martedì, 22 Settembre 2020
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Costa Concordia, un anno dal naufragio. Tra commemorazione e futuro

A un anno esatto dal tragio naufragio della Costa Concordia i familiari sono tornati sull'isola del Giglio per commemorare i 32 morti. Un punto sui lavori ed il futuro.

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Un triste anniversario.

COMMEMORAZIONE. La commemorazione e il ricordo della tragedia sono affidate alla cerimonia che inizia poco dopo le undici della mattina con la messa nella chiesa del paese, poco distante dal mare. Officiano il vescovo di Pitigliano, Sovana e Orbetello e altri parroci. Nelle prime file di una chiesa stipata ed affollata ci sono le istituzioni: il presidente della Toscana Enrico Rossi e l’assessore all’ambiente, il ministro con il sottosegretario, il capo della Protezione civile nazionale, il presidente della Provincia di Grosseto, i sindaci del Giglio e dei Comuni gemellati, l’ambasciatore e console degli Stati Uniti, i rappresentanti di Costa i e tante altre autorità civili e militari. Al termine della celebrazione è stato letto il messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Rivolgo il mio commosso pensiero alle trentadue vittime e la mia rinnovata solidarietà a quanti sono stati segnati da quel terribile incidente, le cui drammatiche immagini sono ancora vive nella memoria dell’intero Paese”.

LO SCOGLIO. La giornata al Giglio era iniziata due ore prima della messa, con la riposizione dello scoglio strappato quella notte dalla chiglia della nave nel punto in cui era, assieme ad una targa in ricordo del naufragio. Su un motoscafo a tre ponti i giornalisti arrivati un po’ da tutto il mondo, su un altro i familiari e parenti delle vittime, tornati sull’isola. Qualcuno si abbraccia quando lo scoglio, poco dopo le nove e mezzo, affonda in mare e le due imbarcazioni si rispondono con le sirene. Altri piangono quando poco dopo, dallo stesso traghetto, i familiari lanciano in acqua due mazzi e corone di fiori a Punta Gabbianara, davanti alla carcassa della nave, e trentadue colpi di sirena si susseguono rapidamente in ricordo di chi quella notte ha perso la vita.

ONORIFICENZE. Dopo la cerimonia la consegna delle onorificenze “Alla carità e alla solidarietà” per chi quella notte ha accolto i quattromila passeggeri della nave: al colonnello Ennio Aquilino dei Vigili del Fuoco, all’ammiraglio Dell’Anna per la Capitaneria di porto, al commissario Gabrielli per la Protezione civile nazionale, a Elio Vincenzi e Kevin Rebello, rispettivamente marito e fratello delle due vittime ancora non ritrovate. Premiato anche il popolo intero del Giglio, che nei prossimi giorni riceverà anche la medaglia d’oro al valore civile. Il pomeriggio prosegue con l’inaugurazione della lapide in memoria delle vittime del naufragio nella piazzetta all’ingresso del Molo Rosso, seguita da un’altra targa che al Rivellino ricorda lo slancio di solidarietà dei gigliesi. Poi a sera una processione e un minuto di silenzio, simbolico, alle 21.45, ora della collisione della Costa Concordia sullo scoglio delle Scole. Liberate in cielo 32 lanterne, una per ogni vittima, che, spinte dal vento, sono passate proprio sopra il relitto.

SCHETTINO. Concordia5E’ tornato a parlare anche il capitano Schettino che ha così ricordato gli eventi: “Quello non era un inchino, era un passaggio vicino all’isola, pianificato con Costa. Avevo indicato una rotta che passava a mezzo miglio dalla costa del Giglio. In realtà non eravamo alla distanza minima ma stavamo puntando verso gli scogli. Ho visto la montagna, ma nessuno al radar mi disse niente. Avrò sempre qualcosa nel cuore che mi legherà alle famiglie delle vittime. Ma il dolore non va esibito”.

I LAVORI. I lavori sul relitto della Costa Concordia continuano e l’arrivo delle istituzioni sull’isola del Giglio è stata l’occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento, le proposte e le previsioni. Per il presidente della regione Toscana Enrico Rossi bisogna togliere questa presenza dolorosa e incombente e far tornare l’isola e i suoi abitanti alla loro serenità e ai loro normali tempi di vita. Sempre secondo il presidente della Regione Piombino resta la scelta migliore perché è il porto più vicino e da un punto di vista ambientale garantisce quindi più sicurezza. “Lì la nave potrebbe arrivare in un giorno e mezzo e Piombino ha anche competenze e tradizione adeguate. E poi – ripete il presidente – se devono esserci ricadute economiche sarebbe bene che fossero in Toscana, che il disastro e il naufragio l’ha subito. La situazione è sotto controllo, ma il danno c’è stato.” Intervistato anche il ministro dell’ambiente Clini il quale ripete che il naufragio dell’anno scorso insegna come superficialità e incompetenza creano danni incredibili e che di fronte ad una situazione di emergenza la risposta migliore è quella della competenza e trasparenza, come è stato per il Giglio e la Concordia. Secondo l’ultimo cronoprogramma la nave potrebbe essere rimossa tra luglio e settembre. Se prima o dopo dipenderà anche dalle condizioni del mare. Per contenere al massimo i tempi arriverà anche una seconda nave cantiere. “Dopo il fissaggio – rassicura l’ingegner Porcellacchia di Carnival – non si sono più registrati movimenti dello scafo”.

ACQUE. Concordia8“L’esito della campionatura sulle 230 mila tonnellate di acqua racchiuse all’interno dello scavo della Costa Concordia arriverà alla fine del mese” spiega Maria Sargentini, presidente dell’osservatorio di monitoraggio sull’emergenza all’isola del Giglio. Nel giorno della vigilia tutti i tecnici hanno sottolineano come le condizioni delle acque del mare attorno al Giglio e l’impatto della carcassa sull’ambiente circostante, a parte la perdita di posidonia sotto la chiglia, siano soddisfacenti. “Sono le acque più controllate d’Italia” ripete Franco Gabrielli, capo della Protezione civile nazionale e commissario per l’emergenza in seguito al naufragio. Incarico che sarebbe scaduto a fine mese e che il consiglio dei ministri gli ha appena rinnovato.

Leggi anche: Concordia, il governo proroga l’emergenza. Legambiente: ”Via subito!”

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