“Tutti in fila per due!”. Stamattina, come autista in cima al Piedibus, c’è mamma Letizia, vestita di giubbotto catarifrangente. Guida il lungo serpentone di bimbi, giallo come i cappellini che distinguono i passeggeri dagli altri scolari. In fondo c’è il controllore, Giulia, anche lei fa parte del gruppo di genitori volontari che, a turno, accompagnano i piccoli a piedi fino alla soglia della scuola.

Piedibus a Firenze, come funziona

Saliamo a bordo: niente ruote o motori, questo mezzo speciale è mosso da tanti piedini. Siamo in piazza dell’Isolotto, dove da fine febbraio, con 30 bambini, è partita la marcia del “pulmino a passo d’uomo”, grazie al Comitato dei genitori della primaria Montagnola e a Legambiente Firenze, che promuove dal 2016 insieme alla Uisp un altro Piedibus nella zona di Novoli-San Donato, diretto alla scuola Mameli, con sette volontari e una ventina di bimbi. Due tracciati a cui nei prossimi mesi se ne potrebbero aggiungere altri: Legambiente sta cercando nuovi volontari per estendere il progetto.

“Prima arrivavo a scuola in macchina, con la mamma”, dice un piccolo. “Io in motorino con il babbo – risponde un altro – mi piace di più adesso”. All’Isolotto il servizio è ripartito a settembre per offrire  un modo diverso per giungere in classe.

A piedi, verso la scuola primaria

Prima l’appello, poi i saluti a babbo e mamma, infine alle 8.10 la partenza dal capolinea: i piccoli si tengono a coppia per mano, chiacchierano con l’amichetto, fanno ciao ai passanti. Dopo 400 metri, gran parte in aree pedonali, e una fermata intermedia, la comitiva termina il viaggio giusto in tempo per la campanella.

“Non prendo più l’auto ed è un modo per rendere lei indipendente”, dice Claudio, uno dei papà che ha scelto il Piedibus per la sua piccola. Qui come in altre parti della città, una quindicina di anni fa esisteva un servizio di “corriera a piedi”, poi queste esperienze hanno finito la loro corsa.

Piedibus o pedibus verso scuola primaria come funziona

I primi passi del progetto

È stata Legambiente Firenze a ridare sprint agli “autobus umani”. “Fanno sentire i bambini dei piccoli-grandi cittadini: diventano protagonisti dei loro spostamenti”, spiega Marco Berretti, il giovane volontario di Legambiente Firenze che segue i Piedibus nella zona fiorentina, a Sesto come a Calenzano e a Borgo San Lorenzo. Non è sempre facile mettere in moto il serpentone giallo. “Servono genitori o nonni volenterosi – fa notare – è una piccola attività di volontariato che impegna una mezz’ora al massimo, anche una sola volta a settimana”.

Per informazioni è possibile consultare la pagina Facebook del Piedibus Firenze.