Due istituzioni insieme – Consiglio regionale e Provincia di Firenze – per una mostra dedicata ad un “personaggio assolutamente deviante, ad una scrittrice e giornalista, donna singolare, spigolosa ma bella”. Parola del presidente dell’assemblea toscana Riccardo Nencini, che ha così spiegato l’importanza della mostra “Oriana Fallaci, fiorentina di razza”: “E’ per dovere verso la nostra terra e per dovere verso uno dei più grandi scrittori del Novecento che Palazzo Panciatichi e Palazzo Medici Riccardi, aprono le loro sale per dare la parola alla storia”. “Chi visiterà la mostra – ha continuato Nencini – si accorgerà che da lì è passata la storia del Novecento della Toscana e del mondo”, fino ad approdare all’ultimo traguardo per riconciliarsi con Firenze.

Per il Presidente del Consiglio regionale si tratta di una “rassegna dal fascino toccante, ed ospitarla nella ‘casa’ di tutti i toscani e dei fiorentini, è l’ultima, significativa, tappa di un percorso di riconciliazione verso la sua città, lungo il quale l’abbiamo accompagnata e che abbiamo condiviso; il conflitto con Firenze non la faceva stare in pace e la medaglia del Consiglio regionale che le andammo a consegnare a New York e il calore con il quale accolse questo riconoscimento furono il primo segno di quella riconciliazione così desiderata”. “Questa mostra ne è il suggello finale – ha concluso Nencini – le istituzioni che l’hanno promossa e condivisa offrono ai fiorentini, ai toscani, a tutti quanti la visiteranno, l’opportunità di testimoniare che la riconciliazione di Oriana Fallaci con la sua città è compiuta”.

Non solo, ma in tanti potranno accedere alla Fondazione Oriana Fallaci del Consiglio regionale, ha concluso il Presidente, dove saranno conservate gran parte delle cose esposte in mostra, grazie al nipote Edoardo Perazzi, che è anche curatore di “Oriana Fallaci, fiorentina di razza”. Con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e in collaborazione con il gruppo RCS – Rizzoli Corriere della Sera, la mostra su Oriana Fallaci, che espone molto materiale, dalla “fiorentinità” della scrittrice a quello che è stato visto nelle edizioni di Milano e di Roma, è divisa in diverse sezioni.

Una sezione, ospitata dalla Provincia di Firenze negli spazi di Palazzo Medici Riccardi, ripercorre le origini fiorentine di Oriana, illustrando la sua storia familiare e riservando uno spazio ad alcune testimonianze rilasciate da giornalisti, politici e amici della scrittrice, per un ricordo a tutto tondo, dal professionale al privato, capace di tracciare un ritratto complesso e sfaccettato. Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio Regionale, ospita invece un percorso che, attraverso i libri scritti dalla Fallaci, contestualizzati da foto, oggetti, filmati, lettere e varia corrispondenza, giornali e altro materiale, offre la possibilità di approfondire i tanti temi trattati dalla giornalista: dai divi di Hollywood al Libano, passando dal Vietnam alla rivolta di Città del Messico. Un’esposizione fotografica si terrà anche a Greve in Chianti, dove la famiglia Fallaci possedeva una casa, e dove Oriana si è fatta fotografare, nel 1979, da Angelo Cozzi, di cui viene appunto esposto il servizio fotografico.


“Bentornato ad Edoardo, nipote di Oriana Fallaci, che era con noi mesi fa per dedicare questa sala ad un personaggio che segna la grandezza del Novecento”, ha esordito il Presidente della Provincia Matteo Renzi, nella sala Oriana Fallaci di Palazzo Medici Riccardi. “Questa mostra ha caratteristiche particolari e legate al rapporto della giornalista con Firenze – ha continuato – è un’occasione per provocare una riflessione più approfondita intorno ad Oriana e per apprezzare le caratteristiche tipiche della fiorentinità”. Quella fiorentinità che ha spinto Oriana a girare il mondo, “senza mai dimenticare di portare con sé la sua Firenze – come ha ricordato Edoardo – a partire dai mobili e dalle strutture delle sue case, sempre somiglianti a quella nella città del giglio”.


Da qui il legame forte anche con Greve, dove è visitabile una parte della mostra. “E’ un simbolico ritorno a casa – ha affermato il Sindaco di Greve Marco Hagge – un saluto affettuoso a questa grande concittadina, che ha vissuto in modo tale da appartenere più al mondo che al suo luogo natio”. Il pubblico potrà visitare le diverse sezioni dell’esposizione a partire da giovedì 17 aprile fino all’11 maggio, dalle 9 alle 19, presso le sedi del Consiglio regionale e della Provincia di Firenze. Mentre a Greve, al Palazzo del Fiorino, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.