lunedì, 28 Settembre 2020
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Coronavirus, la fase 3 in Italia: quando inizia e cosa prevede

Passata la fase auta dell'emergenza coronavirus, si andrà verso la ripartenza di scuola e attività: cosa si prevede per la fase 3 in Italia

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Non c’è due senza tre, verrebbe da dire. Se la fase 2 dell’emergenza coronavirus in Italia è ormai alle porte, è tempo anche di cominciare a interrogarsi su quando inizia e cosa prevede la fase 3, quella di un graduale ritorno alla normalità.

Cosa si prevede per la fase 3 del coronavirus in Italia

Normalità per modo di dire. Mascherine e distanziamento sociale continueranno a essere la regola fin quando non sarà diffuso un vaccino che ancora non esiste. Lo ha detto ieri il presidente del consiglio Giuseppe Conte durante la sua informativa al Senato. In cosa consiste dunque la fase 3 dell’emergenza coronavirus in Italia?

Se per fase 2 si intende la graduale riapertura dei negozi, pur con delle eccezioni e le massime misure di sicurezza per convivere con il virus, la fase 3 sarà quella della ripresa della vita una volta che il Covid 19 sarà in qualche modo tenuto sotto controllo.

Fase 3, il programma delle riaperture

Non si ripartirà tutti insieme. Il criterio che si continuerà a seguire è lo stesso elaborato dalla task force di esperti presieduta da Vittorio Colao per la fase 2 dell’emergenza coronavirus, quello della tabella del rischio. A ciascuna attività – identificata anche in questo caso dal suo codice Ateco – vengono associati due punteggi. Il primo è la classe di rischio, il secondo quella di aggregazione sociale. Le imprese che nella tabella hanno l’indice complessivo di rischio più basso, saranno le prime a ripartire nella fase 2.

Coronavirus, la tabella di rischio per le riaperture

Così, ad esempio, l’industria alimentare che ha basso indice di rischio e bassa classe di aggregazione sarebbe tra le prime a ripartire. Al contrario, il trasporto aereo (alto rischio e alta aggregazione) dovrà aspettare.

Con la possibilità di far scattare dei lockdown locali nelle aree in cui il rischio dovesse innalzarsi di nuovo. A seconda di tre parametri, monitorati costantemente: l’andamento dei contagi, la disponibilità di posti letto negli ospedali Covid e la reperibilità di mascherine e altri dispositivi di protezione.

Scuola, riapertura a settembre?

Il settore in cui l’inizio della fase 3 sarà il più inequivocabile è quello della scuola, per il momento orfana di una strategia che vada oltre il “chiudere tutto”. Se oggi siamo alla didattica e agli esami a distanza, la fase 3 sarà quella della riapertura della scuola e del ritorno degli studenti.

Ci saranno lacune da colmare e misure di sicurezza straordinarie da poter adottare. Perché sia tutto pronto per settembre, all’inizio del prossimo anno scolastico, serve un gigantesco investimento in strutture e in soluzioni strategiche.

Fase 2 e spostamenti tra Comuni: il 4 maggio si potrà uscire liberamente?

Treni, bus e trasporti: cosa cambia con il coronavirus

Ripartono le scuole, ripartono le aziende, ripartiranno con loro anche gli spostamenti. Anche per il trasporto pubblico, nella fase 3, serviranno misure straordinarie per quanto riguarda la sanificazione dei mezzi e la gestione del flusso di utenti. Mascherine e altri dispositivi di protezione continueranno a essere obbligatori, ma difficilmente sarà possibile rispettare le norme di distanziamento sociale.

Secondo le stime dell’associazione dei trasporti Asstra, mantenere il metro quadro di spazio riservato a ciascun passeggero comporterebbe una riduzione tra il 50 e il 70% della capacità di carico di bus e treni. Troppo per poter garantire un’offerta sufficiente e troppo anche per poter sostenere i costi. È possibile quindi che il trasporto pubblico opererà in deroga.

In molte città si sta discutendo della possibilità di sospendere le Ztl e la sosta a pagamento, visto il probabile boom dell’uso di mezzi privati.

Una delle proposte in esame è quella di differenziare gli orari di ingresso e uscita di aziende e scuole, in modo da non concentrare nelle stesse fasce orarie il traffico e l’afflusso sui mezzi pubblici.

Dallo sport al cinema

La fase 3 sarà anche quella della ripresa di cinema, teatri, concerti ed eventi sportivi. Anche in questo caso è troppo presto per ipotizzare una data. Non accadrà prima del prossimo autunno, nel migliore dei casi. Ma l’attesa di un grande festival o di una partita allo stadio potrebbe prolungarsi anche di molti mesi.

Quando inizia la fase 3 in Italia

Prevederlo oggi è poco più che un auspicio. Ma la fase 3 in Italia potrebbe avere inizio a settembre, quando inizia il nuovo anno scolastico, il primo del dopo coronavirus. Con la riapertura della scuola e la ripresa graduale di tutto il tessuto produttivo si potrà legittimamente iniziare a parlare di fase 3.

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