Il termine “ospedale” deriva dal latino hospitale e anticamente indicava un luogo di accoglienza, non solo per i malati ma anche per gli inabili, gli orfani, gli esposti e i pellegrini. I primi veri ospedali fiorentini nascono verso il 1200 diventando luoghi dove i malati vengono esclusivamente assistiti e curati.

L’ospedale di Santa Maria Nuova, fondato da Folco Portinari nel 1288, oltre ad essere il più antico nosocomio della nostra città, vanta un corredo artistico di tutto rispetto grazie alle decorazioni realizzate dai migliori artisti fiorentini che ne impreziosiscono soffitti e sale. 

Il concetto quindi di ospedale come “luogo di speranza” in cui si poteva essere confortati dalla bellezza dei dipinti sulle pareti o dalla presenza di quadri che ne abbellivano gli ambienti, deriva da un’antica tradizione ed è oggi ancora molto efficace ed apprezzato. I direttori sanitari degli ospedali fiorentini, sia privati che pubblici, hanno sempre dato molta importanza alla presenza di opere d’arte nelle zone di attesa o in corsia. L’obiettivo è quello di rendere terapeutici gli spazi e farli diventare parte attiva del processo di cura, infondendo serenità e fiducia e alleggerire il peso della permanenza in ospedale.

Arte in ospedale

Lo stesso La Pira diceva che Le opere d’arte sono un metodo di comunicazione con i malati per tenere i pensieri lontani dalla malattia e dalle paure. Lo sa bene Manfredo Fanfani, per il quale arte e medicina sono la stessa cosa: grande appassionato di pittura, ha reso il suo centro di analisi di piazza Indipendenza una vera galleria d’arte moderna per la gioia dei fruitori.

La collezione d'arte dell'ospedale Palagi

Vanta invece una ricca collezione di arte contemporanea il Palagi del viale Michelangelo, che lungo la sua scalinata espone sculture e grandi ritratti, mentre all’interno dei singoli reparti, ci sono opere donate da altri artisti talentuosi che con questo generoso gesto valorizzano e rendono più gradevoli gli ambienti adibiti alla permanenza dei pazienti.

Degno di attenzione anche il progetto “Il giardino terapeutico” che offre uno spazio all’esterno concepito in modo tale da evocare sensazioni che, agendo sotto la soglia della coscienza, trasforma in risorse energetiche gli infl ussi negativi che vanno inconsciamente ad influenzare le persone ricoverate. 

Gli artisti mugellani al CTO

Si intitola “Il paesaggio nel Mugello” la collettiva permanente allestita presso gli ambulatori del piano terra del CTO da otto artisti che grazie ai loro bellissimi quadri rendono meno lunga l’attesa.
Molte sono le opere di artisti contemporanei che si incontrano anche all’interno delle palazzine del complesso ospedaliero di Careggi e al San Giovanni di Dio, alle porte di Scandicci che hanno corridoi e corsie abbelliti con acquerelli, fotografi e o riproduzioni di quadri di grandi pittori.

Arte in ospedale

Le foto dell'ospedale Ponte a Niccheri e l'arte al Meyer

Al sesto piano di Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri si possono apprezzare una rassegna di foto di paesaggi, mentre pareti arancioni accolgono pazienti e familiari del terzo piano dove dipinti a olio e acquerelli abbelliscono le corsie di Chirurgia. Ritratti fotografici e disegni – realizzati probabilmente dai fratellini – sono affissi alle pareti di Ostetricia, mentre all’ambulatorio di Cardiologia ci sono i lavori dei ragazzi dell’Istituto d’Arte di Porta Romana.

Distrazione dalla malattia e svago anche per i piccoli ricoverati al Meyer grazie alle sculture e alle grandi opere colorate – alcune donate dagli studenti del Liceo Artistico Leon Battista Alberti – a soggetto giocoso mentre una “Baby Cow Parade” si snoda lungo la galleria a vetri che aggira l’edificio.

L’arte negli ospedali è dunque un grande agente di guarigione sia per l’anima che per il corpo, uno strumento prezioso che apporta beneficio psicologico aiutando i pazienti nel cammino verso la guarigione. Grazie a tutti gli artisti che concorrono a questo intento.