mercoledì, 3 Giugno 2020
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A Villa Bardini “Novecento sedotto”

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Con il coordinamento scientifico di Carlo Sisi, le tre curatrici Anna Mazzanti, Lucia Mannini, Valentina Gensini hanno tracciato un significativo percorso artistico che da Velázquez conduce ai tanti artisti italiani vissuti a cavallo tra le due guerre che si appassionarono al Seicento, prima considerato ‘secolo buio’.
Dalla mostra di Palazzo Pitti scoccò la scintilla che alimentò la nascente ‘mania del Seicento’ e infuocò gli animi di artisti, critici e collezionisti: Longhi, Marangoni, Ojetti, De Chirico e molti altri dettero vita a vivaci querelle sull’attrattiva e sull’attualità della pittura di quel secolo divenuto di moda.
La mostra al Museo Annigoni ha ora il pregio, per molti versi inedito, di riportarci a quel clima e a quelle suggestioni, proponendo una serie di stimolanti accostamenti tra moderno e antico: ecco i nudi di Primo Conti e Felice Carena “dialogare” con quelli di Artemisia Gentileschi, la Venere di Carlo Socrate accostata a quella di Giovanni Baglione, entrambe “nascoste” da decenni in collezioni private. Le nature morte di De Chirico, Marussig, Trombadori rimandano invece a una grandiosa opera di Giuseppe Recco, uno degli artisti più amati dai pittori del Novecento, e i lampeggianti paesaggi di Annigoni alle buie tempeste di Antonio Francesco Peruzzini. Quanto ad Antonio Bueno e Gregorio Sciltian tendono la mano al restaurato Acquaiolo di Velázquez, e il Cinciarda di Annigoni si rivela parente prossimo del San Bartolomeo di Ribera. Infine l’apertura ai decenni successivi è sintetizzata nel confronto tra il Compianto sul Cristo morto (1615) di Orazio Borgianni e il fotogramma finale del film Mamma Roma (1962), con il quale Pier Paolo Pasolini dichiarò simbolicamente il suo rapporto con la cultura figurativa caravaggesca. Nell’ambito della mostra sono esposte opere inedite, come le nature morte di Recco e Trombadori, insieme ad altre sottoposte ad importanti restauri, prima fra tutte il già citato Acquaiolo, risultato autografo di Velázquez, con una datazione addirittura precedente a quella della celebre variante della National Gallery di Londra.
Michele Gremigni, presidente dell’Ente Cassa, afferma che Novecento sedotto “è un’eccezionale occasione per confermare il ruolo di Villa Bardini quale centro di eventi espositivi di qualità, dove la presenza del Museo Annigoni fornisce l’occasione per approfondire temi della storia dell’arte moderna e contemporanea”.
Per il sindaco Matteo Renzi “Siamo in presenza di spunti e suggestioni molteplici che invitano a visitare un museo aperto da pochi anni e tutto da scoprire anche per i fiorentini”.
“Mentre si protrae con successo la mostra gemina dedicata a Caravaggio e ai caravaggeschi agli Uffizi, alla Palatina e nella stessa Villa Bardini – dichiara Cristina Acidini soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze – “quest’omaggio ai grandi critici e artisti del ‘900 corona idealmente una storia lunga tre secoli e oltre, che non può dirsi conclusa”.

http://www.museoannigoni.it/

Novecento sedotto Il fascino del Seicento tra le due guerre Da Velázquez a Annigoni
16 dicembre 2010 – 1 maggio 2011
Museo Annigoni, Villa Bardini, Costa San Giorgio 2, Firenze
Orario: dal martedì alla domenica, 10-18, ultimo ingresso ore 17
Info: Fondazione Monumentale Bardini Peyron tel. 055 20066206 mg.geri@bardinipeyron.it

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