La ricerca è stata realizzata nell’ambito dell’evento scout internazionale Roverway 2006. I risultati sono stati presentati nella Sala Giordano di Palazzo Medici Riccardi. L’indagine aiuta a capire i ragazzi di oggi, che sempre più vivono il multiculturalismo e l’identità europea, oltre a quella di origine. Il motto di Roverway era «Dare to share – Osare la condivisione». Anche per fare un’Europa degna di questo nome, l’Europa dei popoli, c’è bisogno di osare la condivisione, la conoscenza e la fiducia in altre culture e stili di vita.

Hanno parlato di Roverway e della ricerca, oltre al Presidente della Provincia di Firenze, anche Laura Galimberti, project leader di Roverway, Alessandra Maggi, presidente Istituto Innocenti, Enrico Moretti, Istituto degli Innocenti, Maria Rita Mancaniello, pedagogista e capo scout Agesci, Chiara Barlucchi, ricercatrice Istituto degli Innocenti e capo scout Agesci, Donatella Bozzi, docente di Economia politica e capo scout Cngei. Sono intervenuti anche Pier Virgilio Dastoli, Direttore Rappresentanza Commissione Europea in Italia, e Chiara Sapigni, Presidente Federazione Italiana Scautismo.

Il campione della ricerca è formato da 2.522 giovani scout provenienti da 25 paesi europei e iscritti a 39 diverse associazioni scout, di età compresa tra i 16 e i 21 anni. Il questionario è stato diffuso in 5 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese). Il 45,6% degli intervistati è italiano. Seguono Portogallo e Spagna, rispettivamente con il 16,7% e l’11,1% del totale. Sono stati sentiti 1.284 maschi e 1.238 femmine.

Le sezioni del questionario erano: “l’esperienza scout”; “religiosità e spiritualità”; “etica e legalità”; “partecipazione sociale e fiducia nelle istituzioni”; “consumi e stili di vita”; “futuro”.

Esperienza scout. Lo scoutismo si conferma una valida scuola di vita: insegna ad agire, a mettersi alla prova, ad affrontare i problemi e a stare insieme e cooperare, nel gruppo e nella società. Per i 3/4 degli intervistati essere scout significa “saper essere servizievoli verso il prossimo” e per i 2/3 “saper vivere e lavorare in gruppo”. Tra le motivazioni dell’essere scout, al primo posto, spicca “mettersi alla prova”, seguito da “il divertimento”, il “mettersi al servizio degli altri” e “imparare cose nuove”. Seguono le motivazioni del gioco, del rapporto con la natura e dell’avventura.

Religiosità e spiritualità. In questa sezione si è indagato il rapporto con la fede. Quasi il 50% del campione è credente, il 16% si dichiara “in ricerca” il 15% dice di essere credente ma di non riconoscersi in nessuna confessione religiosa. L’81% del campione è cattolico.

Etica e legalità
. Quasi l’82% ritiene possibile ubriacarsi, il 47% fumare marijuana, oltre il 90% accetta il sesso prematrimoniale e più del 42% non esclude di poter far sesso con una persona sposata. Questa apertura verso la trasgressione si allinea in realtà agli atteggiamenti prevalenti anche nel mondo giovanile non scout e dominanti nella cultura contemporanea dove è un dato di fatto la relatività dell’etica e del senso di legalità. Il 39% non esclude di poter abortire, mentre quasi il 91% pensa di poter usare materiale digitale piratato.

Partecipazione sociale e fiducia nelle istituzioni. Gli scout europei si sentono per il 50% prevalentemente legati alla nazione e alla città di provenienza e, solo in seconda istanza, si proietta sull’essere cittadini del mondo (48%) e poi di Europa (39%). Un atteggiamento non lontano da quello dei giovani non scout dato che, secondo l’Eurobarometro, i ragazzi vivono l’Europa come una patria di secondo livello ma alla quale guardano con interesse crescente.

Tanti sembrano essere delusi dalla politica: il 30% non ha nessuna fiducia nei partiti, il 20% non ne ha nei funzionari dello stato e nei militari, il 42,5% non ha fiducia nei politici. Al contrario, i giovani continuano a riporre fiducia nella famiglia, oltre il 70%, nei loro capi scout, il 35% e negli scienziati, il 20%.

Consumi e stili di vita
. L’86% del campione possiede il cellulare e il pc, oltre il 70% hanno lettori dvd e videoregistratori. Il 44% vorrebbe avere una macchina, il 35% il computer portatile. Il 44% degli intervistati legge il giornale tutti i giorni. Il 5,3% va a un concerto ogni settimana, mentre il 15% non ci va mai. Il 40% esce di casa da solo la sera più volte alla settimana.

Futuro. Guardando al futuro i giovani europei appaiono consapevoli e disincantati, più di 1 su 4 si dichiara preoccupato, ma 2 su 3 sono pronti a rimboccarsi le maniche per poter avere un lavoro realizzante e socialmente utile. L’impegno sociale porta quasi la metà degli scout a fare esperienze di volontariato anche in altre associazioni e conferma la marcia in più che lo scoutismo riesce a dare ai giovani.