lunedì, 28 Settembre 2020
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Caso Ragusa, ”Roberta è nel cimitero?”

Resta avvolto nel mistero il caso della scomparsa di Roberta Ragusa, almeno fino a quando non saranno ultimati i controlli nel cimitero indicato come luogo in cui potrebbe essere stato occultato il cadavere della donna. Oltre a questi risultati, si attendono anche quelli della comparazione del Dna su alcuni reperti rinvenuti nel cimitero.

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Resta avvolto nel mistero il caso della scomparsa di Roberta Ragusa.

IL CIMITERO. Terra mossa e strani movimenti hanno insospettito molti di coloro che hanno testimoniato sul caso Ragusa, fino ad indicare il cimitero di Gello come luogo in cui potrebbe essere stato sepolto il cadavere di Roberta, scomparsa più di cinque mesi fa dalla sua abitazione. In attesa che le ricerche riprendano e che si arrivi ad una svolta concreta, le amiche di Roberta sono state riunite dalla criminologa Imma Giuliani e dallo psicologo Fabrizio Mignacca, per fare il punto della situazione, per arrivare a delineare un quadro dal quale potesse essere estratto il profilo psicologico di Roberta. E così è stato creato un dossier sul caso consegnato in procura lo scorso 12 giugno.

LE INDAGINI. Nel corso di questi cinque mesi, molto è stato detto e fatto sul caso Ragusa, ma sono stati ottenuti pochi risultati concreti. Nei primi giorni della scomparsa, le ricerche si sono svolte intensamente, poi si sono affievolite e poi riprese nuovamente, concentrandosi nei terreni dei Logli, nel pozzo di casa e nei campi del paese. Ma di Roberta, nemmeno l’ombra. Varie testimonianze sono apparse e svanite nel nulla, proprio come Roberta, quella notte. Segnalazioni da ogni dove, persino dall’America, dalla lontana Miami. Ma mai, questi avvistamenti, si sono rivelati reali. Non era lei, la donna segnalata dalla Liguria alla costa d’Oltreoceano. E poi quegli indumenti abbandonati a Montaione, quella Panda verde in cui sembrava fosse salita in una notte gelida di gennaio. No. Non era lei. E allora, dov’è? Dov’è Roberta Ragusa? Ormai, da molti mesi, la pista dell’allontanamento volontario, è stata abbandonata per lasciare spazio alla triste ipotesi di omicidio volontario. Ma a questo punto, dopo cinque mesi, anche coloro che la amano, si sono arresi e chiedono a gran voce di ritrovarne il corpo. In fin dei conti, non chiedono l’impossibile. Solo che ci vorrà del tempo, continuando a sperare che le carte delle indagini, non finiscano chiuse in uno scatolone da depositare su uno scaffale di qualche archivio, insieme a molti altri tristi casi irrisolti.

LA MANIFESTAZIONE. E proprio alla manifestazione organizzata da Cinzia Guidi, amica e vicina di casa della scomparsa, le centinaia di persone riunite in corteo, hanno chiesto a gran voce, la verità accompagnata ad un altra speranza, quella di mantenere alta l’attenzione sul caso, una speranza che si spegne ogni volta che il silenzio torna a cadere su questa ennesima vicenda misteriosa.

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