lunedì, 6 Dicembre 2021
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Monticchiello, via al crowdfunding per salvare il teatro

Via alla campagna di crowdfunding per salvare lo storico teatro di Monticchiello, in Val D'Orcia, dal passare degli anni

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È partito il crowdfunding per salvare il teatro di Monticchiello. Il piccolo paese della Val D’Orcia, famoso per il suo “Teatro Povero”, nel quale tutti gli anni (da oltre 50 anni) va in scena il cosiddetto “autodramma” scritto diretto e interpretato dagli abitanti del borgo, lancia un appello: aiutateci a salvare il Teatrino della Compagnia.

Il teatro della Compagnia di Monticchiello è un piccolo scrigno che vede da decenni generazioni di attori e attrici impegnati a raccontare storie sepolte e spesso dimenticate, il filo rosso di un’identità contadina, mezzadrile, patrimonio di tutta Italia ma spesso disconosciuto. Purtroppo però i vecchi fari scricchiolano, le stoffe della quintatura del sipario hanno fatto il loro tempo, le assi del palcoscenico flettono sotto il peso degli anni.

Monticchiello, il crowdfunding e l’appello per restaurare il teatro

Per questo motivo è stata indetta una raccolta fondi, un crowdfunding, per aiutare il paese di Monticchiello a ridare lustro al piccolo, prezioso, teatro. La campagna – partita all’inizio di agosto – andrà avanti fino al 2 ottobre sul sito Eppela. Ogni donazione privata verrà raddoppiata dall’impegno della Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

Il teatro, tra Storia con la s maiuscola e storie di paese

Dare ancora futuro a questa piccola casa delle meraviglie, che per decenni ha aiutato generazioni di attrici e attori del teatro comunità di Monticchiello a raccontare storie inedite e appassionanti, figlie di un’Italia interna, solo in apparenza subalterna, nascosta e marginale, è questo l’obiettivo della campagna di crowdfunding.

Il Teatrino della compagnia di Monticchiello è il luogo che per decenni ha offerto anche meraviglia e passione a quanti sono stati accolti nella sua platea, come spettatori. Una casa della comunità, dove hanno anche preso forma incontri con esperienze lontane, dalle Valli d’Angrogna, ai teatri rurali di Francia; dove si è accesa per anni la magia del cinema, le assemblee per le genti della Val d’Orcia, i momenti più intimi del Natale e delle feste di paese; dove hanno risuonato le musiche di più parti del mondo, dal Brasile a Cuba; dove si sono presentati libri, discusso sui temi più caldi e scottanti, ricordato amici scomparsi, costruito assieme un senso condiviso del vivere.

 

 

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