venerdì, 3 Dicembre 2021
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Blocco dei tir, episodi di violenza anche in Toscana

Il coordinamento toscano sui trasporti di Legacoop Servizi, Confcooperative/Federlavoro e Agci denuncia episodi di violenza e difficoltà nella consegna delle merci causata dal blocco dei tir. Le intimidazioni sono opera di una minoranza ma che sta danneggiando l'economia, i cittadini e gli stessi autotrasportatori.

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“Le intimidazioni sono opera di una minoranza che sta danneggiando tutti. Il diritto di protestare è sacro, ma lo è anche quello di dissentire. Le Prefetture intervengano subito”. Queste le parole del coordinamento toscano dei trasporti di Legacoop Servizi, Confcooperative/Federlavoro e Agci alla luce di violenze e intimidazioni subite dai lavoratori. Anche in Toscana diventa difficile consegnare le merci.

BLOCCO DEI TIR. Il blocco dei tir va avanti ormai da alcuni giorni e sta causando disagi all’economia e ai cittadini stessi per i quali diventa difficile reperire alimenti freschi. Il carburante inizia a scarseggiare mettendo in difficoltà anche i mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine. “Intimidazioni inaccettabili ai lavoratori, gravi danni all’economia, ai cittadini e alla stessa categoria degli autotrasportatori, anche sul piano dell’immagine”. E’ la situazione causata dai blocchi dei tir che viene denunciata dal coordinamento toscano sui trasporti di Legacoop Servizi, Agci e Confcooperative/Federlavoro, che rappresenta oltre 100 imprese e più di 8000 addetti.

PAURA DELLE MINACCE. “Le nostre cooperative – dicono Giovanni Giuliacci, Silvano Contri e Federico Pericoli, responsabili Trasporti di Legacoop Servizi, Confcooperative/Federlavoro e Agci – ci raccontano che gli autisti hanno paura a viaggiare per i danni minacciati e a volte compiuti ai mezzi e a loro stessi. In Toscana la situazione è meno tesa che in altre parti d’Italia ma c’è comunque stato qualche episodio di violenza ed è molto difficile lavorare”. In Toscana i punti più caldi e quindi più interessati dalle agitazioni segnalati dalle cooperative sono il porto di Livorno, il basso grossetano e le zone tra Montecatini, Pontedera e Altopascio. Quello che sta accadendo non è opera degli autotrasportatori in generale ma di una piccola minoranza. Il diritto a manifestare e scioperare è sacro ma gran parte degli autisti, pur essendo contrari alle decisioni prese dal governo, sta continuando a lavorare per garantire il rifornimento sia alla piccola che alla grande distribuzione. “A questi lavoratori va la nostra piena solidarietà”, afferma il coordinamento toscano sui trasporti aggiungendo anche che “è in corso una trattativa con il governo, che ha già recepito alcune richieste della categoria”.

SERVE L’INTERVENTO DELLE PREFETTURE. “Per noi, mondo cooperativo, il diritto di protestare e di manifestare a sostegno delle proprie idee è sacro, ma non sono tollerabili atti di violenza e di illegalità. Una larga maggioranza di imprese e lavoratori del settore comprende il merito dei problemi ma dissente totalmente su metodi e comportamenti che danneggiano i cittadini ed alla fine anche la stessa protesta. Per questo – conclude il coordinamento sui trasporti di Legacoop Servizi, Confcooperative/Federlavoro e Agci – chiediamo che le Prefetture diano immediatamente seguito, con atti concreti, all’intenzione annunciata dal governo di non tollerare più i blocchi”.

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