lunedì, 21 Settembre 2020
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Apertura frontiere extra Ue: da quali paesi si può viaggiare fuori dall’Europa

La lista dei 15 paesi per l'apertura delle frontiere extra Ue: da dove si può arrivare e in quali paesi si può viaggiare

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Via libera a chi arriva da 15 paesi, compresa la Cina ma a condizione di reciprocità. Divieto d’ingresso per gli altri, formalizzato per giganti come Stati Uniti e Russia. È questa la linea del Consiglio europeo approvata oggi in vista dell’apertura delle frontiere extra Ue programmata da domani, 1 luglio: ecco l’elenco dei paesi dai quali possono arrivare i turisti e, nei casi in cui venga applicato il principio di reciprocità, in quali paesi si può viaggiare fuori dall’Europa.

Le consultazioni tra gli stati membri del Consiglio europeo sono state avviate nella mattinata di oggi. Il tema all’ordine del giorno è proprio l’apertura (o meglio, la riapertura) delle frontiere extra Ue, al di fuori dell’Unione europea, dal 1° luglio. L’approvazione della lista è arrivata nel pomeriggio.

Ciò significa che si potrà entrare in Europa dai 15 paesi inclusi nell’elenco approvato dal Consiglio europeo. Non è automatico invece che gli europei possano fare il percorso inverso, ma si sta lavorando anche alla reciprocità dell’accordo, ovvero fare in modo che anche i cittadini dell’Unione possano viaggiare fuori dall’Europa verso gli stessi paesi.

Viaggi in Cina? Se c’è reciprocità

Proprio il nodo della reciprocità è quello che tiene ancora in sospeso l’accordo con la Cina: i paesi europei avrebbero un accordo di massima favorevole alla riapertura delle frontiere con il gigante asiatico, a patto che la Cina faccia lo stesso con chi proviene dall’Ue. Al momento i viaggi in Cina sono vietati.

I paesi ai quali l’Unione europea riaprirà le sue frontiere sono 15:

  1. Algeria
  2. Australia
  3. Canada
  4. Corea del Sud
  5. Georgia
  6. Giappone
  7. Montenegro
  8. Marocco
  9. Nuova Zelanda
  10. Ruanda
  11. Serbia
  12. Thailandia
  13. Tunisia
  14. Uruguay

A questi si aggiunge, come detto, la Cina. Perché proprio questi 15? La lista è stata compilata sulla base dei dati epidemiologici, numero di positivi al coronavirus per 100 mila abitanti, numero di test eseguiti. Pesa poi la capacità del sistema sanitario di gestire il contagio e rispondere alle emergenze. E ancora, l’affidabilità delle informazioni messe a disposizione, le misure di tracciabilità dei contatti, di contenimento, trattamento e comunicazione.

Verso l’apertura delle frontiere extra Ue

Non è da escludere, peraltro, che la lista possa essere presto allargata. Secondo quanto riporta Euronews, l’elenco contenuto in una prima bozza presentata giovedì scorso conteneva 54 paesi. La lista verrà aggiornata ogni due settimane.

Oltre alla lista dei paesi per i quali le frontiere europee riaprono, il Consiglio ne ha compilata un’altra che contiene invece i paesi i cui cittadini non saranno ammessi. Un divieto esplicito di ingresso per chi proviene dalle nazioni che registrano i contagi più gravi.

Divieto di ingresso per Stati Uniti e Russia

Ci sono esclusi di lusso, come Stati Uniti, Russia, India e Brasile. E poi Turchia, Arabia Saudita, Sudafrica, Qatar.

È importante precisare che la lista approvata dal Consiglio europeo non è vincolante. Si tratta di linee guida condivise per l’apertura delle frontiere extra Ue, ma ogni stato membro è in teoria libero di scegliere a quali paesi aprire i propri confini. Siccome però gli spostamenti sono liberi all’interno dello Spazio Schengen, si cerca una linea comune in modo da non creare squilibri.

Per questo i paesi potranno decidere come riaprire le loro frontiere, anche progressivamente, a chi proviene dalle 15 nazioni incluse nella lista. Ma dovrebbero astenersi dal decidere in autonomia di aprire a paesi terzi.

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