martedì, 20 Ottobre 2020
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Colletta alimentare 2019, viaggio dentro il “Banco” della Toscana

Da trent’anni il Banco Alimentare recupera il cibo avanzato e lo distribuisce ai bisognosi. Il 30 novembre “festeggia” con la Colletta Alimentare

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La giornata comincia come in ogni altro magazzino alimentare. Si contano le merci, si controlla a chi destinarle, si preparano per la spedizione. Solo che qui niente è in vendita. Da 30 anni, anche in Toscana, il Banco Alimentare recupera le eccedenze alimentari per consegnarle alle strutture caritative e ai poveri, oltre a organizzare la Colletta alimentare . Cibo buono, anche se magari vicino alla scadenza o ammaccato, con la confezione sciupata o un’etichetta sbagliata.

“Tutti prodotti ancora integri che altrimenti finirebbero in discarica”, spiega Leonardo Carrai, presidente del Banco Alimentare della Toscana, una delle 21 organizzazioni territoriali della rete nazionale. Sede alla Mercafir, otto dipendenti e 120 volontari che si alternano settimanalmente tra il magazzino e gli uffici. Convenzioni con 548 organizzazioni no profit, un totale di 98.126 persone assistite. Solo nel 2018 ha recuperato 5.108.000 chili di prodotto in Toscana. “Cibo che arriva dalla grande distribuzione, dalle imprese agroalimentari o da bandi europei. Oppure dalle grandi aziende del territorio: da una mensa per mille dipendenti si recuperano 20-30 pasti ogni giorno”.

Com’è cambiata la povertà in questi 30 anni?

“Negli anni ’70 e ’80 l’ascensore sociale funzionava ancora. Il figlio di un operaio poteva studiare e collocarsi economicamente grazie allo al lavoro del padre. Oggi lo stipendio di una persona sola in famiglia non basta. Ci sono nuove emergenze. I flussi dell’immigrazione, che si sono amplificati negli ultimi anni. E anche tanti italiani, residenti nel nostro territorio, persone separate o che hanno perso il lavoro a 50-60 anni, un’età in cui è difficile ritrovarlo. Oppure che lavorano, ma hanno uno stipendio talmente basso da non riuscire a coprire l’affitto e tutte le altre spese. Quando l’Istat rileva 5 milioni di persone in povertà assoluta nel nostro paese – un dato enorme! – si riferisce a questo”.

Banco alimentare Mercafir

È possibile che il Banco alimentare della Toscana raggiunga marginalità che i canali istituzionali fanno fatica a intercettare?

“Quella del cibo è una questione semplice: ciascuno di noi ha bisogno di pranzare e cenare tutti i giorni. C’è chi, per vergogna, rifiuta altri tipi di aiuto e magari non va neppure alle mense caritatevoli. Queste persone le raggiungi solo personalmente, andandole a trovare a casa e portando i pacchi spesa una volta alla settimana o ogni 15 giorni. Per questo collaboriamo con le associazioni dei territori. A volte poi basta la segnalazione di un vicino di casa, di un parroco, di chi offre servizi di ascolto”.

Oggi c’è una maggiore sensibilità sul tema dello spreco. Ma com’è la questione vista dall’altro lato?

“Da sempre lottiamo contro gli sprechi. Sembra un paradosso, perché se si riduce lo spreco il Banco ha meno prodotti da distribuire. Ma non è questo il punto. Dobbiamo educarci a non sprecare, e non per un generico senso moralistico, ma perché ci sono persone che non riescono a mangiare. È semplice: ridurre lo spreco significa risolvere il problema”.

banco alimentare toscana colletta

Il Banco Alimentare nel 2019 compie 30 anni: festeggerete con la colletta alimentare?

Sì, alla nostra maniera. Sabato 30 novembre 2019 saremo nei supermercati di tutta la Toscana per la Colletta Alimentare. Chiunque lo vorrà, potrà regalare col cuore un po’ della propria spesa a chi ne ha bisogno. Tutti i dettagli sono sul sito del Banco alimentare. Per il resto bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare sempre di più. I volontari scarseggiano sempre e le porte sono aperte a chiunque voglia dare una mano.

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