venerdì, 25 Settembre 2020
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Austerity anche a tavola. Il cenone di Natale quest’anno è ”fatto in casa”

Il portafoglio dei toscani è sempre più vuoto. E i ristoranti, nonostante le feste, rischiano di fare la stessa fine. Per il tradizionale cenone, i toscani preferiscono rimanere tra le mura domestiche.

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Il cenone di Natale e Capodanno? Quest’anno più che mai, complice la crisi, è fatto in casa. E i ristoranti rischiano di rimanere vuoti.

L’ALLARME. E’ l’allarme di Confcommercio Toscana, secondo cui per queste festività si recherà al ristorante per il pranzo di Natale il 5,6% dei toscani, lo 0,4% in meno rispetto al 6% del 2011, per una spesa media di 46 euro a persona e complessiva per un valore di circa 10.000.000 euro, con 16.800 addetti mobilitati fra cucina sala e servizi connessi.

AUSTERITA’ A TAVOLA. “Un clima di austerità” che non arriva a sorpresa per la Confcommercio. “Ce lo aspettavamo  – commenta il presidente regionale Fipe Confcommercio Aldo Cursano – Tuttavia, tiene  il pranzo di Natale al ristorante, che risponde soprattutto all’esigenza di chi ritiene molto impegnativo preparare a casa quando la compagnia è abbastanza numerosa.”

A CAPODANNO TUTTI A CASA. Anche per l’ultimo dell’anno i toscani stanno modificando le proprie abitudini in funzione del portafoglio, quindi la tendenza appare quella di cercare di spendere sempre meno, non per scelta ma per necessità. Sceglierà di festeggiare l’ultimo dell’anno in un ristorante il 9% dei toscani (324.000 persone, per una spesa media di 80 euro e un volume di affari di 26.000.000 euro, con 27.000 addetti fra sala, cucina e servizi connessi), un dato sostanzialmente in linea con il 2011, anche se ha contribuito alla tenuta di questo dato positivo la politica dei prezzi della ristorazione, che per quest’anno si terrà mediamente tra i 75 e gli 85 euro comprensivi di cena e veglione, mentre si resta intorno ai 50/60 euro per la cena completa, preferita da chi poi sceglierà di festeggiare in piazza o in discoteca. Per i più giovani, c’è invece la soluzione “apericena”, per cui possono bastare 25/35 euro. Chi sceglierà di festeggiare a casa, pur comprimendo la spesa media, non rinuncerà alle specialità natalizie, soprattutto i prodotti di pasticceria artigianale, che restano una presenza immancabile in tavola.

LO ZAMPINO DELLA CRISI. “Il nostro Centro Studi rileva da parte delle famiglie toscane un giudizio di sensibile peggioramento della situazione, complice il drenaggio economico imputabile all’Imu – spiega Cursano – che dissolve le tredicesime e sta condizionando pesantemente la gestione delle festività, perché parte della liquidità viene tolta dal mercato non contribuendo certo a far fronte alla flessione dei consumi dovuta essenzialmente alla difficile congiuntura economica”.

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