore, riducendo al minimo l'impatto di questi dispositivi sulla facciata.

Tecnologia e arte per Sant'Ambrogio

“Con questo intervento Firenze vede arricchirsi ancora la sua illuminazione monumentale a led, combinando sensibilità artistica e tecnologie all’avanguardia, il tutto grazie all’altissimo know how delle maestranze e dei progettisti di Silfi, che permettono alla città di essere considerata un punto di riferimento europeo sul tema”, spiega il presidente di Silfi spa Matteo Casanovi. L'impianto è stato inaugurato in occasione di F-light, Firenze Light Festival.

Nei giorni scorsi, il 9 dicembre, è stato inaugurato anche il nuovo impianto di illuminazione delle pensiline esterne del mercato di piazza Ghiberti, poco lontano, con l'obiettivo di aumentare vivibilità e sicurezza in tutta la zona anche dopo il calar del sole. Prima ancora è stata realizzata l’illuminazione artistica della Sinagoga, tutt'ora l’intervento illuminotecnico monumentale più spettacolare e visibile degli ultimi anni.

La chiesa dell’Isolotto compie 60 anni

All’inizio era una chiesa solo per metà. “Seguivamo messa di fronte a un tendone, che ci separava dalla parte non finita: mancava ancora l’abside”, ricorda chi l’ha vista nascere dal nulla, quando ancora da queste parti le case erano una manciata e tutto intorno esistevano campi e poco più.

La chiesa dell’Isolotto, prima “cattedrale” in quel “deserto” alla periferia di Firenze, compie 60 anni il 22 dicembre e festeggia l’anniversario della consacrazione la stessa sera con un concerto-spettacolo dei vari gruppi che animano la parrocchia, dal teatro alla musica.

La storia della chiesa dell'Isolotto

La nascita della parrocchia del quartiere precedette l’edificio di culto: fu istituita nel 1955, un anno dopo la consegna dei primi alloggi popolari, e trovò una casa temporanea nell’oratorio della Madonna
delle Querce
, cappella quattrocentesca in via Palazzo dei Diavoli che presto si rivelò troppo piccola per la nascente comunità del rione.

I lavori per la nuova chiesa, intitolata alla Beata Vergine Maria Madre delle Grazie, erano già iniziati nel 1952 ma ci vollero cinque anni per vederne una parziale conclusione (qui qualche scatto dell'Isolotto sessant'anni fa). E a guardare bene, qualcosa manca tuttora: il campanile. Previsto nei disegni originali dell’architetto Guido Morozzi, non è stato mai costruito. Al suo posto attraverso grandi megafoni risuonano ancora oggi le campane virtuali dell’Isolotto.

Il “prete ribelle”

Ma la chiesa è diventata famosa anche per uno “scisma” in riva all’Arno, finendo sulle prime pagine dei giornali. La scintilla, che innescò una stagione di messe in piazza richiamando fedeli anche  all’estero e la nascita delle prime comunità cristiane di base indipendenti dal Vaticano, fu la cacciata nel 1968 del primo parroco, don Enzo Mazzi, in aperto contrasto con la Curia. Il “prete ribelle”, ben prima del Concilio Vaticano II, tradusse la liturgia dal latino all’italiano e iniziò a dir messa rivolto al popolo e non guardando l’altare, come era d’uso a quei tempi, dando il via a una “rivoluzione”.

F-Light 2017, il festival della luce

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Da Ponte Vecchio illuminato per le feste, alle torri “vestite di colori”. Anche quest’anno F-light, Firenze Light Festival, regala sorprese ai fiorentini e ai turisti con tante installazioni luminose che animano fino al 7 gennaio il centro cittadino: in tutto sono 15 i luoghi coinvolti con video-mapping, proiezioni, giochi di luce, installazioni artistiche, attività educative e incontri.

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