venerdì, 18 Settembre 2020
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1° maggio, Rossi arriva lungo: prossima settimana la legge contro i negozi aperti

La Toscana avrà una legge in difesa della Festa dei lavoratori. Ma per quest'anno niente da fare: il Primo maggio a Firenze i negozi avranno le saracinesche alzate. La proposta di legge approderà in consiglio regionale la prossima settimana.

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La Toscana avrà una legge in difesa della Festa dei lavoratori. Ma per quest’anno niente da fare: il Primo maggio a Firenze i negozi avranno le saracinesche alzate. La proposta di legge approderà in consiglio regionale la prossima settimana.

CONTRO IL TEMPO. Lo annuncia oggi il governatore Enrico Rossi, partecipando all’iniziativa intitolata non a caso “La festa non si vende”, organizzata da Filcams-Cgil, accanto al segretario generale Cgil Susanna Camusso. “Se le regole valgono per tutti – dichiara Rossi – non danneggiano neppure la grande distribuzione”. La legge regionale, ha spiegato il governatore, sarà fatta “non contro le amministrazioni ma per aiutarle, perché la cosa peggiore per un sindaco è avere il Comune accanto che decide l’apertura”. La legge era stata paventata da Rossi non appena il Comune di Firenze aveva deciso la deroga per gli esercizi commerciali del centro storico, ma la corsa contro il tempo non è stata sufficiente.

CAMUSSO. “Ci sono dei giorni – ribadisce oggi la Camusso – che sono la nostra identità e che non sono trasformabili né commerciabili”. “Tenere un negozio o un ospedale aperto non sono due cose paragonabili – aggiunge – e nel resto del mondo ci sono feste sacre e inviolabili”. Il segretario generale Cgil si è detta “stufa delle polemiche con Renzi”. Ma il dibattito sembra tutt’altro che esaurito.

CISL. Un freno alle polemiche arriva anche dal segretario generale Cisl, Raffaele Bonanni. “E’ arrivato il momento di metterci attorno ad un tavolo insieme agli amministratori pubblici – dichiara oggi – per stilare un calendario delle aperture e chiusure dei negozi”.

VISIBILITA’. Alle critiche della Camusso, che nei giorni scorsi aveva accusato Renzi di andare in cerca di visibilità con la storia del Primo maggio, il sindaco risponde usando la stessa moneta. “Se i sindacati fiorentini hanno voglia di confrontarsi con noi sul futuro della città – scrive oggi sul suo sito – sono i benvenuti. Se invece prevale linea di qualche barricadero fuori stagione che pensa di adeguarci alle consuetudini di un tempo che non c’è più, si sappia che hanno sbagliato obiettivo. Mi hanno eletto i cittadini. Se vorranno mi manderanno a casa i cittadini, non un sindacato in cerca di visibilità”.

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