sabato, 4 Dicembre 2021
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Un ponte tra Italia e Cina: i progetti artistici di Luca Alinari

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L’artista si è recato a Pechino e a Shanghai, dove ha ricevuto un’accoglienza, si può dire, diversificata: dapprima è stata infatti un po’ diffidente, ma non mancava il calore umano. Più che altro era palpabile la tensione prima dell’inaugurazione delle mostre, soprattutto l’ultima. Sì, perché Alinari ha allestito la prima esposizione in Oriente a Pechino al Dashanzi Art District dal 20 giugno al 15 luglio 2008, altre due presso Shanghai, in due città satelliti, di cui una ancora in costruzione. L’ultimo evento si è chiuso nel mese di maggio 2009. Nell’organizzazione il maestro ha fornito le idee, mentre i cinesi hanno offerto una notevole competenza tecnica: avevano addirittura strumenti laser per sistemare tutti i quadri alla stessa altezza.. Ottimo si è rivelato il livello di preparazione in Cina e preziosa è stata la collaborazione con l’Assessore alla cultura di Pechino. Da notare la brevità delle esposizioni, che in questo paese non durano mai più di 15-20 giorni, tutto è più rapido. Si è trattato solo dell’inizio di una serie di mostre che Alinari, uno dei primi italiani, il primo fiorentino, intende organizzare in Cina, anche con la collaborazione della gallerista Rosanna Ossola, la quale sta riscuotendo un grande successo proprio nel “gigante” asiatico. In autunno ci sarà una mostra in una galleria di Moganshan. 45 circa sono le opere di Alinari finora esposte, tutte, o quasi, recenti, in cui i colori sono più essenziali rispetto alla precedente produzione. Il viaggio in Cina è stato entusiasmante e così anche gli incontri con architetti, artisti e critici d’arte: l’arte contemporanea è molto sentita in questo paese ed anche la fiera di Bologna sta aprendosi a questo nuovo scenario.
Ma forse Alinari ha dimenticato il suo paese, dopo il grande successo (oltre 20.000 visitatori) della mostra in sala d’Arme a marzo? Ma no, in Italia il nostro artista sta già pensando a partecipare alla fiera di Verona a metà settembre ed a presentare una sua scultura in cotto per le celebrazioni dei 700 anni del cotto di Impruneta. E’ davvero instancabile, pieno di energie e di idee. Il Maestro ci lascia con alcune parole fondamentali: “ La pittura ha un linguaggio universale, che può essere compreso ovunque e da chiunque, magari con interpretazioni diverse. Quindi l’arte è elastica nei suoi significati, leggibile a tutti i livelli di cultura.”

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